MPS completa la fusione con Mediobanca (e approva il suo delisting)

Sono trascorsi cinque mesi dalla chiusura dell’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) su Mediobanca, e Monte dei Paschi di Siena ha preso una decisione definitiva: Piazzetta Cuccia sarà pienamente integrata in Rocca Salimbeni. Il CdA ha ufficialmente approvato la completa fusione con Mediobanca, aprendo la strada al delisting dell’istituto da Piazza Affari.

MPS, ok alla fusione di Mediobanca: in arrivo società non quotata

Con la nota del CdA si chiude finalmente l’intricata operazione iniziata 13 mesi fa, quando Rocca Salimbeni lanciò l’assalto a Piazzetta Cuccia, presentando un’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) totalitaria da circa 13,3 miliardi di euro, al fine di creare un grande gruppo bancario integrato e diventare il terzo polo finanziario italiano. All’inizio il board di Mediobanca respinse l’offerta, definendola “ostile”, ma nei mesi successivi MPS rilanciò e ampliò la proposta, riuscendo a settembre a raggiungere oltre l’86% del capitale, conquistando di fatto il controllo dell’istituto.

Dopo però diversi mesi di incertezza, però, il gruppo bancario senese ha deciso per la sua fusione, e ieri 17 febbraio, il Consiglio di Amministrazione presieduto da Nicola Maione ha deliberato di procedere alla piena integrazione con Mediobanca attraverso la fusione per incorporazione.

Con la sua fusione, scatterà a sua volta la riorganizzazione societaria, finalizzata a preservare l’identità storica dell’istituto incorporato. Come spiega MPS, “le attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta saranno trasferite in una società non quotata posseduta al 100% da BMPS che manterrà la denominazione di “Mediobanca S.p.A.”. All’interno di questa nuova struttura rientrerà anche la partecipazione strategica in Assicurazioni Generali, consolidando il perimetro operativo del gruppo.

Oltre a ciò, la nuova struttura del Gruppo ha come scopo “il raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali e alla piena realizzazione delle sinergie industriali per la massimizzazione della creazione di valore“. Non a caso, durante la call con gli analisti per la presentazione dei risultati 2025, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha confermato che le sinergie stimate tra ricavi e costi ammontano a 700 milioni di euro, con la possibilità che, a valle del completamento dei “cantieri” dell’integrazione, possano superare le previsioni iniziali, il che rafforzerebbe la solidità del piano di fusione.

MPS, Investor Day alle porte: focus su crescita e delisting Mediobanca

La delibera del consiglio presieduto da Nicola Maione arriva in un momento cruciale per il futuro di Monte dei Paschi di Siena, formalizzata in vista dell’Investor Day del 27 febbraio, quando sarà presentato ufficialmente il nuovo piano industriale di gruppo.

C’è da dire che Rocca Salimbeni si presenterà all’evento di fine febbraio con dati decisamente solidi sul piano finanziario: nel 2025 la banca ha registrato un’importante crescita sia nella raccolta (361 miliardi di euro, +3,4 miliardi rispetto a settembre) che nella redditività (ricavi complessivi pari a 4,957 miliardi, senza Mediobanca a 4.074 miliardi, in aumento dell’1% rispetto al 2024), e con tanto di utili in forte aumento (2,750 miliardi, +17,7% rispetto al 2024).

Insomma, tutti risultati che rafforzano la posizione dell’istituto, anche se non sono gli unici fattori determinanti: pure l’integrazione di Piazzetta Cuccia costituirà la base della strategia futura, e così il delisting da Piazza Affari. Con l’annunciata fusione scatterà inevitabilmente il delisting di Piazzetta Cuccia, un passaggio cruciale anche sul piano della governance e del posizionamento di mercato.

L’uscita di Mediobanca dalla Borsa permetterà al gruppo risultante di puntare su una maggiore integrazione operativa, generando sinergie tra credito commerciale, finanza d’impresa e gestione patrimoniale, e rafforzando al contempo la capacità di servire la clientela imprenditoriale e high net worth.

Delisting Mediobanca: cosa cambia per i possessori di certificati

In questa nuova fase del gruppo bancario senese, il punto centrale per investitori e possessori di certificati resta il delisting. Come già anticipato mesi addietro, l’uscita di Piazzetta Cuccia dalla Borsa potrebbe comportare possibili sospensioni nella negoziazione e fluttuazioni di prezzo dei certificati fino al completamento dell’operazione, mentre gli emittenti provvederanno a un ricalcolo o a un rimborso in denaro, basato sul valore delle azioni al momento della fusione.

Pur determinando una temporanea riduzione della liquidità e la fine dell’esposizione diretta alle azioni Mediobanca, l’operazione potrebbe comunque rappresentare un vantaggio per i possessori di certificati nel medio-lungo termine, grazie alla maggiore integrazione operativa e alle sinergie tra credito commerciale, finanza d’impresa e gestione patrimoniale che il nuovo gruppo intende realizzare.

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