Ferrari tra sell-off e rimbalzo dopo il caso “Luce”: entusiasmo e timori sul brand da parte dei mercati

Titolo Ferrari in ripresa dopo il sell-off del 26 maggio, quando in Borsa aveva perso oltre l’8% in scia alle critiche sul nuovo modello Ferrari Luce, il primo veicolo elettrico a batteria (BEV) della casa di Maranello.

Ora c’è un cauto ottimismo sul Cavallino, e non solo per quanto riguarda l’andamento azionario, ma anche per quel che concerne la sua strategia industriale.

Ferrari tra sell-off e rimbalzo dopo il lancio dell’elettrica Ferrari Luce

La presentazione di Ferrari Luce, prima vettura elettrica a batteria (BEV) nella storia del Cavallino Rampante, ha innescato uno dei sell-off più violenti degli ultimi anni per Ferrari a Piazza Affari: un ribasso superiore all’8% in una sola seduta, con circa 5 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati.

Un movimento accompagnato da una forte ondata di reazioni sui social e da commenti particolarmente critici, anche da parte di ex figure di spicco del mondo Ferrari come Luca Cordero di Montezemolo, già presidente della casa di Maranello, e Carlo Calenda.

A distanza di una settimana dal debutto, il titolo non è ancora tornato ai massimi di 310 euro toccati all’inizio della scorsa settimana, ma si muove intorno ai 292 euro, in recupero rispetto ai 280 euro registrati nei giorni immediatamente successivi allo scivolone.

Negli ultimi mesi l’andamento in Borsa si è mostrato particolarmente volatile, con fasi di forti rialzi alternate a correzioni improvvise. Un esempio è arrivato con i risultati del terzo trimestre 2025: numeri solidi, ma accolti freddamente dal mercato a causa di una guidance giudicata poco aggressiva, con un conseguente calo nell’ordine del 12%.

Lo stesso schema si era già visto in precedenza. A febbraio, l’annuncio della prima elettrica Ferrari aveva invece spinto il titolo al rialzo, con un balzo del 10% in una sola seduta, a conferma di una sensibilità elevata del mercato alle novità strategiche del gruppo.

Episodi del genere fanno dunque ben sospettare che le recenti correzioni (compresa quella del 26 maggio) siano in realtà tutte reazioni emotive degli investitori, non il segnale di un deterioramento strutturale della narrativa Ferrari.

Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino divide il mercato

Anche se dubbi legittimi rimangono, soprattutto sul breve e medio periodo per quanto riguarda il caso della Ferrari Luce. Secondo gli scenari più prudenti, il rischio è che il primo BEV del Cavallino possa effettivamente indebolire l’aura di esclusività costruita in decenni di storia.

All’opposto, c’è chi ritiene che proprio il carattere radicale e divisivo del modello possa trasformarlo in un oggetto destinato a diventare iconico, e quindi altamente desiderabile anche sul mercato del collezionismo. Su questa linea si pone l’amministratore delegato di Ferrari, che a pochi giorni dalla presentazione, parlando da Modena, ha sottolineato come siano arrivati “feedback positivi da parte di clienti vecchi e nuovi“.

Tuttavia, la maggior parte degli osservatori si aspetta volumi di vendita comunque contenuti, coerenti con la strategia storica del marchio, da sempre orientata all’esclusività più che ai grandi numeri. Ad esempio, Equita ritiene sufficienti tra le 400 e le 700 unità annue per centrare gli obiettivi industriali del piano. Barclays si attesta su circa 500 vetture l’anno, mentre Intermonte ipotizza livelli leggermente più elevati, pur sempre limitati rispetto alla capacità teorica del modello.

C’è da dire che, anche qualora la Ferrari Luce rappresentasse un potenziale rischio reputazionale, con la possibilità anche di un esito commerciale inferiore alle attese, anche nello scenario peggiore, l’impatto economico complessivo per Ferrari resterebbe contenuto.

Analisti fiduciosi su Ferrari: buone notizie per i possessori di certificati

E ora la domanda che interessa investitori e possessori di certificati: come posizionarsi sul titolo Ferrari?

Guardando ai target price degli analisti, la lettura prevalente sembra orientata verso uno scenario ancora costruttivo. Kepler Cheuvreux indica un potenziale rialzo del 27%, Barclays del 25%, Citi del 12,7%, mentre Intermonte mantiene una visione outperform con target a 417 euro.

Il punto chiave, secondo molti strategist, è che il mercato abbia inizialmente reagito alla Ferrari Luce come se rappresentasse da sola l’intera traiettoria futura del gruppo, sovrastimando il rischio di rottura con il modello storico.

In realtà, Ferrari resta ancora oggi un’azienda costruita su elementi difficilmente replicabili: scarsità programmata dell’offerta, margini ai vertici del settore, liste d’attesa che si estendono fino a due anni, forte potere di prezzo e una clientela estremamente selettiva.

E dunque più robusti anche a “errori di valutazione”, come potrebbe essere Ferrari Luce. Basta solo che le prime indicazioni commerciali confermino una domanda solida perché il mercato cambi narrazione. Altrimenti, inevitabile sarà un po’ di volatilità sul titolo, pur rimanendo comunque uno degli asset più solidi del comparto lusso europeo.

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