Banche italiane alle trimestrali 2026, Morgan Stanley e Deutsche Bank prevedono ottimi risultati per il comparto

Sta per iniziare la stagione delle trimestrali 2026 e le banche italiane si preparano a un nuovo appuntamento con risultati che potrebbero sorprendere positivamente il mercato.

Lo sostengono diversi istituti internazionali, quali Morgan Stanley e Deutsche Bank, entrambe concordi nel prevedere un trimestre complessivamente positivo per le banche italiane, anche se con alcune differenze.

Morgan Stanley vede un secondo trimestre forte per le banche italiane

Nella sua nota, Morgan Stanley si aspetta un trimestrale 2026 solido per le banche italiane, con previsioni al di sopra di quelle del consenso.

Per Unicredit, che mantiene una raccomandazione overweight con un prezzo obiettivo fissato a 87 euro, la banca d’affari prevede un margine di interesse in crescita del 2%, pari a 3,7 miliardi di euro, contro una previsione del consenso di 3,674 miliardi. I ricavi complessivi sono invece stimati a 6,48 miliardi di euro, in aumento del 6%, mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi a 2,907 miliardi, in calo del 13%, ma leggermente sopra le attese del mercato ferme a 2,894 miliardi.

Anche per BPER Banca, Morgan Stanley mantiene un giudizio overweight con target price a 14,50 euro e prevede risultati migliori rispetto alle stime degli analisti. In particolare, l’utile netto reported è stimato a 741 milioni di euro, con una crescita del 60,9% su base annua, contro una previsione del consensus di 622 milioni. Per quanto riguarda la solidità patrimoniale, Morgan Stanley prevede un coefficiente Cet1 al 14,9%, sostanzialmente in linea con il consensus.

Per Banco BPM, con raccomandazione underweight e prezzo obiettivo a 13,30 euro, la banca prevede che l’utile operativo prima degli accantonamenti core sarà superiore del 2,6% rispetto al consensus. Morgan Stanley prevede inoltre un coefficiente Cet1 al 14,1%, circa 10 punti base sopra le aspettative del mercato, mentre l’utile netto dovrebbe arrivare a 563 milioni di euro, con una crescita del 3,5% rispetto ai 539 milioni attesi dagli analisti.

Per MPS, sulla quale Morgan Stanley risulta restricted, la banca d’affari stima un utile operativo prima degli accantonamenti core superiore del 5,5% rispetto al consensus. Anche il margine di interesse dovrebbe confermarsi positivo, con una crescita del 92,8%, fino a 1,063 miliardi di euro, leggermente sopra il consensus di 1,057 miliardi.

Infine, per Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley (anch’essa restricted sul titolo) prevede un utile operativo prima degli accantonamenti core superiore del 3% alle attese del mercato. A sostenere il risultato sarà soprattutto la stabilità del margine di interesse netto, previsto a 3,782 miliardi di euro, in calo solo dello 0,5% su base annua ma leggermente superiore alla stima del consensus, pari a 3,747 miliardi. Il coefficiente patrimoniale Cet1 dovrebbe attestarsi al 13,1%, in crescita di 10 punti base rispetto al trimestre precedente e in linea con le aspettative degli analisti. L’utile netto dopo le minorities è invece stimato a 2,613 miliardi di euro, con un incremento dello 0,5% e un valore superiore rispetto alla previsione del consenso, pari a 2,533 miliardi.

Deutsche Bank prevede utili in calo, ma conferma la forza delle banche italiane

Diversa invece l’analisi di Deutsche Bank sulle banche italiane rispetto a quella delineata da Morgan Stanley. L’istituto con sede a Francoforte, pur mantenendo una visione positiva sul comparto, prevede un livello di utili pari a 8,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 9,4 miliardi registrati nello stesso trimestre del 2025.

Un risultato che, secondo gli analisti, resta comunque particolarmente significativo considerando il contesto di mercato meno favorevole rispetto agli anni precedenti. Nel secondo trimestre 2026, infatti, il valore medio dell’Euribor a tre mesi si è attestato al 2,24%, ovvero 12 punti base in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Analizzando alcuni istituti chiave, Deutsche Bank prevede per Unicredit un utile netto di 2,836 miliardi di euro, in diminuzione del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per Intesa Sanpaolo, invece, la previsione è di un utile netto pari a 2,51 miliardi di euro, con un calo più contenuto, pari al 3% su base annua. Per Banco Bpm, Deutsche Bank si aspetta un utile di 537 milioni di euro, in diminuzione del 24% rispetto allo scorso anno. Su MPS, la banca tedesca prevede un utile netto di 527 milioni di euro, con una crescita dell’1% rispetto al trimestre precedente.

Tra gli istituti più dinamici figura invece BPER Banca, per cui Deutsche Bank stima un utile netto di 627 milioni di euro, con un incremento del 36% su base annua.

Nonostante alcune stime sugli utili siano inferiori rispetto ai livelli record degli anni precedenti, Deutsche Bank ha comunque deciso di confermare una visione positiva su diversi titoli del comparto. La banca d’affari ha infatti confermato la raccomandazione buy su MPS, mantenendo anche il prezzo obiettivo a 12 euro. La stessa indicazione positiva è arrivata per Mediobanca, promossa a buy con un incremento del prezzo obiettivo a 29,4 euro. Deutsche Bank ha inoltre rivisto al rialzo il target price di Banco BPM, portandolo a 16,2 euro, confermando anche in questo caso la raccomandazione buy. Nessuna modifica invece per Intesa Sanpaolo, per cui il giudizio resta buy con prezzo obiettivo fissato a 6,8 euro.

Banche italiane e trimestrali 2026: buone prospettive per i possessori di certificati

Nel complesso, quindi, il messaggio che arriva dagli analisti internazionali è chiaro: le banche italiane potrebbero non replicare i risultati eccezionali degli anni caratterizzati dai tassi elevati, ma continuano a mostrare una redditività superiore alle aspettative grazie a una struttura più efficiente, una buona qualità degli attivi e una solida posizione patrimoniale.

Una buona notizia dunque per investitori e possessori di certificati, anche se, ricordiamo, si tratta di stime, non dei risultati ufficiali. C’è da dire però che numeri migliori delle attese per banche come Unicredit, Intesa Sanpaolo, BPER Banca, Banco BPM o MPS possono sostenere i relativi titoli azionari e quindi migliorare la situazione dei certificati collegati a questi sottostanti.

Al contrario, eventuali delusioni sui conti o un peggioramento delle prospettive del settore potrebbero aumentare la volatilità dei titoli bancari e avvicinare i prezzi alle barriere di protezione.

Per saperne meglio toccherà aspettare i prossimi trimestrali 2026: la stagione inizierà il 23 luglio con Unicredit e si concluderà il 7 agosto con MPS.

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