Stellantis, titolo sotto pressione: analisti divisi mentre si attendono i trimestrali Q2 2026

Stellantis prova lentamente a rialzare la testa dopo le pesanti vendite che hanno caratterizzato le ultime sedute di Piazza Affari, complici le revisioni al ribasso arrivate da diverse banche d’affari e istituti di investimento.

Una reazione del mercato decisamente severa, per alcuni anzi eccessiva, soprattutto considerando quanto il titolo abbia già perso negli ultimi mesi. 

Però tutto potrebbe cambiare tra qualche settimana: gli occhi sono ora puntati sulla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2026, prevista entro la fine di luglio.

Stellantis tenta il recupero dopo settimane difficili

Nella seduta odierna il titolo torna a guadagnare oltre l’1%, mostrando un primo segnale di recupero rispetto alle giornate precedenti. La strada, però, resta ancora molto lunga.

Stellantis continua infatti a muoversi sui livelli più bassi degli ultimi dodici anni, dopo una lunga fase di debolezza culminata nelle recenti sedute negative che hanno ulteriormente penalizzato il gruppo guidato da Antonio Filosa. Negli ultimi dodici mesi la società ha ormai perso oltre il 45% della propria capitalizzazione di mercato.

Dopo il tonfo del 5,8% registrato nella seduta precedente, giovedì 9 luglio il titolo è arrivato a perdere un ulteriore 1,5%, aggiornando il minimo storico a 4,59 euro, prima di recuperare parte delle perdite e chiudere a 4,67 euro, in calo dello 0,4%.

Si tratta comunque di un movimento meno violento rispetto a quello dello scorso febbraio, quando Stellantis arrivò a lasciare sul terreno oltre il 12% in una sola seduta dopo la pubblicazione dei risultati relativi al 2025.

Già allora erano rimasti pochi gli analisti disposti a difendere il titolo, mentre le valutazioni negative erano diventate prevalenti. Così oggi.

I downgrade delle banche d’affari aumentano la pressione sul titolo

Gran parte della debolezza di Stellantis è riconducibile alle ultime revisioni pubblicate da alcune delle principali banche d’affari internazionali, tra cui JPMorgan, HSBC e Banca Akros.

JPMorgan ha abbassato il proprio giudizio sul gruppo da overweight a neutral, riducendo contestualmente il prezzo obiettivo da 10 euro a 6 euro. Secondo gli analisti della banca americana, il percorso di recupero dei margini richiederà molto più tempo del previsto. Addirittura, senza una significativa riduzione della forza lavoro o importanti tagli della capacità produttiva sia in Europa sia in Nord America sarà difficile riportare rapidamente la redditività ai livelli del passato.

Anche Banca Akros ha rivisto sensibilmente la propria valutazione, abbassando il rating da buy a neutral e riducendo il target price da 9 euro a 5,5 euro. Gli analisti sottolineano soprattutto il deterioramento del profilo creditizio della società. L’ampliamento degli spread sulle obbligazioni viene interpretato come un segnale della crescente probabilità che il rating venga declassato da BBB- a BB+, con la conseguente perdita dello status di investment grade.

Ancora più severa è stata HSBC, che ha abbassato il giudizio da hold a reduce, riducendo il prezzo obiettivo da 5,50 euro a 4 euro. Gli analisti ritengono che gli elevati margini registrati negli anni passati possano essere stati il risultato di un sottoinvestimento e che Stellantis debba ora incrementare significativamente gli investimenti per costruire una ripresa realmente sostenibile. HSBC, tuttavia, non è convinta che questo processo sia già iniziato, motivo per cui ha deciso di declassare il titolo.

Morningstar vede un mercato eccessivamente pessimista

Nonostante il quadro complessivamente difficile, non tutti gli analisti condividono il pessimismo che domina attualmente il mercato. Tra questi, Rella Suskin, analista azionaria di Morningstar, secondo cui le vendite sul titolo sono state eccessive rispetto alla situazione reale della società, anche se non mancano le criticità.

La fiducia degli investitori è venuta meno a seguito di numerosi fallimenti nell’execution della strategia aziendale condotta dal precedente management”, afferma Suskin, sottolineando però che “sebbene il livello di incertezza sui risultati futuri rimanga alto, siamo convinti che ci sia un ampio margine di miglioramento rispetto a una base fortemente depressa“.

La società di analisi ha comunque rivisto al ribasso il proprio fair value, portandolo da 14 euro a 12,20 euro. Una valutazione inferiore rispetto al passato, ma ancora decisamente superiore alle quotazioni attuali del titolo e quindi più ottimistica rispetto a quanto oggi scontato dal mercato.

Stellantis, tutto dipenderà dai risultati del secondo trimestre (anche per i possessori di certificati)

Per capire meglio tutta la situazione toccherà attendere la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2026, prevista per il 30 luglio. Ma già le prossime settimane saranno particolarmente importanti per investitori e possessori di certificati.

L’elevata volatilità del titolo aumenta infatti il rischio di avvicinamento o di violazione delle eventuali barriere previste dai prodotti, soprattutto nel caso dei certificati a capitale condizionatamente protetto. Chi possiede questi strumenti dovrebbe verificare attentamente il livello della barriera, la distanza dall’attuale quotazione del titolo e la presenza di prossime date di osservazione o di pagamento delle cedole.

I risultati del 30 luglio, se positivi come quelli del primo trimestrale 2026, potrebbero infatti generare movimenti significativi del prezzo dell’azione, incidendo direttamente sulle probabilità di rimborso integrale o sull’incasso delle cedole previste dal certificato. Per questo motivo è consigliabile monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione.

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