Manca meno di un mese alla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2026 da parte di diverse banche italiane. Tra queste c’è BPER Banca, tra le protagoniste negli ultimi mesi anche dell’ultimo episodio del risiko bancario, insieme a Intesa Sanpaolo, MPS e Generali.
Oltre ai conti trimestrali, l’istituto guidato da Gianni Franco Papa presenterà anche la nuova guidance strategica fino al 2029. In vista dell’appuntamento del 6 agosto, Goldman Sachs ha aggiornato le proprie previsioni sul gruppo, delineando uno scenario particolarmente favorevole.
Goldman Sachs vede per trimestrale 2026 una crescita di BPER Banca su tutti i principali indicatori
In una nota riportata anche da MF, Sofie Peterzens, analista di Goldman Sachs, spiega di aver rivisto al rialzo le stime su BPER Banca in vista della trimestrale. E su diversi fronti.
Per il margine di interesse, la banca d’affari si aspetta una crescita del 2% rispetto al trimestre precedente, mentre il margine di interesse netto complessivo dovrebbe attestarsi poco sopra i 4,4 miliardi di euro. Anche le commissioni sono viste in aumento. Il management di BPER aveva indicato una crescita a un ritmo “mid single digit” rispetto ai 2,6 miliardi del 2025, ma Goldman Sachs ritiene che possano raggiungere 2,8 miliardi di euro, sostenute sia dalla ripresa dell’attività bancaria tradizionale sia dall’accelerazione delle commissioni derivanti dal business assicurativo.
Per quanto riguarda la solidità patrimoniale, Goldman Sachs stima un coefficiente CET1 del 14,9% nel secondo trimestre, stabile rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Restano inoltre confermate le aspettative di una politica di remunerazione generosa, con un payout del 75% e l’avvio di un programma di buyback da 500 milioni di euro all’anno a partire dal 2027.
La guidance fino al 2029 potrebbe essere ancora più ambiziosa
Guardando invece alla guidance, a detta di Goldman Sachs il nuovo piano industriale dovrebbe presentare obiettivi più elevati rispetto a quelli comunicati finora.
Per il margine di interesse netto, Peterzens si aspetta per BPER Banca una crescita media annua (CAGR) compresa tra il 2% e il 3% nel periodo 2026-2029, in linea con il consenso degli analisti. Questo porterebbe il margine di interesse a 4,92 miliardi di euro nel 2029, rispetto ai 4,461 miliardi previsti per il 2026. Anche le commissioni dovrebbero continuare a crescere, con un tasso medio annuo del 3,4%, passando da 2,762 miliardi nel 2026 a 3,152 miliardi nel 2029.
Sul capitale, Goldman Sachs ritiene che BPER Banca possa fissare un nuovo obiettivo di lungo termine per il CET1 al 14,1%, rispetto al 14,3% stimato per il 2026 e al 14,4% previsto dal consenso, un livello comunque inferiore all’attuale guidance del 14,5%.
Il Danish Compromise potrebbe modificare gli equilibri del settore
Le prospettive per BPER Banca appaiono quindi particolarmente favorevoli, ma uno dei temi destinati a influenzare il settore nei prossimi anni potrebbe essere il cosiddetto Danish Compromise, il meccanismo introdotto per evitare che gli istituti bancari siano penalizzati quando investono nel capitale delle compagnie assicurative. In pratica consente di ridurre l’assorbimento di capitale richiesto per tali partecipazioni, migliorando l’efficienza patrimoniale.
Nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha approvato il Rapporto annuale sulla politica di concorrenza 2025, inserendo un emendamento che invita la Commissione europea a eliminare l’attuale disparità di trattamento tra banche e compagnie assicurative quando detengono partecipazioni reciproche. Oggi infatti le banche beneficiano del trattamento agevolato quando investono nelle assicurazioni, mentre le compagnie assicurative che possiedono quote di banche non ricevono lo stesso beneficio.
Ma cosa c’entra con BPER Banca? Per il dossier che coinvolge Unipol e l’accordo con Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’Opas su Monte dei Paschi di Siena.
Il gruppo guidato da Carlo Cimbri è già il principale azionista di BPER con una partecipazione vicina al 20%. Attualmente la partecipazione in BPER comporterebbe un assorbimento di circa 30-40 punti di Solvency ratio, mentre dopo l’acquisizione e l’integrazione degli sportelli provenienti da MPS, secondo Startmag il peso potrebbe salire a 60-80 punti.
BPER Banca tra trimestrali 2026, guidance e altro: cosa cambia per i possessori di certificati
Come nelle puntate precedenti, anche in questo caso investitori e possessori di certificati dovranno guardare con particolare attenzione lo sviluppo del risiko bancario, in primis l’ipotesi del Danish Compromise. Perché la sua eventuale introduzione potrebbe rafforzare le prospettive di alcuni gruppi finanziari, con possibili effetti positivi sulle quotazioni dei titoli sottostanti e, di conseguenza, sul valore dei certificati.
Per quanto riguarda l’analisi di Goldman Sachs, al momento non cambia nulla sul funzionamento dei prodotti già in portafoglio, visto che la banca americana ha riconfermato il giudizio Neutral sul titolo, e mantenuto il precedente target price, da 14,30 a 14,50 euro. Semmai, gli investitori dovrebbero monitorare sia la nuova guidance che BPER presenterà ad agosto sia l’evoluzione del percorso normativo europeo, evitando ovviamente decisioni affrettate.