Non sono giorni facili per la casa di Maranello, almeno sul fronte borsistico. Il titolo ha registrato un forte calo nell’ultima seduta, dopo che ieri è stata presentata “Ferrari Luce”, l’attesa e innovativa vettura sportiva che (nel bene e nel male) segna l’apertura di un nuovo capitolo nella storia del Cavallino Rampante.
Malgrado tutto, il titolo è ancora valido anche se sta scontando una certa correzione negli ultimi mesi.
Ferrari Luce, reazione (non positiva) dei mercati
Oggi il titolo si sta riprendendo, ma ieri a metà seduta, con un controvalore scambiato superiore ai 230 milioni di euro, il titolo si era attestato a 290,4 euro, segnando una flessione del 6,32%.
Un ribasso significativo per Ferrari, anche se nettamente inferiore rispetto al -12% registrato in occasione dei risultati trimestrali Q3 2025, che pur positivi sono stati penalizzati da una guidance ritenuta non sufficientemente ambiziosa dai mercati.
Il contesto di questa correzione, però, non è legato ai conti, ma alla vettura che, quando fu anticipata a febbraio, aveva contribuito a far guadagnare al titolo quasi il 10%.
Si tratta della prima auto completamente elettrica di Ferrari, dotata di quattro motori elettrici, uno per ruota, capaci di erogare oltre 1.000 cavalli, con una velocità massima superiore ai 310 km/h e un’autonomia superiore ai 500 chilometri.
A far storcere il naso non sono le prestazioni, ma il design, giudicato non positivamente dagli analisti di mercato.
Gli analisti restano cauti ma positivi: buy confermati e target fino a 400 euro
Nonostante le prime reazioni a caldo non particolarmente favorevoli, come quelle dell’ex AD e presidente di Ferrari Luca Cordero di Montezemolo (“Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo”), gli analisti mantengono un approccio meno critico.
Ad esempio, Gabriel Debach, market analyst di eToro, parla di “un contrasto interessante, perché a febbraio, quando venne anticipata la Luce, il titolo aveva guadagnato quasi il 10% in una sola seduta. Allora c’era entusiasmo per la direzione strategica. Oggi emergono i dubbi sull’esecuzione“. A sua volta, sul design “vale fare una distinzione che l’entusiasmo di giornata tende a oscurare: un prodotto esteticamente divisivo non è necessariamente un prodotto sbagliato. Il Purosangue divise l’opinione alla presentazione, con critiche forti sulla rottura con il DNA Ferrari. Poi ha esaurito la produzione”.
Più cauti i giudizi di Intesa Sanpaolo Research ed Equita, che confermano comunque per Ferrari un rating buy, con target price rispettivamente a 400 e 385 euro contro gli attuali 291 euro. Se la banca italiana stima che la Ferrari elettrica avrà “bassi volumi” di vendita, la sim milanese è invece dell’idea “che un modello elettrico con prezzo elevato non genererà volumi elevati”. In particolare, i volumi di questo modello “non saranno determinanti nell’influenzare i risultati di gruppo, ma trattandosi di un primo modello con una nuova motorizzazione è importante preservare l’immagine di qualità e performance”.
Sulla stessa linea anche Barclays, che mantiene una valutazione overweight con target price a 355 euro sul Cavallino. “Pensiamo che un posizionamento basato su prezzi elevati e volumi ridotti possa dissipare molte preoccupazioni”, commentano gli analisti.
Ferrari tra correzione in Borsa e scommessa elettrica: i consigli per i possessori di certificati
E qui la domanda: all’indomani del lancio di Ferrari Luce, è opportuno guardare al titolo? Perché negli ultimi sei mesi il Cavallino ha perso in Borsa circa il 12%, e su base annuale fino al 40%, rispetto ai massimi storici intraday del 18 febbraio, con circa più di 27 miliardi di euro di valore bruciato nell’arco di 10 mesi.
In realtà il titolo soffre per motivazioni più ampie, in particolare lo scetticismo del mercato sul piano di elettrificazione e sulle stime di crescita prudenti nel lungo periodo.
In occasione del Capital Markets Day del 9 ottobre, gli investitori hanno mostrato forte perplessità sui nuovi target a lungo termine della Rossa, tra cui una revisione al ribasso dell’elettrificazione: solo il 20% della gamma sarà elettrificata entro il 2030, contro il 40–50% del consensus. Questo ha portato a una serie di revisioni al ribasso da parte degli analisti: Jefferies ha ridotto il prezzo obiettivo da 345 a 310 euro per azione con rating hold, mentre Oddo ha abbassato la raccomandazione da outperform a neutral con un taglio significativo del target price, passato da 430 a 340 euro.
A prescindere, già allora, secondo i dati Bloomberg, è prevalso un orientamento positivo tra gli analisti: 22 raccomandazioni di buy (73,3% del totale), 6 giudizi hold (20%) e solo 1 sell (6,7%). Con prezzo obiettivo medio a 393 euro, oltre il 25% sopra i livelli attuali.
Pertanto, il focus per investitori e possessori di certificati resta principalmente sull’evoluzione della guidance nei prossimi anni, più che sull’andamento immediato del titolo. Il gruppo ha infatti iniziato il 2026 al meglio, con una crescita del 3% dei ricavi, pari a 1,848 miliardi di euro (+6% a cambi costanti) nel primo trimestre, superando le stime degli analisti.


