Il panorama degli investimenti globali sta attraversando una trasformazione significativa, soprattutto sul fronte delle offerte pubbliche iniziali (IPO). Negli Stati Uniti, diverse società si preparano a entrare in Borsa con valutazioni estremamente elevate.
Addirittura c’è un’offerta che potrebbe diventare la più grande di sempre, e riscrivere la storia dei mercati finanziari.
La corsa delle Big tech verso la Borsa: riflettori su SpaceX, OpenAI e Anthropic
Quest’anno una nuova ondata di importanti offerte pubbliche iniziali (IPO) si prepara infatti a ridisegnare il quadro degli investimenti globali. Tra i nomi più attesi figurano SpaceX, OpenAI e Anthropic, tutte (ormai) pronte per il debutto sui mercati.
E tra queste, proprio il collocamento della società di Elon Musk sul NASDAQ, secondo le cifre circolate, potrebbe arrivare a rappresentare la più grande IPO di tutti i tempi. La società punta a una valutazione record in sede di IPO pari a 1,8 trilioni di dollari (circa 1,5 trilioni di euro), sostenuta da una crescita dei ricavi del 33% su base annua, arrivati a 18,7 miliardi di dollari (circa 16,3 miliardi di euro) nell’ultimo anno.
Un debutto dunque notevole, che secondo Graham Secker (Equity Strategy Lead di Pictet Wealth Management) potrebbe innescare una nuova ondata di IPO nel settore tecnologico, e ridefinire la composizione degli indici di Wall Street.
Questo possibile lancio record viene interpretato infatti come l’inizio di un anno eccezionale per le IPO. Anche OpenAI e Anthropic si stanno infatti preparando a un percorso analogo, con un forte interesse da parte degli investitori, soprattutto considerando il loro posizionamento avanzato nel campo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti.
Nel mercato privato, Anthropic avrebbe raggiunto una valutazione di 965 miliardi di dollari (circa 841,8 miliardi di euro), con un run-rate di ricavi pari a 47 miliardi di dollari (circa 41 miliardi di euro). Un dato che la collocherebbe, secondo le stime riportate, anche al di sopra della valutazione di OpenAI, fissata a 852 miliardi di dollari nell’ultima tornata di finanziamento.
Il boom delle IPO tech tra opportunità e rischi per i mercati
Si tratta di cifre estremamente elevate, destinate a catalizzare l’attenzione degli investitori e a produrre possibili cambiamenti nella composizione degli indici globali, rafforzando ulteriormente la predominanza del settore tecnologico sui mercati. Il crescente numero di IPO legate alle big tech potrebbe infatti consolidare ancora di più la leadership del comparto tecnologico una volta che queste società verranno eventualmente incluse nei principali indici.
O addirittura l’esatto opposto, e anzi generare turbolenze di breve termine sui mercati azionari statunitensi. A sostenerlo è Steve Brice (global chief investment officer of wealth solutions di Standard Chartered) che in una recente intervista a CNBC ha sottolineato come questi debutti di mega-cap potrebbero comportare “problemi di assorbimento”, e che l’immissione simultanea di nuove azioni potrebbe prosciugare la “liquidità istituzionale” e esercitare pressione sugli indici più ampi.
Di conseguenza, il CIO di Standard Chartered mantiene un atteggiamento prudente in vista della stagione estiva, anche perché i possibili deflussi di capitale si sommerebbero a shock di offerta legati a tensioni geopolitiche, in particolare al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
IPO da record: una svolta anche per i possessori di certificati?
Nonostante i rischi e le opportunità, parliamo comunque di un’operazione ancora in divenire. Resta infatti ancora da chiarire quando, con quali modalità e soprattutto se questi tre colossi riusciranno effettivamente a entrare negli indici delle blue-chip. Al momento, infatti, potrebbero non soddisfare pienamente i requisiti necessari, oppure potrebbero raggiungerli solo dopo un periodo di tempo più lungo del previsto.
Resta comunque forte la convinzione, espressa anche da Secker, che le imminenti IPO di SpaceX, OpenAI e Anthropic rappresentino una svolta per i mercati tecnologici globali.
In effetti, da un lato offrono nuove opportunità a investitori e possessori di certificati, visto che parliamo di società che stanno consolidando la propria leadership non solo nel campo IA ma anche in settori tech come il cloud computing, dove oggi OpenAI e Anthropic rappresentano già una quota significativa delle attività di alcuni dei principali provider del settore.
Ma dall’altro introducono ulteriori elementi di complessità, proprio per via della crescente interdipendenza con il sistema dell’IA, che ormai da mesi è al centro di rumors riguardanti una mastodontica bolla finanziaria che potrebbe estendersi anche ad aree correlate come il credito privato, oggi sotto particolare attenzione da parte degli analisti.
Per investitori e possessori, dunque, il mantra è sempre quello: stare sul chi vive; e trovare un punto di equilibrio tra l’entusiasmo per l’innovazione e un’attenta gestione del rischio.

