Periodo decisamente roseo per le borse asiatiche, in particolare per il Nikkei, che continua la sua corsa verso l’area dei 70mila punti, soglia storica per l’indice giapponese.
A trainare il rally è soprattutto il tema dell’intelligenza artificiale, che in Giappone sta sostenendo il mercato, mentre i titoli di Stato nipponici risentono della volatilità dovuta ai vari rimbalzi nel mercato obbligazionario.
Nikkei verso nuovi massimi: +120% in meno di un anno
Il Nikkei ha messo a segno un rialzo del 3% nell’ultima seduta, toccando nuovi massimi a quota 68.585 punti, in un contesto condizionato dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e dalle incertezze legate alla situazione nello Stretto di Hormuz.
Si tratta di una progressione impressionante se si guarda all’andamento dell’ultimo anno: fino a metà luglio dello scorso anno il Nikkei 225 si trovava attorno ai 40mila punti, per poi salire verso i 50mila entro fine ottobre.
Avrebbe potuto raggiungere il traguardo dei 60mila già a fine febbraio, ma lo scoppio delle tensioni in Medio Oriente ha provocato una fase di correzione, con l’indice precipitato in poche settimane sui 51mila punti. Successivamente, a partire dall’ultimo mese, il recupero è stato rapido, con il superamento dei 60mila a fine aprile e l’attuale spinta verso quota 70mila.
Nel complesso, la performance supera ampiamente l’82% (120% nell’arco di poco più di dodici mesi), un ritmo eccezionale che alimenta interrogativi sulla sostenibilità del rally.
Dal punto di vista tecnico, tuttavia, non emergono segnali chiari di inversione e il trend resta impostato al rialzo, sostenuto da dinamiche di mercato che continuano a favorire gli acquisti.
Nikkei, rally storico guidato dall’IA e dalle politiche fiscali
Tra i principali traini di questa salita del Nikkei c’è l’entusiasmo degli investitori giapponesi per le opportunità legate all’intelligenza artificiale. Le aziende del Paese sono sempre più coinvolte nello sviluppo delle infrastrutture globali legate all’IA e si trovano in una posizione favorevole per beneficiare della crescita del settore.
Altro sostegno al mercato azionario giapponese proviene anche dalle attese di nuovi stimoli fiscali, dopo l’approvazione da parte del governo di una bozza di bilancio supplementare da 3,11 trilioni di yen (circa 19,5 miliardi di dollari), destinata a contrastare l’aumento del costo della vita legato anche alle tensioni internazionali.
Il governo guidato dalla premier Sanae Takaichi punta all’approvazione parlamentare del provvedimento entro venerdì. Le misure sono concentrate soprattutto sul mantenimento dei sussidi per gas ed elettricità, mentre nel corso del mese è attesa anche una decisione su un possibile taglio dell’imposta sui consumi.
Proprio la prospettiva di un maggiore sostegno fiscale all’economia ha contribuito a rafforzare ulteriormente il mercato, con particolare forza nei titoli tecnologici e del comparto chip, tra i principali beneficiari del ciclo legato all’intelligenza artificiale.
Obbligazioni e BOJ sotto pressione: rendimenti in rialzo e scelte difficili in arrivo
Sul fronte obbligazionario, il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito di 7,5 punti base, raggiungendo il 2,640%. Gli investitori hanno infatti accolto positivamente le nuove misure fiscali, ma allo stesso tempo restano vigili sull’impatto dell’aumento della spesa pubblica e sulla debolezza dello yen.
Non a caso, il titolo rimane in forte volatilità: già nelle prime settimane di maggio il decennale è salito sensibilmente, passando da 2,47% a 2,8%. Rispetto addirittura a oltre un anno fa (aprile 2025), i rendimenti sono saliti del 78% in più.
Proprio la volatilità del mercato obbligazionario sta inoltre rafforzando le pressioni sulla Banca del Giappone affinché valuti una pausa nel processo di riduzione del proprio bilancio nel prossimo anno fiscale. Una scelta che rappresenterebbe una svolta rispetto al piano di inasprimento quantitativo avviato nel 2024 sotto la guida del governatore Kazuo Ueda.
La prossima riunione della BOJ, prevista per il 15 e 16 giugno, sarà cruciale per valutare il piano di riduzione graduale degli acquisti di obbligazioni fino a marzo del prossimo anno e per definire l’impostazione per l’anno fiscale 2027. Al momento non sono attese modifiche immediate, ma i mercati guardano con attenzione alla possibilità che la banca centrale riveda il ritmo degli acquisti o mantenga l’attuale strategia anche nel medio periodo.
Nikkei e bond giapponesi: rischi e opportunità per i possessori di certificati
Guardando al trend rialzista del Nikkei, questo andamento può essere un’ottima occasione per investitori e possessori di certificati legati all’azionario giapponese o ai mercati asiatici, perché aumenta la probabilità che strumenti come cash collect, autocallable e bonus cap vadano in autocall anticipato o continuino a distribuire premi regolari grazie alla distanza crescente dalle barriere.
Tuttavia, proprio la velocità del rialzo introduce un elemento di rischio meno evidente: eventuali correzioni improvvise potrebbero essere altrettanto rapide, e su certificati con barriere vicine o sensibili alla volatilità questo può tradursi in un aumento del rischio di osservazione negativa o di perdita condizionata a scadenza.
A sua volta, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni potrebbe rendere meno “convenienti” le strutture a capitale condizionatamente protetto. Mentre l’eventuale revisione della politica della Banca del Giappone potrebbe comportare ora alla riduzione della pressione sui tassi (in caso di rallentamento del quantitative tightening o un cambio di rotta sugli acquisti di bond) ora al mantenimento della volatilità (in caso di proseguimento della stretta).
In una fase di mercato “tirato” come questa, la gestione attiva diventa dunque centrale: per chi ha già investito può avere senso valutare la qualità delle barriere e il livello di protezione residua, mentre per chi entra ex novo può essere più prudente privilegiare strutture con buffer ampio o scadenze non troppo lunghe, evitando di inseguire il rally sui sottostanti già molto estesi.


