Commerzbank finisce sempre più al centro delle mire di UniCredit. La banca guidata da Andrea Orcel ha infatti compiuto un nuovo passo nell’operazione che punta all’istituto tedesco, assicurandosi una posizione potenziale superiore al 50% del capitale, resa possibile grazie all’aumento delle adesioni all’OPS e alla presenza di una consistente quota detenuta attraverso strumenti derivati.
La soglia del 30%, considerata cruciale per la strategia del gruppo italiano, è stata ormai superata, garantendo a Piazza Gae Aulenti una maggiore flessibilità in vista di eventuali futuri acquisti.
Intanto, però, da Francoforte è arrivata una replica altrettanto decisa.
UniCredit supera il 30% di Commerzbank e punta oltre il 50%
La novità è arrivata a mercati chiusi. Martedì 2 giugno UniCredit ha comunicato di aver incrementato al 34,4% la partecipazione detenuta direttamente in Commerzbank, grazie a nuove adesioni all’Ops pari al 7,57% del capitale.
Nel dettaglio, sono state finora conferite azioni corrispondenti a circa il 7,6% del capitale di Commerzbank. In combinazione con la partecipazione diretta (26,8%) e con gli strumenti a regolamento fisico (3,2%), la partecipazione complessiva arriva rispettivamente al 34,4% e al 37,6%.
A sua volta, UniCredit ha precisato di avere ora circa una quota al 13,2% costituita da derivati cash-settled, regolati quindi attraverso uno scambio monetario e non mediante il trasferimento diretto dei titoli.
La banca di Orcel parla di una posizione aggregata pari al 43,2%, ma, considerando anche l’intera esposizione economica collegata ai derivati, si va ben oltre la soglia del 50%, necessaria per la maggioranza assoluta. È ben oltre l’obiettivo minimo che si era prefissata al momento del lancio dell’offerta. Quando l’OPS era stata annunciata, infatti, UniCredit aveva già accumulato oltre il 26% del capitale della banca tedesca.
Con il superamento della soglia del 30%, il gruppo guidato da Andrea Orcel ha spiegato di aver ottenuto una maggiore certezza sulla propria partecipazione, mantenendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per cogliere eventuali opportunità di mercato e acquistare ulteriori quote in futuro.
Secondo gli analisti di Citi, questo risultato potrebbe anche rendere superfluo un eventuale rilancio dell’offerta. In un recente report, infatti, hanno sottolineato come la probabilità di un aumento del prezzo dell’OPS fino a 36 euro per azione appaia ormai sempre più limitata.
Anche perché una parte rilevante del capitale risulta già “bloccata” tra la quota detenuta da UniCredit, il 13% ancora nelle mani del governo tedesco, circa il 17% riconducibile a investitori passivi, un ulteriore 17% detenuto dagli investitori retail e una quota legata alle controparti dei derivati. Di conseguenza, il numero di azioni realmente contendibili sul mercato si è progressivamente ridotto.
Commerzbank contesta UniCredit: “Esposizione economica non è controllo”
Se da Milano si celebra il superamento della soglia strategica del 30% e una potenziale esposizione superiore al 50%, da Francoforte la risposta non si è fatta attendere.
Commerzbank ha infatti pubblicato una presentazione alla composizione del proprio azionariato e alla reale portata della posizione accumulata da UniCredit. E no, esposizione economica e controllo effettivo non sono la stessa cosa.
Secondo la banca tedesca, circa il 27% del capitale sarebbe detenuto direttamente da UniCredit, a cui si aggiungerebbe un ulteriore 1% già conferito all’offerta e circa il 3% collegato a derivati con possibile regolamento fisico. In totale, la quota effettivamente riconducibile alla sfera proprietaria della banca italiana si attesterebbe quindi intorno al 31%, ben al di sotto dell’esposizione complessiva indicata da Piazza Gae Aulenti.
Commerzbank sottolinea inoltre che i derivati regolati in contanti non attribuiscono né diritti di voto né la proprietà delle azioni sottostanti. La loro eventuale conversione in partecipazioni effettive richiederebbe ulteriori operazioni sul mercato, motivo per cui l’istituto continua a invitare gli azionisti a non aderire all’offerta di UniCredit.
Nella documentazione diffusa, la banca evidenzia anche che, per trasformare la posizione in derivati pari a circa il 14% del capitale in azioni effettivamente disponibili, UniCredit o le controparti coinvolte potrebbero dover acquistare sul mercato una quota compresa tra il 7% e il 9% del capitale.
Pertanto, anche stavolta Bettina Orlopp e il management della banca si oppongono a UniCredit.
UniCredit-Commerzbank: uno scontro anche per i possessori di certificati
Questo nuovo capitolo nell’affaire UniCredit-Commerzbank potrebbe rappresentare un elemento di attenzione sul fronte della volatilità, soprattutto per investitori e possessori di certificati.
L’avanzata della banca italiana e il confronto con il management tedesco potrebbero infatti continuare a influenzare l’andamento del titolo in Borsa, con possibili movimenti significativi legati alle indiscrezioni, alle decisioni regolamentari e alle eventuali prossime mosse di Andrea Orcel.
Al momento, però, l’operazione resta aperta e caratterizzata da numerose incognite, motivo per cui la gestione del rischio rimane un aspetto centrale per gli investitori esposti su Commerzbank attraverso strumenti derivati quotati. Infatti, in questa fase, per chi possiede certificati è fondamentale monitorare i livelli barriera e le condizioni di rimborso del prodotto in portafoglio.

