Nuovo blitz sulla banca tedesca da Unicredit. Piazza Gae Aulenti ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di scambio (OPS) volontaria sulle azioni Commerzbank, con l’obiettivo di superare la soglia del 30% stabilita dalla normativa tedesca.
Una mossa finalizzata non solo ad aumentare il potere decisionale dentro il board tedesco ma anche a favorire ulteriori legami con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder, tra cui il governo tedesco.
Unicredit, nuova scalata su Commerzbank (nonostante Berlino)
Negli ultimi mesi si era parlato insistentemente di una possibile operazione di Unicredit su Commerzbank, da tempo nel mirino della banca italiana, che attualmente detiene una partecipazione del 26%. È da settembre 2024 che Piazza Gae Aulenti ha avviato la sua scalata su Commerzbank, fino a raggiungere un livello che ha suscitato una certa cautela da parte del Governo di Berlino, poco incline a un aumento del controllo straniero su una delle principali banche tedesche.
Quarta banca più grande della Germania, dopo Deutsche Bank, DZ Bank e KfW, Commerzbank ha mostrato grande dinamismo nell’ultimo anno, chiudendo il 2025 con risultati finanziari solidi (utile netto a 2,63 miliardi di euro, ricavi a 12,17 miliardi), e una guidance per il 2026 che prevede un utile netto superiore ai 3,2 miliardi.
Risultati che rendono dunque comprensibili le pressioni politiche per limitare eventuali intrusioni esterne nel suo capitale. Ciononostante, Unicredit procede con determinazione, tant’è che oggi ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto su Commerzbank, con il duplice obiettivo di “superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di offerta pubblica di acquisto“, e “favorire, nelle prossime settimane, un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder“.
OPS di UniCredit su Commerzbank: tutto quello da sapere sul blitz
Come si legge sulla nota ufficiale, con questa nuova operazione, si prevede che UniCredit raggiunga “una partecipazione in Commerzbank superiore al 30%, senza tuttavia acquisirne il controllo“. In questo modo si consentirebbe a Piazza Gae Aulenti di “evitare di aggiustare costantemente la propria partecipazione per rimanere al di sotto della soglia del 30% in ragione del programma di acquisto di azioni proprie in corso da parte di Commerzbank“, nonché “di poter successivamente incrementare liberamente la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità“.
Il rapporto di cambio dell’offerta sarà stabilito nei prossimi giorni dalla BaFin (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht, l’autorità di vigilanza bancaria tedesca), sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi (VWAP) degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit. La banca italiana stima un rapporto pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, “che corrisponde ad un prezzo di 30,8 euro per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026“.
Il premio, considerato da alcuni piuttosto contenuto, potrebbe riflettere l’interesse di UniCredit a incrementare la partecipazione anche per avviare un dialogo con il governo tedesco, azionista del 9% dell’istituto di Francoforte. Va detto che, malgrado il gelo di Berlino, non sono mancati segnali di apertura. A dicembre, la CEO di Commerzbank, Bettina Orlopp, aveva dichiarato in un’intervista che la banca italiana “deve presentare un’offerta: la palla è nel loro campo”, riferendosi al possibile ruolo futuro di UniCredit nell’istituto tedesco.
Comunque sia, i tempi tempi dell’operazione non sono immediati: l’offerta è prevista formalmente all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane. Nello stesso mese sarà convocata un’assemblea straordinaria per ottenere l’autorizzazione all’aumento di capitale a servizio dell’offerta. Il regolamento finale dell’operazione è atteso entro la prima metà del 2027, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolamentari necessarie.
OPS di Unicredit su Commerzbank: cosa cambia per i possessori di certificati
Il nuovo blitz di Unicredit su Commerzbank potrebbe risultare profittevole per investitori e possessori di certificati. Il rapporto di scambio proposto (0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank) e il premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026 potrebbero generare movimenti di prezzo sia durante il periodo di adesione all’offerta sia sul mercato secondario, influenzando di conseguenza i certificati collegati.
Nel comunicato, però, la banca ha segnalato che, qualora Unicredit non acquisisca il controllo di Commerzbank, l’impatto finanziario sul capitale sarà minimo. Il board ritiene infatti che l’offerta “rappresenti una misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore, indipendentemente dal superamento o meno della soglia del 30% tramite l’Offerta“.
In effetti, nel caso di mancata acquisizione, i certificati manterranno la loro struttura e non subiranno modifiche contrattuali; a prescindere, il loro valore potrebbe beneficiare o risentire delle oscillazioni legate all’andamento delle adesioni all’OPS, al futuro incremento della partecipazione di UniCredit e al sentiment generato dai rapporti con il governo tedesco.
In altre parole, l’offerta rappresenta un’opportunità di rivalutazione dei certificati, ma introduce anche un livello di volatilità aggiuntivo da considerare per chi detiene esposizione ai titoli coinvolti.
Chiudiamo con una novità sul programma di buyback. Sempre UniCredit ha precisato di essere tuttora in attesa dell’approvazione del programma di acquisto di azioni proprie 2025 (per un importo pari a 4,75 miliardi euro) da parte dell’assemblea degli azionisti prevista per il 31 marzo, nonché della relativa autorizzazione della BCE. Tale programma “sarà avviato successivamente alla chiusura del periodo di adesione all’Offerta e dipenderà dal livello finale di adesioni alla stessa“.


