UniCredit-Commerzbank: Berlino dice no all’OPS, ma l’operazione non si ferma

Dopo la netta opposizione espressa da Commerzbank negli ultimi mesi, anche il governo federale tedesco ha ufficializzato il proprio rifiuto all’offerta pubblica di scambio lanciata da UniCredit, riaffermando il proprio sostegno all’indipendenza dell’istituto di Francoforte, considerato strategico per l’economia del Paese.

Un nuovo ostacolo politico per UniCredit? Sì, ma non di certo uno stop all’operazione, che anzi continua il suo percorso secondo le procedure previste dalla normativa tedesca.

OPS UniCredit-Commerz, la Germania fa muro: “Offerta inadeguata”.

A comunicare la decisione è stata l’Agenzia delle Finanze tedesca, l’organismo che gestisce la partecipazione pubblica superiore al 12% detenuta in Commerzbank per conto dello Stato federale. “Il comitato direttivo interministeriale del Fondo di stabilizzazione dei mercati finanziari (FMS), responsabile delle decisioni sulle questioni essenziali relative all’FMS, ha respinto l’offerta di UniCredit S.p.A. per lo scambio di azioni di Commerzbank AG.“.

Secondo l’esecutivo tedesco, l’adesione all’operazione non sarebbe stata giustificata nemmeno da un punto di vista finanziario. Berlino sostiene infatti che l’offerta non riconosca un premio adeguato rispetto alle attuali quotazioni di mercato delle azioni Commerzbank.

Accettare l’offerta non era già un’opzione dal punto di vista finanziario, in quanto non prevedeva un premio adeguato rispetto all’attuale prezzo delle azioni di Commerzbank“, sottolinea il governo, ribadendo il proprio sostegno alla strategia di indipendenza perseguita da Commerzbank.

Il Mittelstand prima di tutto (e non solo): il vero perché del no a UniCredit

L’operazione continua a essere estremamente delicata sul piano politico in Germania. Lo Stato federale resta infatti il secondo maggiore azionista di Commerzbank, una partecipazione ereditata dagli interventi pubblici effettuati durante la crisi finanziaria del 2008.

Per Berlino, la banca guidata da Bettina Orlopp rappresenta un tassello fondamentale del sistema economico nazionale. In particolare, il governo sottolinea il ruolo svolto da Commerzbank nel finanziamento delle imprese tedesche e soprattutto del cosiddetto Mittelstand, l’insieme delle piccole e medie imprese che costituisce la spina dorsale dell’economia del Paese.

Nelle valutazioni dell’esecutivo pesano anche le implicazioni occupazionali. Commerzbank è uno dei principali datori di lavoro del settore finanziario a Francoforte e il governo ritiene che sia la capacità di sostenere il tessuto produttivo sia la tutela dei posti di lavoro debbano essere preservate anche in futuro.

Il veto di Berlino non ferma l’OPS: UniCredit vede il 54% di Commerzbank

Nonostante il no di Berlino, l’offerta di UniCredit non si interrompe. La banca di Piazza Gae Aulenti aveva presentato formalmente l’operazione nel mese di marzo e la conclusione della prima fase era prevista per oggi.

Tuttavia, le regole tedesche in materia di acquisizioni prevedono una proroga automatica di due settimane, pertanto il periodo di adesione verrà esteso dal 20 giugno al 3 luglio.

I numeri mostrano comunque un avanzamento significativo della presenza di UniCredit nel capitale della banca tedesca. Le adesioni raccolte finora hanno raggiunto l’11,91%, portando la quota complessivamente detenuta dall’istituto italiano al 38,63%.

Se si considerano anche gli strumenti derivati già in portafoglio, l’esposizione potenziale di UniCredit sale addirittura al 54,13%.

Il giallo dell’esposto contro UniCredit

Ma le sorprese per UniCredit non finiscono qui. La Procura di Francoforte ha avviato un’indagine preliminare relativa alle comunicazioni trasmesse dalla banca italiana alla BaFin, l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca, riguardo alle adesioni raccolte nell’ambito dell’offerta.

L’iniziativa è nata dopo un esposto presentato dal Consiglio di sorveglianza di Commerzbank, che ipotizza una possibile manipolazione del mercato.

UniCredit ha respinto con decisione ogni contestazione, affermando di aver operato nel pieno rispetto delle normative vigenti e con la massima trasparenza. Anche Bettina Orlopp, amministratrice delegata di Commerzbank, ha sostenuto la posizione dell’istituto tedesco.

Al momento, come riportato dal Corriere della Sera, non è stato aperto alcun procedimento formale e l’attività della Procura si trova ancora in una fase preliminare di verifica.

UniCredit-Commerzbank: consigli per possessori di certificati

Nel frattempo, l’OPS continua il proprio iter. Con la proroga fino al 3 luglio e una quota già vicina al 40% del capitale, la partita tra UniCredit e Commerzbank resta aperta e continua a rappresentare uno dei dossier bancari più rilevanti a livello europeo.

A tal riguardo, investitori e possessori di certificati devono fare attenzione alle prossime mosse. Trattandosi di un’OPS e non di un’OPA totalitaria in contanti, i due titoli continueranno a quotare regolarmente sui rispettivi mercati: la volatilità di breve periodo potrebbe aumentare, ma le barriere di protezione dei certificati non subiscono modifiche automatiche.

Pertanto, meglio mantenere una strategia di attesa attiva: non c’è alcuna necessità di liquidare le posizioni in preda al panico, poiché i fondamentali macroeconomici di entrambi gli istituti restano solidi. A sua volta, è bene verificare barriere e scadenze, in particolare la distanza dei propri certificati dalle barriere di protezione del capitale e dalle soglie di autocall (rimborso anticipato).

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