MPS accelera nel secondo trimestre 2026 (ma i conti non fermano il risiko bancario)

Monte dei Paschi di Siena (MPS) archivia un secondo trimestre decisamente sopra le aspettative, battendo il consensus degli analisti su tutti i principali indicatori finanziari. A ciò si aggiunge anche il progresso delle attività di integrazione con Mediobanca, il cui completamento previsto nel quarto trimestre.

Ma non tutto è rosa e fiori per Rocca Salimbeni, che deve scontare il ritiro di Banco BPM dal tavolo del risiko bancario, lasciando così Intesa Sanpaolo libera di preparare la propria offerta su Siena.

MPS batte il consensus nel secondo trimestre: utili a 610 milioni e Cet1 al 16,3%

I risultati del secondo trimestre hanno superato il consensus su tutte le principali voci. I ricavi si sono attestati a 2,065 miliardi di euro, superando le stime di circa il 3,9%, pari a 78 milioni in più del previsto.

Ancora più marcato il divario sul risultato operativo netto, che ha raggiunto 1,060 miliardi contro i 955 milioni stimati, mettendo a segno un +11%, mentre l’utile netto ha toccato quota 610 milioni di euro, ben il 12,3% sopra i 543 milioni ipotizzati dal mercato. Si segnala a sua volta la flessione dello 0,7% dei costi operativi, con il rapporto cost/income che scende al 43%.

Punto di forza è però il capitale, con il CET1 salito al 16,3%, in aumento rispetto al 15,9% registrato a marzo, garantendo un margine di circa 680 punti base sopra i requisiti regolamentari.

Parallelamente, Siena conferma che il processo di integrazione con Mediobanca prosegue senza intoppi e si concluderà entro il quarto trimestre. Le linee guida del piano industriale congiunto rimangono invariate: target di utile netto adjusted a 3,3 miliardi nel 2028 e 3,7 miliardi nel 2030, affiancati da sinergie a regime per circa 700 milioni.

Chiudere questa partita entro la fine dell’anno sarà un passaggio chiave, soprattutto nel confronto con l’OPAS promossa da Intesa.

MPS, i conti da record non fermano le manovre sul risiko

Oltre i conti positivi, il contesto strategico per Rocca Salimbeni presenta non poche  insidie. Soprattutto in questo nuovo capitolo del risiko bancario, con Banco BPM che ha deciso di ritirarsi dal tavolo delle trattative per una possibile fusione, mentre Intesa Sanpaolo prosegue nella preparazione della sua offerta sulla banca senese. 

Nonostante il recesso di Banco BPM, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio mantiene aperta la porta a nuove operazioni straordinarie, sottolineando come la banca valuti “ogni opzione strategica da una posizione di forza“.

Gli analisti, tuttavia, evidenziano come lo spazio di manovra per MPS si sia ridotto dopo il mancato accordo con Piazza Meda, mettendo Intesa in un chiaro vantaggio competitivo.

Nel frattempo, sul fronte della remunerazione degli azionisti, la banca conferma l’approccio generoso delineato nel piano, puntando a distribuire circa 16 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030. Già a febbraio Lovaglio aveva aperto alla possibilità di combinare dividendi e buyback nel corso del 2026, lasciando sul tavolo anche l’ipotesi di distribuire un acconto sulla cedola.

Trimestrali d’oro per MPS: un’occasione per i possessori di certificati?

Tutta questa dinamica può fare solo del bene per investitori e possessori di certificati con MPS come sottostante. L’aumento della redditività e la solidità del Cet1 riducono infatti notevolmente il rischio che il titolo crolli verso le barriere di protezione, rendendo i certificati correnti molto più sicuri sotto il profilo dell’emittente. Tuttavia, la presenza dell’OPAS di Intesa e l’integrazione con Mediobanca introducono elementi di volatilità e potenziali rettifiche tecniche sugli strumenti.

Nello specifico, se l’operazione di Intesa dovesse concretizzarsi tramite uno scambio azionario o un delisting, i certificati su MPS potrebbero subire eventi straordinari gestiti dagli emittenti tramite rettifica delle componenti finanziarie (gli strike e le barriere verrebbero ricalcolati secondo precisi coefficienti) oppure tramite un riacquisto anticipato.

Per chi possiede questi prodotti, la cosa migliore da fare in questo momento è mantenere la calma ed evitare vendite impulsive sul mercato secondario, dato che i fondamentali della banca sono in netta crescita. È fondamentale invece controllare le schede tecniche dei propri certificati, verificando se nei regolamenti sono previste clausole di adeguamento in caso di OPA o delisting.

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