Successo straordinario sul mercato per il nuovo BTP Green a 12 anni, che ha raccolto ordini record per ben 110 miliardi di euro a fronte di un importo emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze pari a 8 miliardi.
Una richiesta estremamente elevata che testimonia il profondo interesse degli operatori finanziari per i titoli sovrani italiani legati alla sostenibilità.
BTP Green a 12 anni: come funziona il titolo ESG del Tesoro
Prima di vedere la nuova emissione, facciamo un breve preambolo sulla natura di questi particolari Titoli di Stato.
Introdotti per la prima volta dal Tesoro nel 2021, i BTP Green sono strumenti di debito pubblico concepiti per convogliare le risorse raccolte verso spese ed incentivi statali a impatto ambientale positivo, con focus sei ambiti chiave: Energia rinnovabile, Efficienza energetica, Trasporto sostenibile, Misure per la resilienza climatica e ambientale, Protezione dell’ambiente, dell’acqua e della biodiversità, Ricerca ambientale.
All’interno di questo quadro di interventi, la quota prevalente dei proventi andrà a sostenere l’efficientamento energetico degli edifici e il potenziamento dei trasporti. In quest’ultimo settore, le risorse saranno concentrate nello sviluppo di nuove infrastrutture ferroviarie, nell’elettrificazione delle linee esistenti, nella manutenzione finalizzata alla sicurezza della rete e nella promozione di forme di mobilità a basso impatto.
BTP Green a 12 anni: cedola al 4,40% e domande 13 volte superiori all’offerta
Con collocamento tramite sindacat e con la gestione affidata a un pool di sei grandi istituti internazionali (Barclays Bank Ireland PLC, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e Société Générale), il BTP Green presenta una scadenza fissata al 30 ottobre 2038 e offre una cedola annua del 4,40%.
Il prezzo di collocamento è stato stabilito a 99,591, valore che corrisponde a un rendimento lordo annuo all’emissione pari al 4,492%. La data di regolamento dell’intera transazione è programmata per il prossimo 29 settembre.
All’emissione hanno preso parte complessivamente circa 330 investitori distribuiti in oltre 35 Paesi. Una presenza determinante è stata fornita dagli investitori orientati ai criteri ESG, i quali sono riusciti ad aggiudicarsi circa l’80% dell’ammontare complessivamente assegnato.
Sotto il profilo della tipologia di operatori, la domanda si è articolata secondo queste percentuali: Gestori di Fondi (37,3%), Banche (29,7%), Banche centrali e Istituzioni governative (20,8%), Fondi pensione e assicurazioni (10,0%), Hedge fund (2,2%).
Sul piano della geografia dei flussi, gli investitori internazionali hanno fatto la parte del leone, rilevando il 74,7% del collocamento, contro il 25,3% andato agli operatori italiani. Tra i Paesi esteri più attivi si distingue il Regno Unito con il 29,7%.
Segue l’area dei Paesi Scandinavi con l’8,5%, la Penisola Iberica con l’8,3% e il Medio Oriente con l’8,1%. Più staccati troviamo il blocco composto da Germania, Austria e Svizzera al 4,0%, la Francia al 3,9%, il Benelux al 3,1%, mentre agli altri Paesi europei ed extra-europei sono andati rispettivamente l’8,6% e lo 0,5%.
Nuovo BTP Green 2038: quanto rende davvero
E qui la domanda classica: quanto potrebbe rendermi un BTP Green? Ipotizzando un acquisto diretto in fase di emissione per un valore nominale di 10.000 euro con mantenimento del titolo fino alla naturale scadenza, con una cedola annua del 4,40%, il titolo genererebbe un flusso annuale di 440 euro lordi.
Applicando l’aliquota fiscale agevolata del 12,5% stabilita per i titoli di Stato italiani, l’incasso netto annuo si attesta a 385 euro, erogati in due cedole semestrali da 192,50 euro ciascuna.
L’incasso totale sui dodici anni di vita del BTP si scompone in questo modo:
- 4.620 euro (385 euro moltiplicati per 12 annualità) come flusso cedolare netto complessivo;
- 35,79 euro, derivanti dalla differenza tra il prezzo scontato di acquisto (99,591, pari a 9.959,10 euro erogati) e il valore di rimborso alla pari (100, pari a 10.000 euro), al netto della ritenuta del 12,5% sul disaggio di emissione.
Il rendimento totale lordo e netto cumulato ammonta dunque a 4.655,79 euro netti (escludendo il calcolo dell’eventuale prima cedola corta di regolamento), con il contestuale rientro integrale dei 10.000 euro di capitale alla scadenza del 30 ottobre 2038.
BTP Green, corsa ai titoli di Stato: ma conviene per i possessori di certificati?
Come visto con tanti altri titoli di Stato, il BTP Green sta offrendo un rendimento lordo decisamente alto, il che potrebbe essere visto come un’opzione interessante per investitori e possessori di certificati. Almeno per quelli che, davanti al rischio di un deprezzamento dei certificates a capitale protetto o garantito emessi negli anni passati con cedole basse, potrebbero venderli per acquistare titoli di Stato.
È bene ricordare che, rispetto ai BTP, i certificati offrono comunque diversi vantaggi. Ad esempio quello fiscale: generano redditi diversi sia sulle cedole sia sui capital gain, il che permette di compensare eventuali minusvalenze in scadenza nei prossimi anni.
I BTP generano invece redditi da capitale sulle cedole (non compensabili) e redditi diversi solo sul plusvalore di rimborso o vendita (compensabili con minusvalenze, ma tassati al 12,5%, con minusvalenze ponderate al 48,08%). Se l’obiettivo principale è recuperare minusvalenze fiscali entro 1-3 anni, i certificati mantengono un netto vantaggio fiscale d’efficienza rispetto al BTP.
Inoltre, visto il rialzo dei rendimenti, c’è da aspettarsi da parte degli emittenti di certificati futuri prodotti con rendimenti potenziali (coupon condizionati) nettamente più generosi se vogliono rimanere attrattivi rispetto ai titoli di Stato. Pertanto, meglio aspettare e vedere come reagisce il mercato.