Il comparto automotive europeo continua a mostrare un’ottima tenuta, a giudicare dagli ultimi dati del rapporto firmato ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association): al mese di agosto 2026, le immatricolazioni di nuove auto nell’UE sono aumentate del 5,3% da inizio anno.
Un risultato solido per il settore, ottenuto tra l’altro in un quadro economico ancora condizionato dai rincari energetici e da una marcata incertezza sul fronte geopolitico.
Auto, i dati ACEA confermano la tenuta del settore
Nel complesso, nei primi otto mesi dell’anno le nuove immatricolazioni nell’UE hanno toccato quota 7,546 milioni di veicoli. Tra le diverse motorizzazioni, le vetture ibride si confermano la scelta preferita dagli acquirenti.
Vendite in crescita per le ibride ad agosto 2026
Entrando nel dettaglio dei propulsori, le auto ibride-elettriche (HEV) sono arrivate a a 2.759.718 unità, conquistando così il 36,6% delle quote complessive dell’UE, secondo i dati da inizio anno (YTD). A spingere il segmento sono state soprattutto le immatricolazioni in Spagna (+21%) e Italia (+20,5%), affiancate dai rialzi registrati in Germania (+5,2%) e Francia (+1,8%).
Nello stesso arco temporale, i modelli ibridi plug-in (PHEV) hanno raggiunto 758.082 unità tra gennaio e agosto 2026. In questo caso la spinta maggiore è arrivata dall’Italia (+77,6%), dalla Spagna (+33,9%) e dalla Germania (+15,6%), portando l’incidenza di questa tecnologia al 10% del totale UE (contro l’8,8% dell’anno precedente).
Corsa all’elettrificazione: super crescita in Europa
Progressi evidenti arrivano anche dalle auto elettriche a batteria (BEV), la cui quota è salita al 21,7% rispetto al 15,8% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi otto mesi del 2026 sono state immatricolate 1.641.333 vetture full electric all’interno dell’Unione.
A tal riguardo, tre dei principali mercati continentali (che da soli coprono il 64% delle vendite BEV dell’UE) hanno messo a segno forti incrementi: la Francia ha registrato un +74,2%, la Germania un +53,1% e la Danimarca un +40,9%. Più contenuto, ma comunque positivo, l’andamento del Belgio (+13,1%).
L’Europa dell’auto accelera (tranne quello a benzina e diesel)
Parallelamente all’avanzata delle elettrificate, le motorizzazioni a benzina hanno subito una contrazione del 18,6% ad agosto 2026. Il calo ha interessato tutti i principali Paesi europei, con la Francia che ha registrato la flessione più marcata (-35,8%), seguita da perdite a due cifre in Germania (-21,9%), Spagna (-18,5%) e Italia (-16,7%). Con 1.634.733 unità immatricolate negli otto mesi, la quota di mercato della benzina è scesa al 21,7% dal 28% precedente.
Prosegue senza sosta anche la contrazione delle auto diesel, le cui immatricolazioni sono scese del 18,6%, riducendo la quota complessiva sul mercato UE al 7,3% rispetto al 9,4% dello scorso anno.
Report ACEA agosto 2026: tengono le vendite nell’UE
Considerando il perimetro allargato a Paesi UE, EFTA e Regno Unito, le immatricolazioni di agosto hanno segnato un +5,3% su base annua (832.637 unità), portando il dato progressivo da inizio anno a +5,8% con 9,192 milioni di veicoli complessivi.
Mercato automobilistico europeo a doppia velocità: c’è chi sale e chi scende
Tra i grandi gruppi automobilistici, il Gruppo Volkswagen resta leader di mercato pur segnando ad agosto un calo del 3,6% (210.818 unità) e una quota scesa al 25,3%. Da inizio anno il colosso tedesco sale dello 0,9% a 2.359.023 unità, con una quota del 25,7% (rispetto al 26,9% del 2025).
Al secondo posto figura Stellantis, che ad agosto cresce del 3,5% (109.823 unità, quota al 13,2%) e sale nei primi otto mesi del 4,7% a 1.360.488 unità (quota al 14,8%). Se si include anche Leapmotor, distribuita tramite la joint venture del gruppo, la quota combinata da inizio anno raggiunge il 15,6%.
Il Gruppo BMW chiude agosto in sostanza piatto (-0,3% a 62.458 unità, quota al 7,5%), ma sale del 4% nei primi otto mesi a 657.395 vetture (quota al 7,2%). Mercedes-Benz avanza del 7,6% ad agosto (47.587 unità, quota al 5,7%) e del 3,4% da inizio anno (447.759 unità, quota al 4,9%).
Flessione invece per il Gruppo Renault, che ad agosto perde il 4,4% (71.906 unità, quota all’8,6%) e da inizio anno cede il 3,3% a 857.937 unità (quota al 9,3%).
Mercato estero dell’auto: nuova spinta per i costruttori cinesi
Prosegue infine l’espansione dei marchi cinesi. BYD più che raddoppia i volumi ad agosto (+127,9% a 26.007 unità, quota al 3,1%) e sale del 144,1% nel progressivo YTD (234.099 unità, quota al 2,5%). Chery Automobile triplica le vendite ad agosto (+217,5% a 22.668 unità, quota al 2,7%) e tocca un +279,7% nei primi otto mesi (207.871 unità, quota al 2,3%). Positivi anche i dati di SAIC Motor (+32,4% ad agosto, +19,7% YTD, quota al 2,5%) e del Gruppo Geely (+25,1% ad agosto, +11,6% YTD, quota al 3,1%).
Giù invece il Gruppo Hyundai, in calo del 9,2% ad agosto (62.620 unità, quota al 7,5%) e dell’1,9% nel progressivo (686.252 unità, quota al 7,5%). Il Gruppo Toyota guadagna ad agosto il 4,2% (61.467 unità, quota al 7,4%) e sale dello 0,5% da inizio anno a 618.091 unità (quota al 6,7%).
Infine, Tesla segna un aumento del 4% ad agosto (15.430 unità, quota all’1,9%) e sale del 43,3% da inizio anno a 191.787 unità (quota al 2,1%). In controtendenza Ford, che perde il 14,3% ad agosto e il 14,4% da inizio anno, con una quota complessiva scesa al 2,7%.
Auto ad agosto 2026: a cosa devono fare attenzione i possessori di certificati
Segnali molto chiari per investitori e possessori di certificati legati al mondo automotive, su cui conviene fare una riflessione strategica.
Il mercato dell’auto si sta spaccando in due. I costruttori cinesi (BYD, Chery, SAIC) e Tesla continuano a guadagnare quote di mercato a ritmi elevati, mentre i marchi tradizionali europei soffrono l’erosione dei margini, i costi della transizione ecologica e la perdita di terreno sui modelli a combustione.
Titoli come Volkswagen, Renault o Ford (che mostrano immatricolazioni deboli o in calo) potrebbero subire compressioni delle valutazioni di borsa. Per chi possiede certificati con barriere relativamente vicine (es. 60% o 70% del valore iniziale), aumenta il rischio teorico di intaccare le coperture a scadenza o di vedere scendere il prezzo del certificato sul mercato secondario. Al contrario, la tenuta di gruppi come Stellantis (+4,7% YTD) o Mercedes-Benz e la crescita delle elettriche offrono supporto ai prezzi di queste azioni.
A tal riguardo, investitori e possessori di certificati dovrebbero intanto verificare immediatamente quali azioni compongono il cestino del certificato. Se nel paniere sono presenti titoli in affanno (es. Ford o Volkswagen), occorre monitorare la distanza dalla barriera del titolo peggiore (worst-of).
Se il margine di sicurezza sul sottostante peggiore è superiore al 30-40%, il certificato continua a svolgere la sua funzione di protezione incassando i premi. Se la distanza è inferiore al 15-20%, potrebbe essere prudente valutare uno switch su prodotti con barriere più profonde.

