Risparmio gestito, si conferma la grande corsa del 2026: a luglio la raccolta sale a 5,66 miliardi

Il settore del risparmio gestito in Italia continua a viaggiare a ritmi sostenuti. Secondo i dati preliminari della mappa mensile di Assogestioni, nel mese di luglio si registra una netta accelerazione della raccolta netta, che è arrivata a 5,66 miliardi di euro, un balzo significativo rispetto ai 2,74 miliardi incassati a giugno.

Il patrimonio complessivo si attesta così a 2.707 miliardi di euro, mostrando un leggero assestamento rispetto al massimo storico di 2.722 miliardi toccato nel secondo trimestre, un risultato supportato sia dai nuovi ingressi di capitale sia dal buon andamento dei mercati finanziari.

Risparmio gestito, luglio da record: tornano gli acquisti sulle azioni

Se si guardano i dettagli dei flussi, il motore principale della crescita sono state le gestioni collettive, capaci di generare ben 5,08 miliardi di euro. Il merito va quasi del tutto ai fondi aperti, che hanno raccolto 5,01 miliardi, portando il bilancio da inizio anno a circa 23 miliardi di euro.

Sempre il report di Assogestioni evidenzia una vera e propria rincorsa ai fondi azionari, che hanno attirato 1,45 miliardi di euro in un solo mese, staccando nettamente i soli 260 milioni registrati a giugno e spingendo il totale da inizio anno a 3,8 miliardi. Al contrario, i fondi obbligazionari hanno tirato un po’ il freno tirandosi indietro a 514 milioni di euro (a giugno erano stati 1,72 miliardi), pur mantenendo un tesoretto annuo ben solido di 4,4 miliardi.

Buon risultato anche per i fondi monetari, che hanno incassato 1,02 miliardi di euro, salendo a 7,3 miliardi nei primi sette mesi dell’anno. Molto buone anche le prestazioni dei fondi flessibili, che hanno visto ingressi per 1,6 miliardi nel mese e 2 miliardi da inizio anno. Sostanzialmente irrilevanti, invece, le uscite dagli hedge fund, scesi di appena 2 milioni di euro.

Spostando l’attenzione sulle gestioni di portafoglio, il bilancio torna finalmente in attivo per 575 milioni di euro, un cambio di rotta rispetto ai forti deflussi di giugno, quando si erano persi 3,7 miliardi.

Il risparmio gestito conferma il trend di crescita: patrimonio stabile sopra i 2.700 miliardi

Tutti questi numeri confermano una tendenza espansiva già ben visibile nella prima parte dell’anno. I dati definitivi della Mappa Trimestrale di Assogestioni sul secondo trimestre del 2026 mostrano infatti che tra aprile e giugno la raccolta netta si era chiusa in positivo per quasi 11 miliardi di euro (10,98 miliardi per l’esattezza), sostenuta in prima battuta dai flussi verso i fondi aperti dedicati al grande pubblico.

Nel secondo trimestre la risposta degli investitori è stata positiva su tutti i tipi di prodotto. Sempre i fondi aperti hanno fatto la parte del leone rasentando i 16 miliardi di raccolta, a cui si è aggiunto un effetto mercato positivo del 6,9%, traducendosi in una crescita dei volumi gestiti pari a oltre 90 miliardi di euro.

La parte più consistente dei capitali è andata verso i fondi cross-border e round-trip, che hanno raccolto rispettivamente 9,6 e 5,3 miliardi di euro, mentre i fondi di diritto italiano sono cresciuti di 1,1 miliardi.

Sguardo alle singole asset class del trimestre: le azioni sono tornate in positivo con 3,4 miliardi di nuovi capitali attirati (+2,4 miliardi da inizio anno). Hanno chiuso con il segno più anche gli obbligazionari (+2,5 miliardi) e i bilanciati (+2,3 miliardi). Non sono mancati i segnali di prudenza, come quello dei 3,1 miliardi destinati ai fondi monetari; una scelta che, come evidenziato dall’Ufficio Studi guidato da Alessandro Rota, riflette un clima di cautela residua che riguarda soprattutto i grandi investitori istituzionali.

Infine, per quanto riguarda gli altri strumenti del risparmio gestito nel secondo trimestre, le gestioni di portafoglio individuali riservate alla clientela private o upper-affluent e i fondi chiusi hanno registrato entrambi un flusso in entrata di 2,3 miliardi di euro. Unico dato negativo resta quello dei mandati istituzionali, che nel trimestre hanno segnato uscite per 9,6 miliardi.

Assogestioni e raccolta luglio 2026: opportunità per i possessori di certificati

Dai nuovi report di Assogestioni investitori e possessori di certificati possono ricavare diverse indicazioni. Ad esempio la forza dei fondi azionari, a giudicare dal forte afflusso.

Dato che la preferenza del mercato si sta concentrando su titoli azionari e fondi esteri, può convenire assicurarsi che i sottostanti del certificato appartengano a settori che beneficiano dei flussi di liquidità attuali.

Almeno per ridurre la probabilità di eventi di credito o forti svalutazioni. Tra l’altro, potrebbe essere l’occasione per valutare il “roll-over” su nuove emissioni con barriere aggiornate ai nuovi prezzi di mercato.

A sua volta, visto il rallentamento della raccolta sugli obbligazionari, chi possiede certificati ad alto rendimento ma con barriere ridotte farebbe bene a bilanciare la posizione affiancando strumenti con capitale protetto al 100% o barriere molto profonde (40%-50%).

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