Nuovo passo avanti per l’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena.
Proprio alla vigilia dell’assemblea di MPS convocata per giovedì 29, l’istituto guidato da Carlo Messina incassa il fondamentale via libera della Banca Centrale Europea per assumere il controllo della banca senese.
BCE dice sì all’OPAS su MPS: avanti tutta per Intesa Sanpaolo
In breve, il provvedimento notificato da Francoforte nell’ambito dell’OPAS volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di MPS riconosce l’autorizzazione preventiva all’acquisizione della partecipazione diretta di controllo.
Il perimetro dell’operazione autorizzato dalla BCE comprende inoltre le partecipazioni indirette di controllo, si legge nella nota, “in Wise Dialog Bank, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario, Mediobanca Premier e Compass Banca” nonché l’acquisizione di una partecipazione indiretta qualificata in Banca Progetto.
L’organismo di vigilanza europeo ha inoltre dato il via libera ad acquisire “una partecipazione in MPS e nelle sue partecipate il cui valore supera complessivamente il 10% dei fondi propri consolidati del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo“.
In parallelo, anche la Banca d’Italia ha rilasciato il proprio nullaosta preventivo per il controllo indiretto di MPS – Monte Paschi Fiduciaria, Spafid, MBPS Leasing, MBCredit Solutions, MBFacta e Mediobanca SGR, insieme alle partecipazioni qualificate in Fidi Toscana e nelle SGR del Gruppo Generali.
Il dossier si sposta a Roma: Antitrust, Golden Power e Consob
L’ok arrivato in tarda serata fissa un pilastro normativo di primo piano nell’iter avviato lo scorso 8 giugno. Superato questo scoglio e archiviato a settembre il parere preliminare dell’Ivass sulle coperture assicurative, il baricentro dell’istruttoria si sposta a Roma.
L’attenzione si concentra ora sugli uffici dell’Antitrust, chiamata a sciogliere i nodi più complessi legati al risparmio gestito e al comparto assicurativo, anche per via del pacchetto azionario del 13,2% in Generali detenuto attraverso Mediobanca ed ereditato nell’operazione.
Nel frattempo procede in parallelo l’esame governativo per l’esercizio dei poteri speciali del golden power, con una chiusura formale attesa entro il mese di novembre, che potrebbe concretizzarsi (forse) in un nullaosta condizionato unicamente a prescrizioni di monitoraggio.
Solo al completamento di questi passaggi il dossier approderà sulla scrivania della Consob, guidata da Guido Stazi. La Commissione non può infatti validare il documento d’offerta senza la verifica formale di tutti i pareri autorizzativi precedenti (ex articolo 102 del Testo Unico della Finanza).
Il bivio assembleare per MPS e la linea rossa di Intesa
Il pronunciamento delle autorità europea giunge nel momento più teso della trattativa, mentre la compagine societaria di Rocca Salimbeni si appresta a votare su delibere che potrebbero alterare i presupposti dell’intera offerta.
Il confronto decisivo è fissato per l’assemblea del 29, chiamata a esprimersi sulle operazioni speculari concepite dalla banca senese, che includono le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, i relativi aumenti di capitale e la riduzione programmata del patrimonio per la distribuzione straordinaria di riserve.
Su questo fronte la banca di Ca’ de Suss ha tracciato una linea intransigente: il via libera assembleare anche a una sola delle delibere comprese tra il terzo e il quinto punto della parte straordinaria farebbe scattare la clausola di salvaguardia, decretando il mancato avveramento delle condizioni e la conseguente decadenza dell’offerta.
Intesa (Sanpaolo) vicina? I rischi per i possessori di certificati
Ci avviciniamo sempre di più alla scena madre di quest’operazione, che da mesi domina il risiko bancario nazionale. Purtroppo, investitori e possessori di certificati legati alle azioni di tutte società coinvolte devono attendersi una bella ondata di volatilità per via dei possibili eventi societari straordinari.
Ma non solo. Se i certificati prevedono la consegna fisica delle azioni, un’offerta pubblica di scambio andata a buon fine o l’eventuale decadenza dell’operazione possono alterare la struttura del sottostante, i coefficienti di rettifica o i meccanismi di rimborso anticipato (come l’effetto autocall).
Detto ciò, investitori e possessori di certificati dovrebbero monitorare con attenzione le comunicazioni ufficiali degli emittenti e i termini definitivi dell’assemblea di domani 29 ottobre, evitando decisioni affrettate: è consigliabile verificare l’eventuale presenza di clausole di protezione o di rettifica straordinaria nei final terms del proprio prodotto, così da capire l’impatto di un’eventuale fusione o dello storno di riserve sui livelli di barriera e sul profilo di rischio-rendimento.

