Yen in lieve calo nelle ultime sedute: la valuta nipponica ha registrato una leggera flessione nei confronti del dollaro statunitense, vedendosi così erodere parte dei guadagni accumulati la settimana precedente come bene rifugio.
Un movimento non così improvviso. Ad aver portato lo yen a questo ribasso è stato in particolare il contesto odierno, dominato dalle riunioni delle principali banche centrali, chiamate a ridefinire le prospettive dei tassi di interesse globali.
Yen in tensione, tra inflazione e le prossime mosse della BOJ
Lo yen ha ceduto lo 0,16%, scendendo a quota 157,73 per dollaro e allontanandosi ulteriormente dai massimi toccati nel corso del mese. Già nella seduta di lunedì la moneta aveva perso terreno, mentre gli operatori concentravano l’attenzione sulla prossima decisione di politica monetaria della Bank of Japan.
Le attese convergono sul mantenimento dei tassi stabili all’1,25% al termine del vertice biennale, pur lasciando aperta la porta a futuri inasprimenti del costo del denaro per fronteggiare le crescenti pressioni inflazionistiche.
“Ci aspettiamo che la BOJ concluda che il tasso di inflazione di fondo dei prezzi al consumo è a un livello generalmente coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi del 2%“, hanno affermato gli analisti del MUFG in una nota. “Tuttavia, il semplice fatto di toccare l’obiettivo una volta non è sufficiente”. Secondo gli analisti, la BOJ ora passerà dall’attenzione sui rischi al ribasso per l’inflazione a una posizione di monitoraggio dei rischi in entrambe le direzioni.
Tra appeal da bene rifugio e attese di rialzo: il futuro dello yen a dicembre
I mercati prezzano probabilità di un rialzo dei tassi da parte della BOJ superiori alla media per il mese di dicembre, lasciando ampio spazio a un recupero dello yen qualora il governatore Ueda adotti toni più rigidi.
Gli esperti di Ebury si attendono un ulteriore giro di vite entro la fine dell’anno, “anche se non è ancora chiaro se la BOJ sarà disposta a impegnarsi in tal senso.”
La scorsa settimana lo yen aveva brillato tra le valute principali, spinto dalla ricerca di protezione contro le tensioni legate all’intelligenza artificiale sui mercati azionari. Il suo ruolo di copertura resta centrale, sostenuto sia dalla svolta restrittiva della BOJ sia dalla potenziale ricollocalizzazione dei capitali da parte degli investitori domestici giapponesi.
Banche centrali al centro della scena: settimana cruciale per i mercati
Nel frattempo, l’agenda delle banche centrali entra nel vivo con altri quattro appuntamenti chiave.
Mentre per gli istituti di Nuova Zelanda e Canada si profilano interventi al rialzo, la Banca Centrale Europea dovrebbe confermare i tassi al 2,5%. E così la Federal Reserve, anche in forza degli ultimi dati macroeconomici, e pure finanziari.
L’indice del dollaro si è stabilizzato intorno a 102,11, sostenuto dal rimbalzo tecnologico a Wall Street e dall’attesa per i prossimi risultati trimestrali dei colossi tecnologici e per il quadro politico statunitense. Nel frattempo gli occhi sono puntati sulla presentazione dell’IPO da parte di Anthropic e il piano azionario da 95 miliardi di dollari di Meta.
Non bene invece per la valuta europea. Sulla forza del biglietto verde pesa anche la debolezza dell’euro, sceso sui minimi di due settimane a 1,1171 dollari a causa dei timori legati alla situazione di bilancio della Francia.
Yen sotto pressione: cosa devono fare i possessori di certificati
Potrebbero non essere il massimo queste oscillazioni dello yen e del dollaro per investitori e possessori di certificati.
Un deprezzamento della divisa nipponica riduce infatti i rendimenti per gli investitori privi di copertura valutaria, mentre le aspettative di una stretta monetaria in Giappone amplificano la volatilità complessiva degli strumenti finanziari collegati.
Davanti a questa situazione, investitori e possessori di certificati dovrebbero non solo verificare la distanza dalle barriere protettive, ma anche valutare strategie di copertura del rischio di cambio qualora la forza del dollaro dovesse prolungarsi. Ed eventualmente analizzare con attenzione la tenuta dei sottostanti alla luce delle mosse delle banche centrali.
