Fusione MPS-Mediobanca, via libera all’operazione dai rispettivi CdA

Ok dai due CdA per la tanto annunciata fusione MPS Mediobanca. Dopo sei mesi dall’OPA di Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca e dalle prime ipotesi di fusione, oggi i consigli di amministrazione dei due istituti hanno dato il via libera al progetto di fusione che prevede l’incorporazione di Mediobanca in MPS, con conseguente delisting di Piazzetta Cuccia da Piazza Affari.

Un progetto che, secondo Rocca Salimbeni, si inserisce in un più ampio piano di riorganizzazione, destinato a generare benefici concreti per azionisti e investitori.

Via libera alla fusione MPS Mediobanca: Piazzetta Cuccia lascia Piazza Affari

Ieri i consigli di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena e di Mediobanca hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia nell’istituto senese, con concambio fissato a 2,45 azioni MPS per ogni titolo Mediobanca, si legge in una nota congiunta.

La fusione, che segnerà l’uscita di Piazzetta Cuccia da Piazza Affari dopo 70 anni, ha ricevuto il via libera preliminare dai comitati per le operazioni con parti correlate. Il progetto sarà ora sottoposto all’approvazione delle assemblee straordinarie degli azionisti di entrambe le banche e si prevede che diventi effettivo entro la fine del 2026.

A seguito dell’operazione, l’assetto azionario di MPS, che subirà l’effetto diluitivo della fusione, sarà così composto: Delfin al 16,1%, Gruppo Caltagirone al 9,4%, BlackRock al 4,6%, MEF al 4,5%, Banco BPM al 3,4% e il 62% di flottante.

MPS integra Mediobanca e rafforza il piano industriale 2026-2030

La fusione di Mediobanca, in linea con gli indirizzi del piano industriale 2026-2030 approvato da MPS a febbraio, si inserisce in un più ampio progetto di riorganizzazione. Tra le principali novità, le attività di corporate & investment banking e private banking dedicate alla clientela di fascia alta saranno assegnate a una società non quotata interamente controllata da MPS, che manterrà la denominazione Mediobanca, preservando così un marchio di grande valore. “In tale contesto, sarà trasferita alla nuova Mediobanca anche la partecipazione in Assicurazioni Generali“, si legge nella nota.

Un elemento chiave dell’operazione sarà inoltre l’integrazione industriale delle reti di consulenti finanziari e delle attività di retail e affluent wealth management di Mediobanca Premier e Banca Widiba, quest’ultima che assumerà una nuova denominazione sociale includendo il brand Mediobanca.

Sempre la fusione MPS Mediobanca “consentirà di dare piena attuazione al perseguimento degli obiettivi industriali e finanziari e delle sinergie industriali, pari a circa €0,7 miliardi, previsti dal Piano e già comunicati da BMPS al fine di massimizzare la creazione di valore a beneficio di tutti gli azionisti”.

Fusione MPS Mediobanca: benefici per azionisti e possessori di certificati

A seguito della fusione MPS Mediobanca e dell’attuazione delle operazioni di riorganizzazione, gli azionisti di Piazzetta Cuccia potranno infatti beneficiare non solo del raggiungimento degli obiettivi industriali e finanziari già illustrati, ma anche di ulteriori vantaggi concreti: “un titolo azionario (MPS) più liquido, con conseguente maggiore facilità di negoziazione delle azioni; una politica di remunerazione annunciata da MPS (con un payout atteso del 100%); ulteriori possibili benefici connessi all’utilizzo del capitale in eccesso, qualora venisse destinato a ulteriori distribuzioni agli azionisti o impiegato per sostenere la crescita del gruppo“, nonché “la possibilità di partecipare direttamente al più ampio progetto di valorizzazione del gruppo MPS prospettato dal nuovo piano“.

In aggiunta, la fusione MPS Mediobanca consentirà agli azionisti di partecipare alla realizzazione delle sinergie derivanti dall’integrazione e dall’accelerazione nell’utilizzo dei Deferred Tax Assets, “partecipando così alla significativa creazione di valore e profilo di crescita dell’utile e del dividendo per azione derivante dall’integrazione”.

A tutto ciò si aggiunge anche la novità del dividendo in contanti. Sempre il board fa sapere che, oltre ad aver approvato il bilancio al 31 dicembre 2025, confermando i risultati preliminari comunicati il 10 febbraio, ha deliberato di proporre alla prossima assemblea del 15 aprile la distribuzione di un dividendo in contanti di 0,86 euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, per un totale di circa 2.613 milioni di euro. La distribuzione avverrà con data di stacco cedola il 18 maggio 2026, data di legittimazione al pagamento il 19 maggio e data di pagamento il 20 maggio 2026.

In sintesi, questa fusione MPS Mediobanca rappresenta un’opportunità di profitto interessante sia per gli azionisti sia per i possessori di certificati legati all’ex titolo Mediobanca. Pur considerando che il valore di riferimento dei certificati potrà essere modificato a seguito degli adeguamenti tecnici legati al concambio di 2,45 azioni MPS per ogni titolo, i benefici attesi – dal dividendo in contanti alle sinergie generate dall’integrazione – potrebbero tradursi in un valore aggiuntivo significativo anche per i titolari di certificati.

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