MPS non frena su Banco Bpm e Banca Generali: integrazioni alla Consob e stime sulle sinergie

Monte dei Paschi di Siena tira dritto e non accenna a fare passi indietro sulla doppia operazione lanciata su Banco BPM e Banca Generali, mantenendo ferme le sue mosse anche a fronte del parallelo avanzamento dell’offerta ostile promossa da Intesa Sanpaolo.

Su sollecitazione della Consob, l’istituto senese ha provveduto a integrare e arricchire i dettagli comunicati lo scorso 21 agosto in merito alla doppia proposta.

Alla Consob Mps scopre le carte su OPS e sinergie del gruppo combinato

Data l’esigenza di mettere ordine in un sovrapporsi di manovre su Piazza Affari, la Consob ha richiesto da parte di MPS ulteriori informazioni sulle due offerte pubbliche di scambio (OPS) volontarie totalitarie su Banco BPM e Banca Generali.

E così Rocca Salimbeni ha provveduto, con una serie di informazioni aggiuntive non solo su valorizzazioni, ma anche su sinergie e impatti patrimoniali delle due operazioni.

La risposta alla Consob sul ricalcolo dei concambi azionari

Elemento centrale delle rettifiche fornite da MPS alla Consob riguarda in primis il ricalcolo dei concambi azionari depurati dalle oscillazioni causate dall’OPAS lanciata da Intesa Sanpaolo l’8 giugno. Per fissare un parametro neutro, la banca toscana ha spostato il termine di paragone temporale: non più il 19 agosto 2026, parametro adoperato nella prima nota informativa del 21 agosto, ma il 5 giugno 2026, ossia l’ultimo giorno di contrattazione prima dell’annuncio della mossa di Ca’ de Sass.

Confrontando i prezzi ufficiali ponderati per i volumi antecedenti la data del 5 giugno, il valore offerto per Banco BPM mette in luce uno sconto dell’8,1% rispetto alle quotazioni di quella giornata, divario che sale fino al 10,4% se si prende ad esempio il prezzo medio calcolato sui dodici mesi precedenti.

Risulta invece più contenuto lo scostamento relativo all’operazione Banca Generali, dove si evidenzia una forchetta a sconto compresa tra il 3,2% e il 7,9% in ragione dell’orizzonte temporale preso a riferimento. MPS ha scelto comunque di presentare anche la rilevazione aggiornata all’11 settembre 2026, dalla quale emerge un premio implicito pari al 3,4% nei confronti di Banco BPM e al 12,8% per quanto riguarda Banca Generali.

Offerte MPS su BPM e Generali: sinergie e scenari pro forma per il futuro gruppo

Al di là della revisione sui concambi, il documento ufficiale presentato alla Consob offre una disamina analitica del senso industriale e dei prospetti contabili pro forma dei due percorsi.

Per quantificare il progetto su Banco BPM, MPS precisa che l’operazione si muove nel solco della merger of equals inizialmente tratteggiata. E che i dati finanziari pro forma del gruppo nascente combinato con BPM sono abbastanza rilevanti, con un totale attivo pari a 448 miliardi di euro, crediti erogati alla clientela per 243 miliardi, raccolta diretta a quota 299 miliardi e masse finanziarie complessive pari a 693 miliardi.

Per quanto riguarda la redditività da integrazione, le stime di MPS indicano benefici a regime nell’ordine di 1,4 miliardi di euro all’anno. Mentre gli oneri straordinari d’integrazione, da sostenere una tantum nell’arco del triennio 2027-2029, sono valutati in circa 1,5 miliardi di euro.

Infine, a livello di indicatori, MPS segnala a desempio un ROTE medio atteso oltre il 18% al 2029, un utile per azione (EPS) al 2028 stimato in crescita di circa il 13% rispetto al valore stand-alone di MPS e una solidità patrimoniale con CET1 ratio pro forma stabilmente sopra il 13% lungo l’intero arco del piano (oltre la soglia del 15% dal termine del 2028 in caso di via libera al Danish Compromise sulle quote assicurative del gruppo e sulla quota detenuta in Assicurazioni Generali).

Per la seconda opzione, relativa a Banca Generali, i vantaggi economici stimati risultano più contenuti: circa 0,4 miliardi di euro all’anno a regime, suddivisi in modo paritetico tra contrazione dei costi (0,2 miliardi) ed espansione dei ricavi/funding (0,2 miliardi). A fronte di queste risorse, i costi d’integrazione straordinari da sostenere nell’arco del triennio 2027-2029 ammontano a circa 0,4 miliardi di euro.

A livello di indici finanziari, si otterrebbe un Cost-to-income pro forma 2025 intorno al 41%, un ROTE medio stimato al 16% circa per il 2029 e un CET1 ratio pro forma superiore al 14,5% per l’intera durata del piano.

Integrando la somma delle due proposte, l’impatto potenziale calcolato da MPS sale a sinergie annue ante imposte a regime per circa 1,8 miliardi di euro, contro costi d’integrazione complessivi una tantum pari a circa 1,9 miliardi di euro.

MPS tira dritto: OPS restano valide anche in caso di cambio di controllo

Infine, MPS chiarisce alla Consob cosa accadrebbe nell’ipotesi in cui l’offerta promossa da Intesa Sanpaolo arrivi a conclusione prima del termine delle due proposte d’acquisto guidate da MPS.

Per Siena la situazione è lapalissiana: le proprie proposte non contengono clausole che le rendano subordinate al mancato successo di Intesa. Qualora Ca’ de Sass dovesse completare con successo la sua scalata e acquisire il controllo di MPS prima che si chiudano i giochi su BPM e Banca Generali, tale evento non determinerebbe “la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle Offerte promosse da MPS“.

Queste ultime continuerebbero il loro iter, rimanendo vincolate esclusivamente alle condizioni sospensive e alle opzioni di modifica o recesso già specificate nei prospetti approvati, nei limiti fissati dal quadro normativo.

OPS MPS, risiko bancario e Consob: volatilità e pazienza per i possessori di certificati

Davanti a un altro capitolo del genere sul risiko bancario, investitori e possessori di certificati non devono stupirsi di un nuovo episodio di forte volatilità sui titoli azionari coinvolti.

Specie (a titolo d’esempio) con la storia dei concambi. Se da un lato il rialzo di un titolo può allontanare il rischio di rottura della barriera a scadenza, dall’altro l’aumento della volatilità implicita potrebbe comprimere temporaneamente il prezzo del certificato sul mercato secondario, rendendo le quotazioni più nervose.

Pertanto, la prima cosa da fare è analizzare la scheda del certificato e controllare quanto lo Strike attuale di ciascun sottostante disti dalla barriera di protezione del capitale. Se la struttura offre barriere profonde e premi con memoria, la strategia migliore rimane dunque la pazienza. Non mancheranno infatti altri capitoli di questa saga bancaria.

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