Poste Italiane è arrivata al traguardo dei due terzi di TIM. Il colosso postale ha infatti chiuso la prima finestra di adesioni all’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) promossa sul gruppo telefonico, raggiungendo il 66,63% delle quote.
Anche se la soglia del 90% che permetterebbe il delisting resta ancora distante, Poste non demorde e guarda alla prossima riapertura dei termini, prevista dal 21 al 25 settembre per altre cinque sedute di Borsa.
Scalata a TIM, Poste supera i due terzi: decisivo il rush finale in Borsa
Dopo il rilancio di 30 centesimi, sulla base dei risultati provvisori della procedura volontaria e totalitaria, sono state portate in adesione 993.608.722 azioni, pari a circa il 46,523% del capitale dell’emittente e al 58,230% dei titoli oggetto dell’offerta.
La giornata di venerdì, ultimo giorno della prima finestra, è stata decisiva: sono state consegnate 635.897.378 azioni, superando il 30% del capitale in un solo turno di contrattazione.
Sommando questi dati alle 429.363.990 azioni TIM già in possesso del gruppo postale (pari a circa il 20,104%), Poste arriva a detenere 1.422.972.712 azioni, ovvero il 66,627% del capitale.
Insomma, un ottimo risultato per l’offerta di Poste, che all’inizio ha messo sul piatto 1,97 euro in contanti e 0,218 sue azioni per ogni titolo TIM consegnato. Forte di questo concambio, e anche della combinazione di cash e azioni, il valore dell’OPAS si è posizionato leggermente al di sopra delle quotazioni correnti, creando un piccolo premio per chi ha scelto di aderire.
OPAS Poste su TIM: primo traguardo al 66,6%, dal 21 settembre il secondo round
Anche se gli azionisti hanno risposto con decisione al miglioramento delle condizioni, resta per ora lontana la quota del 90%, necessaria per far scattare l’obbligo di acquisto sulle azioni residue e ritirare TIM dal listino.
Tuttavia, con la quota attuale, secondo il Corriere della Sera, Poste potrebbe in linea teorica approvare in assemblea straordinaria la fusione di TIM in una società non quotata. In quel caso gli attuali azionisti si troverebbero soci di un’azienda privata e poco liquida sul mercato, anche se non è affatto detto che il gruppo intenda intraprendere una strada così drastica.
La chiusura di questo primo passaggio non segna comunque la fine delle operazioni. Poste ha preventivamente rinunciato alla condizione della soglia minima del 66,67% per la validità dell’offerta, e con la riapertura dei termini dal 21 al 25 settembre le probabilità di superare il 90% restano concrete.
A prescindere si prevede un notevole esborso. Considerando il numero complessivo delle azioni coinvolte nell’operazione, il valore economico dell’OPAS raggiunge circa 13,4 miliardi di euro, superiore rispetto ai circa 10,8 miliardi di euro della prima stima comunicata dal gruppo postale il 22 marzo 2026, giorno dell’annuncio dell’operazione.
OPAS Poste-TIM: opportunità e rischio delisting per i possessori di certificati
Le prospettive sono decisamente ottime, anche per investitori e possessori di certificati. Se l’offerta dovesse concretizzarsi in una nuova realtà, si avrebbe davanti (secondo le ultime stime) un campione nazionale dotato di sinergie annue nell’ordine dei 700 milioni di euro con una forza lavoro sui circa 150 mila dipendenti.
Un gruppo dunque in grado di investire con forza sulla digitalizzazione e di ritagliarsi uno spazio nel consolidamento del settore a livello europeo. Permetterebbe inoltre la nascita della più grande piattaforma italiana di infrastrutture connesse, unendo la rete tecnologica della compagnia telefonica con la presenza capillare e la capacità distributiva del gruppo postale.
Al momento per investitori e possessori di certificati conviene guardare con attenzione la prossima sessione di adesione, visto che, qualora nella seconda finestra si superi il 90-95% e TIM venga ritirata dalla Borsa, TIM potrebbe rischiare il delisting, per cui i certificati non potranno più utilizzare il prezzo di Borsa della compagnia telefonica.
Appuntamento dunque al 21-25 settembre per gli azionisti. Nel frattempo, ricordiamo che il pagamento del corrispettivo unitario rivisto verrà effettuato il 18 settembre.