Rilancio Poste Italiane, che alza la posta per il controllo di Telecom Italia. Il consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Matteo Del Fante ha deliberato un rilancio sulla componente in contanti dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) volontaria e totalitaria.
Contestualmente è arrivata una scelta strategica di primo piano: l’azienda ha rinunciato alla clausola che condizionava l’operazione al raggiungimento di una quota minima di adesioni. E ha annunciato il rilancio dell’offerta a fine mese.
Rilancio Poste, arriva la proposta finale: offerta a 7,83 euro e cassa a 1,97 euro
La novità riguarda la parte liquida del corrispettivo. Nel rilancio Poste aggiunge 0,30 euro in contanti per ciascuna azione TIM consegnata, facendo salire la componente cash da 1,67 a 1,97 euro. Resta invece confermato il rapporto di scambio azionario, fissato a 0,218 azioni di nuova emissione Poste Italiane per ogni titolo Telecom Italia.
Prendendo come riferimento la quotazione di Poste registrata il 4 settembre (pari a 26,90 euro,) con un progresso del 25% dalla data d’inizio dell’operazione), la valorizzazione implicita per ogni azione TIM arriva a 7,83 euro.
Sempre il colosso nazionale precisa nel comunicato che “il Corrispettivo Unitario Incrementato rappresenta il corrispettivo finale dell’Offerta e che non si procederà ad ulteriori incrementi dello stesso”.
Poco tempo dopo è arrivata la risposta del CdA di TIM, il quale, prendendo atto della novità dall’Offerente, ha rilevato “con favore il miglioramento del corrispettivo mediante il riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro pari a 0,30 euro per ciascuna azione ordinaria TIM portata in adesione all’Offerta“.
Rilancio Poste su OPAS Telecom: definitivo e con opzione totalitaria
A questa novità si aggiunge inoltre un’ulteriore mossa strategia: l”eliminazione della clausola di salvaguardia che subordinava l’efficacia dell’offerta al raggiungimento di almeno il 66,67% dei diritti di voto.
Di conseguenza, Poste Italiane “acquisterà tutte le Azioni Oggetto dell’Offerta portate in adesione all’Offerta anche qualora si trattasse di un quantitativo di Azioni Oggetto dell’Offerta inferiore al 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee dell’Emittente”.
E qui partono le stime. Nell’ipotesi in cui l’adesione fosse totale, la valutazione complessiva dell’operazione toccherebbe gli 11,35 miliardi di euro, comportando un impegno finanziario diretto in cassa pari a 3,36 miliardi. Per coprire questo maggior fabbisogno di liquidità, Poste “farà ricorso ad un ulteriore finanziamento” per un importo massimo pari a 512 milioni di euro, “il cui contratto è stato sottoscritto in data odierna con BNP Paribas e Mediobanca“.
Inoltre, a seguito della rinuncia, la finestra corrente per aderire si chiude alle ore 17:30 di venerdì 11 settembre. Mentre le adesioni riapriranno per una seconda fase compresa tra il 21 e il 25 settembre.
Rilancio Poste su OPAS TIM, i consigli per i possessori di certificati
Grazie al rilancio Poste c’è ancora una possibilità per gli investitori di sfruttare l’OPA di Poste Italiane. E anche con ragione, come precisa Equita, che in una breve analisi ha suggerito di consegnare i titoli TIM per diversi motivi.
Ad esempio, per la sovraperformance del titolo TIM, oppure per il fatto che Poste accetterà qualsiasi ammontare di azioni TIM portate in offerta; oppure per le sinergie annunciate, considerate realistiche e con potenziale margine di rialzo in caso di pieno controllo; oppure per il fatto che il titolo Poste “offre un profilo di crescita degli utili e di remunerazioni per gli azionisti più visibile rispetto a TIM stand-alone“, sottolinea la sim milanese.
Per quanto riguarda invece investitori e possessori di certificati, la novità di Poste potrebbe comportare alcuni sviluppi, soprattutto sul fronte della barriera. L’aumento del valore del sottostante stimolato dal rilancio a 7,83 euro allontanerebbe il titolo TIM dai livelli di barriera o di perdita del capitale.
Inoltre, il fatto che Poste acquisti qualsiasi quota di azioni implica che il processo di trasformazione societaria andrà comunque avanti, riducendo la liquidità sul titolo TIM e rendendo probabile un riallineamento dei valori di mercato di TIM verso il valore dell’offerta.
Detto ciò, conviene per il momento monitorare il prezzo sul mercato secondario (per vedere se il prezzo del certificato si adegua al rialzo sul mercato secondario) e valutare l’esposizione al nuovo profilo di rischio (questo però se dovesse scattare il cambio del sottostante a OPA conclusa).
