Amazon debutta sui bond in sterline: maxi operazione per finanziare la corsa all’IA

Amazon punta sulla sterlina con il suo primo bond in valuta britannica. Una decisione finanziaria strategica di grande rilievo per il gruppo di Seattle, anche questa necessaria per sostenere l’enorme piano di investimenti legato allo sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Tra l’altro, sfruttando un momento complesso per la divisa britannica, caratterizzato da tassi d’interesse ai massimi.

Amazon punta sul mercato britannico con un’operazione miliardaria in sterline

Lo riferisce Bloomberg: il colosso dell’e-commerce ha dato mandato a un consorzio bancario composto da JPMorgan, Barclays, HSBC e NatWest Group per organizzare l’emissione. Il debutto è previsto per la giornata di mercoledì, con un’offerta strutturata su diverse tranche e scadenze comprese tra 3 e 19 anni.

L’ammontare complessivo dell’operazione non è stato ancora reso noto ufficialmente, ma è presumibile che la cifra sarà comunque dell’ordine di miliardi. Come accaduto negli episodi precedenti: a febbraio Alphabet ha raccolto 5,5 miliardi di sterline (con una tranche persino a 100 anni), per poi collocare ad agosto altri 5,5 miliardi in dollari australiani suddivisi su scadenze a 3, 5, 10 e 20 anni.

Con questo passaggio Amazon si conferma il primatista assoluto tra i giganti cloud per emissioni obbligazionarie nel 2026, avendo piazzato sul mercato l’equivalente di oltre 92 miliardi di dollari in titoli.

La carica degli hyperscaler da 285 miliardi: l’intelligenza artificiale travolge il mercato dei bond

Così come altre Big Tech, anche Amazon ricorre all’obbligazionario per sostenere il rally dell’IA. Amazon prevede per quest’anno investimenti totali per 220 miliardi di dollari, destinati in gran parte all’IA, come confermato dall’amministratore delegato Andy Jassy.

Solo sul fronte dei bond IA ormai le cifre hanno superato gli undici zeri. Di recente, Barclays ha stimato che la corsa all’indebitamento delle big tech (i cosiddetti hyperscaler) raggiungerà quest’anno circa 285 miliardi di dollari di debito investment grade a livello globale.

Proprio sul fronte degli investment grade, a detta di Enguerrand Artaz, strategist di La Financière de l’Échiquier, la quota di obbligazioni destinate a finanziare l’intelligenza artificiale è passata da meno dell’1% del 2024 al 18% del totale globale nella prima metà del 2026. A sua volta, “la corsa al debito degli hyperscaler ha portato a un’impennata globale del volume delle emissioni, che hanno registrato un aumento del 36% dall’inizio dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”.

Una vera e propria ondata, insomma, infatti gli investitori sono più cauti. Non a caso, secondo MF,  le operazioni più recenti hanno registrato una domanda più debole, il che ha comportato un aumento degli spread, e dunque un incremento del costo del debito.

Indirettamente, tutto ciò ha contribuito anche a far salire i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine, il che non è proprio il massimo per Paesi come il Regno Unito.

Debito Big Tech ed effetto domino sui Gilt: il Regno Unito colloca a rendimenti record

Mentre il settore privato drena risorse per l’AI, il Regno Unito si trova ad affrontare il secondo costo di indebitamento pubblico più alto tra le economie avanzate. Nella giornata di ieri 8 settembre, il Debt Management Office ha collocato in asta 4,25 miliardi di sterline in titoli di Stato a 30 anni ottenendo un rendimento record del 5,8168% (superando il precedente vertice del 5,79% risalente al maggio 1998).

La domanda è apparsa comunque sostenuta, con ordini arrivati a 85 miliardi di sterline da parte degli investitori. Il titolo è stato prezzato con un premio di 0,75 punti base rispetto al Gilt con scadenza 2055 al 4,25%.

In questo quadro il Cancelliere dello Scacchiere John Healey, parlando alla Camera dei Comuni, ha ribadito che, sì, “abbiamo iniziato a vedere l’economia in ripresa“, ma che il debito pubblico è “ancora troppo elevato“, aggiungendo che il governo “adotterà misure laddove possibile” per alleviare il costo della vita e i costi per le imprese.

Amazon e bond IA in sterline: rischio volatilità per i possessori di certificati

Guardando agli ultimi dati sui bond IA, sembra che le Big Tech come Amazon comincino a giocare seriamente con il fuoco. O meglio con la volatilità, dal momento che il massiccio ricorso al debito rende il mercato azionario più sensibile ai dati sui margini e sui ricavi derivanti dai servizi cloud. Se la monetizzazione dell’AI dovesse ritardare, l’azione Amazon potrebbe subire fasi di volatilità o correzioni sui mercati azionari.

Con il rischio per investitori e possessori di certificati di ritrovarsi abbassato il prezzo dei certificates sul mercato secondario.

Proprio per questo conviene controllare se la scadenza del certificato sia imminente o meno. Se non, oscillazioni temporanee di prezzo sul mercato secondario non compromettono il valore di rimborsi o cedole, purché la barriera non venga infranta alla data di rilevazione finale.

Al limite, in caso di scadenze vicine con posizioni in perdita o prossime ai livelli barriera, può essere utile valutare eventuali operazioni di switch verso strutture con barriere più profonde o protezioni del capitale più conservative.

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