Nel 2026 l’automotive non ha un’unica traiettoria. I costruttori europei devono difendere quote e margini dall’avanzata cinese, sostenere gli investimenti nella transizione elettrica, assorbire l’effetto dei dazi e adeguare strutture di costo nate per un mercato diverso da quello attuale. Nello stesso tempo, però, il settore sta reagendo: rinnova le gamme, stringe alleanze con i produttori asiatici, recupera efficienza e prova a trasformare la pressione competitiva in un’accelerazione industriale. Tesla vive una storia in parte autonoma, dominata dalle attese su Robotaxi e Cybercab, ma continua a esprimere volumi elevati e una capacità d’innovazione che il mercato considera ancora difficilmente replicabile.
È quindi un contesto selettivo, non negativo, nel quale il mercato sta tornando a distinguere fra aziende, strategie e qualità dell’esecuzione. Molte investment banks conservano una view prudente sul comparto europeo fino al 2026 e ritengono che una parte rilevante della crescita degli utili debba arrivare dai tagli di costo e dall’autofinanziamento, più che da una combinazione favorevole di prezzi e volumi. Questa lettura mette in evidenza i rischi, ma anche la possibile leva operativa: se i volumi si stabilizzano, i risparmi programmati e il miglior utilizzo degli impianti possono tradursi in un recupero dei margini più rapido di quanto oggi incorporato nelle valutazioni.
I quattro Autocallable Equity Premium Certificate di Banco BPM quotati su Cert-X (EuroTLX) si inseriscono in questa fase di trasformazione senza richiedere necessariamente un ritorno dei titoli sui massimi. Sono prodotti su singola azione, non un paniere worst-of: due hanno come sottostante Stellantis, uno Tesla in versione Quanto e uno Renault. Tutti hanno nominale di 100 euro e capitale condizionatamente protetto, ma chiedono al sottostante cose diverse e remunerano in modo diverso il tempo necessario perché i rispettivi piani industriali producano risultati.
| ISIN | Sottostante | Strike | Cedola | Barriera | Soglia cedola | Scadenza |
| IT0005712507 | Stellantis | 5,565 € | 1,20% | 55% (3,061 €) | 60% (3,339 €) | 10/12/2027 |
| IT0005720328 | Stellantis | 5,086 € | 1,10% | 50% (2,543 €) | 60% (3,0516 €) | 10/01/2029 |
| IT0005712556 | Tesla (Quanto) | 400,49 $ | 1,00% | 55% (220,27 $) | 60% (240,29 $) | 10/12/2027 |
| IT0005696353 | Renault | 32,43 € | 0,80% | 60% (19,46 €) | 60% (19,46 €) | 02/03/2029 |
Ai prezzi del 7 settembre 2026 – con Tesla riferita alla chiusura statunitense del 4 settembre – Stellantis vale circa 4,806 euro, Tesla 354,08 dollari e Renault 29,20 euro. I tre titoli si collocano fra l’86% e il 95% dei rispettivi valori iniziali: sono ancora lontani dalle barriere, ma nessuno si trova sopra le soglie iniziali di autocall. È da questa distanza, più che dal solo tasso cedolare, che conviene cominciare la lettura.
Un settore in trasformazione, tre storie industriali
In Europa la pressione arriva contemporaneamente da più direzioni, ma il settore non è immobile. L’erosione del profit pool in Cina colpisce soprattutto i costruttori tedeschi; i dazi statunitensi possono comprimere il margine EBIT di 100-150 punti base; nell’Unione europea la concorrenza sui prezzi si intensifica, mentre i marchi cinesi guadagnano terreno anche in America Latina. A fronte di queste difficoltà, i gruppi europei stanno accelerando sul rinnovo dei modelli, sulle piattaforme condivise, sulle partnership e sulla riduzione dei costi, con un potenziale beneficio significativo se la domanda dovesse stabilizzarsi. Barclays ha declassato BMW e Porsche a underweight, mantenendo Volkswagen a overweight, e tra il 20 e il 21 agosto ha portato Renault da overweight a equal weight, lasciando invariato il target price a 31,50 euro: una valutazione prudente, non una bocciatura dell’intero comparto.
Per Renault il tema centrale è la capacità di trasformare il piano di efficienza in risultati visibili: circa 400 euro di minori costi per veicolo ogni anno, equivalenti a un miliardo di risparmi annui. Il primo semestre 2026 ha già superato il consenso su ricavi, EBIT e free cash flow; dopo il cambio al vertice e la reintegrazione di Ampere nella casa madre, il mercato guarda ora all’accelerazione dei risparmi nella seconda parte dell’anno. Il punto di partenza, dunque, è più solido di quanto suggerisca la sola cautela degli analisti, anche se la continuità dei risultati dovrà essere confermata.
Stellantis mostra segnali concreti di ripresa commerciale. Nel primo trimestre ha immatricolato 696.676 veicoli in Europa, il 5% in più rispetto al 2025 contro un mercato cresciuto del 3,7%, portando la quota al 17,5% e al 18,1% includendo Leapmotor International. FIAT, in crescita del 25,4%, insieme a Lancia, Citroën e Opel/Vauxhall, ha guidato il recupero; in Francia la quota si avvicina al 31%. Le svalutazioni straordinarie di febbraio, pari a circa 22 miliardi, i cash-out attesi e la sospensione del dividendo 2025 ricordano quanto sia impegnativo il percorso di rilancio, ma la reazione commerciale e il recupero del titolo dai minimi di agosto indicano che il mercato ha iniziato almeno a riconoscere la possibilità di una normalizzazione.
Il piano FaSTLAne 2030, presentato il 21 maggio a Detroit, mette sul tavolo circa 60 miliardi di investimenti in cinque anni, oltre 60 nuovi modelli e un programma da 6 miliardi di tagli ai costi annui entro il 2028 rispetto al 2025. L’obiettivo è portare l’utilizzo degli impianti europei dal 60% verso l’80% senza chiusure, approfondendo al tempo stesso le partnership cinesi con Leapmotor, Dongfeng e DPCA. Per il Nord America il gruppo punta a ricavi in crescita del 25% e a un margine operativo rettificato dell’8-10%; per l’Europa a ricavi in aumento del 15% e a un margine del 3-5%. Sono obiettivi ambiziosi, ma offrono anche una direzione industriale leggibile e una leva potenzialmente rilevante sui risultati qualora l’esecuzione proceda secondo programma.
Tesla, infine, ha chiuso il secondo trimestre con consegne record per 480.126 unità e ricavi in crescita, pur in presenza di un margine operativo sotto pressione e di un free cash flow negativo. Le immatricolazioni europee di agosto hanno restituito un quadro irregolare: forti in Francia e Danimarca, deboli in Norvegia, Spagna, Svezia, Portogallo e Italia. Il mercato continua però ad attribuire valore non soltanto al business automobilistico corrente, ma anche alle piattaforme future, all’autonomia e alla robotica. È questa combinazione fra risultati presenti e optionalità futura a sostenere il titolo e, contemporaneamente, a mantenerne elevata la volatilità.
In questo contesto si inseriscono i prodotti di BPM dedicati al comparto.
IT0005712507: più premio, meno tempo per Stellantis
Il primo certificato su Stellantis appartiene alla serie Difesa 55 Fast. È stato emesso l’11 giugno 2026, ha valore iniziale di 5,565 euro, nominale 100 euro e scadenza 10 dicembre 2027. Fra i quattro è quello con il premio mensile più alto e l’orizzonte più corto, una combinazione che richiede però a Stellantis di tornare almeno allo strike perché possa scattare il rimborso anticipato.
- L’1,20% mensile è incondizionato da luglio a dicembre 2026; dal gennaio 2027 diventa condizionato, con memoria, alla tenuta del 60% del valore iniziale, pari a 3,339 euro.
- La barriera capitale è al 55%, cioè 3,061 euro, ed è osservata soltanto a scadenza.
- Le osservazioni sono mensili dal 4 dicembre 2026 al 4 novembre 2027, sempre al 100% dello strike, con rimborso a 100 euro.
- Il rendimento potenziale è del 14,40% annuo lordo e l’indicatore sintetico di rischio del KID è 6 su 7.
Con Stellantis intorno a 4,81 euro, il titolo vale circa l’86% dello strike: resta ampiamente sopra la barriera e la soglia cedolare, ma deve recuperare quota 5,565 euro per consentire l’autocall. Alla scadenza, un valore pari o superiore a 3,061 euro permette il rimborso integrale del nominale; sotto quel livello, il rimborso replica la performance negativa dell’azione.
IT0005720328: più profondità, più pazienza
Il secondo prodotto su Stellantis sposta l’equilibrio nella direzione opposta: riduce il premio all’1,10% mensile, allunga la scadenza al 10 gennaio 2029 e abbassa la barriera al 50%. Emesso il 10 luglio 2026, parte da un valore iniziale di 5,086 euro e beneficia di un meccanismo autocall step-down, con soglie che scendono di un punto percentuale al mese dal 100% fino al 77% dello strike.
- L’1,10% mensile è incondizionato da agosto 2026 all’8 gennaio 2027; dal febbraio successivo diventa condizionato, con memoria, alla soglia del 60%, pari a 3,0516 euro.
- La barriera capitale è al 50%, cioè 2,543 euro.
- La prima valutazione è il 30 dicembre 2026; la soglia scende progressivamente dal 100% al 77% dello strike e il rimborso anticipato avviene a 100 euro.
- Il rendimento potenziale è del 13,20% annuo lordo e l’indicatore sintetico di rischio è 5 su 7.
A 4,81 euro Stellantis quota intorno al 94,5% di questo strike, quindi molto più vicina alla prima soglia autocall rispetto al Difesa 55. La maggiore durata concede tempo al titolo e lo step-down riduce progressivamente il livello necessario per il richiamo; in cambio, l’investitore resta esposto più a lungo. A scadenza, fra 2,543 e 3,0516 euro il capitale è ancora protetto, ma l’ultimo premio non è dovuto; sotto 2,543 euro il rimborso segue la perdita di Stellantis.
IT0005712556: Tesla senza la variabile del cambio
Il certificato su Tesla condivide con il primo Stellantis emissione, calendario e scadenza, ma introduce la caratteristica Quanto: il prodotto è denominato in euro, il sottostante in dollari e l’andamento del cambio euro-dollaro non incide sul rimborso. Questo elimina una fonte di volatilità, non quella ben più evidente rappresentata dal titolo Tesla.
- Dati di base. Emissione 11 giugno 2026, valore iniziale 400,49 dollari, nominale 100 euro e scadenza 10 dicembre 2027.
- L’1,00% mensile è incondizionato da luglio a dicembre 2026; dal gennaio 2027 diventa condizionato, con memoria, alla soglia del 60%, pari a 240,29 dollari.
- Protezione e autocall. La barriera capitale è al 55%, cioè 220,27 dollari; il rimborso anticipato è mensile dal dicembre 2026 e richiede Tesla almeno al 100% dello strike.
- Il rendimento potenziale è del 12% annuo lordo e l’indicatore sintetico di rischio è 6 su 7.
Con Tesla intorno a 354 dollari, circa l’88% del valore iniziale, il titolo è sopra soglia cedolare e barriera ma sotto il livello di autocall. La struttura neutralizza il rischio di cambio; se Tesla chiudesse sotto barriera alla scadenza, il rimborso replicherebbe comunque la perdita dell’azione rispetto allo strike.
IT0005696353: Renault e il valore di diciotto premi certi
Il prodotto su Renault è il più lungo dei quattro e ha la barriera meno profonda, ma compensa con diciotto premi mensili incondizionati. Emesso il 2 marzo 2026, ha valore iniziale di 32,43 euro, nominale 100 euro e scadenza 2 marzo 2029. Qui la barriera capitale e la soglia cedolare coincidono al 60% dello strike.
- Lo 0,80% mensile è incondizionato dal 2 aprile 2026 al 2 settembre 2027; dall’ottobre 2027 diventa condizionato, con memoria, alla tenuta di 19,46 euro.
- La barriera capitale è al 60%, pari agli stessi 19,46 euro della soglia cedolare.
- Le osservazioni mensili vanno dal 26 agosto 2027 al 26 gennaio 2029, con soglia step-down dal 100% all’83% dello strike e rimborso anticipato al 100,80% del nominale.Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
- Il rendimento potenziale è del 9,60% annuo lordo e l’indicatore sintetico di rischio è 6 su 7.
A circa 29,20 euro Renault quota intorno al 90% dello strike. Il tratto distintivo non è il rendimento più alto, che infatti appartiene agli altri prodotti, ma la durata della fase incondizionata: diciotto mesi nei quali il premio non dipende dal prezzo dell’azione. Il prezzo da pagare per questa maggiore visibilità è una barriera al 60%, quindi meno distante rispetto al 55% di Stellantis e Tesla e al 50% del secondo prodotto Stellantis.
Quattro prodotti, quattro equilibri
Metterli uno accanto all’altro serve soprattutto a capire quale combinazione sia più coerente con la propria lettura del settore. Il premio dell’1,20% sul primo Stellantis valorizza una barriera al 55% e una scadenza più ravvicinata; il secondo Stellantis rinuncia a dieci punti base mensili per ottenere barriera al 50%, maggiore durata e soglie di richiamo decrescenti; Tesla consente di partecipare alla propria storia di crescita eliminando la variabile del cambio; Renault offre la sequenza più lunga di premi certi, pur con una protezione capitale meno profonda. Non si tratta di decretare un vincitore, ma di scegliere quale equilibrio fra rendimento, tempo e protezione rappresenti meglio lo scenario atteso.
| Bisogno | Prodotto più coerente | Perché |
| Premio più alto, orizzonte corto | IT0005712507 | 1,20% mensile, scadenza fine 2027, barriera 3,061 € |
| Più cuscinetto su Stellantis | IT0005720328 | Barriera 50% (2,543 €) e autocall step-down fino al 77% |
| Tesla senza rischio cambio | IT0005712556 | Quanto, stessa finestra del Difesa 55 Stellantis |
| Cedole fisse lunghe su OEM europeo | IT0005696353 | 18 mesi di 0,80% incondizionato |
Una stabilizzazione dei volumi europei, accompagnata dai primi effetti dei piani di efficienza, potrebbe offrire ai tre titoli un terreno favorevole senza richiedere una vera e propria euforia di mercato. In questo scenario i certificati continuerebbero a distribuire i premi e, quando le condizioni lo consentono, potrebbero rimborsare anticipatamente. Se invece il recupero industriale fosse più lento, le barriere europee lascerebbero ai sottostanti spazio per assorbire una parte della volatilità: diventerebbero allora decisive la distanza residua dalle soglie e la durata ancora disponibile. Resta naturalmente la correlazione settoriale, perché Stellantis, Tesla e Renault reagiscono in modo diverso ma non sono immuni agli stessi fattori macroeconomici e competitivi.
I rischi da tenere presenti
- Capitale non garantito. Se il sottostante chiude sotto barriera alla valutazione finale, il rimborso ne replica la perdita rispetto allo strike e può arrivare fino all’azzeramento.
- Concentrazione single stock. Ogni certificato dipende da una sola azione; un evento societario avverso è sufficiente a compromettere il risultato.
- Correlazione settoriale. Stellantis, Tesla e Renault rispondono con intensità diverse agli stessi fattori: domanda, transizione elettrica, Cina, dazi e disciplina dei costi.
- Nei prodotti IT0005712507 e IT0005712556 la soglia resta allo strike; in IT0005720328 e IT0005696353 si riduce nel tempo. Un richiamo anticipato limita la durata dell’investimento e interrompe i premi successivi.
- Rischio emittente. Il rimborso dipende anche dalla capacità di Banco BPM di adempiere alle proprie obbligazioni.
Documentazione ufficiale Banco BPM
Le caratteristiche sono state confrontate con i KID e con la brochure Direct Listing di Banco BPM del 24 luglio 2026. Prima di qualunque valutazione operativa è necessario leggere KID, Condizioni Definitive e Base Prospectus disponibili sul sito dell’emittente.
| ISIN | Sottostante | KID ufficiale Banco BPM | Pagina InvestiSmart |
| IT0005712507 | Stellantis | KID PDF | Apri |
| IT0005720328 | Stellantis | KID PDF | Apri |
| IT0005712556 | Tesla (Quanto) | KID PDF | Apri |
| IT0005696353 | Renault | KID PDF | Apri |
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