Si preannuncia un settembre decisamente rovente per Monte dei Paschi di Siena (MPS), attualmente impegnata sul fronte di una doppia Offerta Pubblica di Scambio lanciata su Banco BPM e Banca Generali.
Secondo quanto riferito da fonti vicine al dossier, entrambe le operazioni stanno procedendo nel rispetto del calendario stabilito e non stanno subendo rallentamenti di alcuna sorta, nemmeno da parte degli esposti presentati alla Consob da Intesa Sanpaolo.
Nel frattempo, emergono alcune novità in casa Banca Generali e Unipol.
Risiko bancario, l’offensiva di Intesa su MPS: riassunto e reazione
Torniamo indietro di qualche giorno. A fine agosto, Intesa Sanpaolo aveva inviato alla Consob una segnalazione dettagliata evidenziando diverse criticità legate all’iniziativa di MPS, con particolare riferimento alle modalità di comunicazione al mercato e all’applicazione della cosiddetta passivity rule.
Nel caso delle modalità di comunicazione, l’approvazione formale delle OPS da parte del consiglio di amministrazione di MPS, avvenuta il 20 agosto, era stata preceduta il giorno prima da indiscrezioni di stampa su cui l’istituto senese non era intervenuto tempestivamente per prendere posizione. Mentre per quanto riguarda la passivity rule, viene imputata al Monte dei Paschi un’interpretazione decisamente estensiva decidendo di convocare l’assemblea degli azionisti a più di due mesi di distanza dall’annuncio delle offerte.
Sebbene alcune fonti citate da MF ipotizzassero possibili stop o sospensioni delle offerte, Monte dei Paschi ha ribadito con fermezza che la tabella di marcia resta confermata.
Il nodo Generali: apertura alla valutazione dell’OPS di MPS
Sul fronte di Banca Generali, il percorso prosegue con la fase di analisi dell’offerta da parte della casa madre Generali. Al termine del CdA di giovedì scorso, il gruppo assicurativo ha infatti ufficializzato la propria disponibilità a valutare l’OPS promossa da Rocca Salimbeni su Banca Generali, di cui detiene una quota di controllo superiore al 50%.
Come evidenziato anche dagli analisti di Morningstar, si tratta di un passaggio fondamentale, dato che l’appoggio di Generali costituisce un requisito indispensabile per condurre in porto l’operazione ideata dall’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio. Appunto, la doppia OPS, interamente in azioni, rivolta a Banca Generali e Banco BPM, per un valore complessivo di circa 34 miliardi di euro. Un piano alternativo ideato da Siena per difendersi dall’OPAS lanciata nei suoi confronti da Intesa Sanpaolo.
Ora però, dopo quest’apertura, la palla passa agli advisor, che saranno coinvolti nell’esame della proposta. Per la prossima settimana sono quindi attesi i consigli di amministrazione sia del Leone di Trieste sia della sua controllata del private banking.
Unipol, il piano del presidente Cimbri sulla banca senese
Sul versante opposto si registrano novità rilevanti sul piano industriale disegnato da Unipol nell’ipotesi in cui l’offerta di Intesa Sanpaolo vada a buon fine.
In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, ha descritto la proposta di Intesa come un’offerta ricca, seria e sostenuta da “un progetto industriale forte e razionale”, confermando che Unipol sarebbe pronta a intervenire subito dopo la conclusione dell’operazione per rilevare MPS.
Il punto chiave riguarda il perimetro della transazione. Come già annunciato tempo fa, Intesa tratterrebbe circa 625 delle 1.300 filiali di Monte dei Paschi, fatte salve eventuali indicazioni o paletti posti dall’Antitrust. A Unipol andrebbe invece la restante parte della struttura bancaria, insieme al marchio, alla sede storica di Siena, a gran parte del personale e a una rete commerciale ben radicata su tutto il territorio nazionale.
Sempre nell’intervista Cimbri ha precisato che la sede principale “resterà a Siena perché Rocca Salimbeni è un simbolo da 500 anni, conviene a tutti mantenerlo“.
Si vedrà comunque nel corso dei prossimi anni. In caso di successo dell’OPAS di Intesa, Unipol punta a completare l’acquisizione di MPS entro il 2027. Successivamente, indicativamente nel 2028, entrerebbe in gioco BPER Banca, di cui Unipol è il principale azionista con una partecipazione intorno al 30%.
MPS tra OPS e risiko bancario: su cosa devono fare attenzione i possessori di certificati
È meglio se investitori e possessori di certificati facciano attenzione a quest’ultimo capitolo del risiko bancario. Non tanto per la solita storia del delisting, e quindi la sostituzione del titolo oppure la sua liquidazione anticipata, quanto per l’eventuale integrazione/fusione: essa comporta solitamente aggiustamenti tecnici sulle condizioni dei certificati (i cosiddetti strike e le barriere).
A tal riguardo, data anche la forte volatilità e incertezza sulle combinazioni finali, chi possiede questi prodotti non deve farsi prendere dalla fretta di vendere, ma dovrebbe adottare un approccio metodico.
Il primo passo fondamentale è verificare esattamente quali e quanti titoli del comparto bancario compongono il paniere del proprio certificato, controllando dove si posizionano i prezzi attuali rispetto alle barriere di protezione. È poi essenziale monitorare gli avvisi ufficiali pubblicati dall’emittente del certificato per capire come intenda gestire eventuali operazioni straordinarie sul capitale.

