BCE, allarme bond in euro: Big Tech possono far salire i costi di finanziamento europei

Sempre più colossi del tech americano stanno virando sulle obbligazioni per raccogliere capitali. L’esempio più lampante è Amazon, che da sola ha appena chiuso un’operazione record da 14,5 miliardi di dollari.

E tutto questo, secondo gli analisti della Banca Centrale Europea (BCE), potrebbe finire per cambiare le regole del gioco anche da noi, facendo salire i costi di finanziamento per le aziende e per gli Stati dell’Eurozona.

La grande corsa ai bond delle Big Tech americane e la sfida al mercato europeo

Le cifre sono allucinanti: secondo le più recenti previsioni della BCE, entro il 2028 questi colossi avranno bisogno di oltre 1.000 miliardi di dollari per sostenere i propri piani di investimento, una cifra mostruosa che equivale a circa il 3% del PIL statunitense. E ormai persino per le Big Tech la cassa interna non basta più per coprire spese di questa portata.

È per questo che hanno iniziato ad attingere con insistenza al mercato dei bond in dollari e poi a quello in valuta estera tramite le emissioni “reverse Yankees”, con l’euro tra le protagoniste.

Gli economisti della BCE infatti avvertono: le Big Tech “stanno attingendo a tutti gli angoli dei mercati finanziari globali per finanziare la loro espansione. E sempre più spesso si rivolgono al mercato obbligazionario societario dell’area dell’euro per una parte di tali finanziamenti“.

I colossi del tech invadono il mercato delle obbligazioni in euro: l’allarme della BCE

C’è da dire che quando queste grandi aziende hanno iniziato a guardare oltreconfine per emettere debito, l’euro è stato la scelta principale. Oggi quasi il 10% del totale dei loro titoli in circolazione è in moneta unica, per un valore complessivo di circa 40 miliardi.

Storicamente il sistema finanziario europeo è sempre stato centrato sulle banche, e il mercato dei bond aziendali veniva considerato troppo limitato per assorbire cifre enormi.

Le ultime mosse del settore tech hanno dimostrato il contrario. Ossia, precisano gli analisti della BCE, che la struttura dell’Eurozona è “in grado di assorbire autonomamente operazioni di dimensioni molto elevate“. La conseguente entrata di questi nuovi attori, secondo gli analisti, sta inoltre “ampliando la portata del mercato obbligazionario societario dell’area dell’euro” sotto diversi aspetti, tra scadenze più lunghe, più presenza del settore tecnologico e titoli con rating di massima affidabilità, di solito pari o superiori a AA-.

Su questo punto c’è comunque una nota di cautela. Le agenzie di rating potrebbero basare i loro giudizi su stime di crescita dei ricavi e di tenuta del debito “che potrebbero non reggere alla prova del tempo, aumentando la vulnerabilità a una valutazione errata del rischio di credito“.

C’è da preoccuparsi dell’ondata di bond USA sul mercato UE?

Per ora no. Gli economisti della BCE precisano che solo fino alla metà del 2026 gli investitori hanno continuato a registrare una forte domanda di obbligazioni denominate in euro, salvo poi ridurre il sostegno. “Al contrario, i tassi di copertura per gli emittenti dell’area dell’euro sono rimasti forti e poco cambiati nel corso del 2026“.Mentre gli investitori hanno iniziato ad adattarsi, chiedendo una maggiore compensazione per i rischi associati al debito.

Nonostante ciò, precisano dalla BCE, le grandi società tecnologie “potrebbero far aumentare i costi di finanziamento per tutti i settori, man mano che accumulano debito e rappresentano una quota crescente dei mercati dei bond, con potenziali ripercussioni sul segmento sovrano e sovranazionale”. Lo si vede già negli USA, dove la corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale ha fatto impennare la domanda di finanziamenti a lungo termine, spingendo all’insù i rendimenti.

Inevitabili gli effetti di ricaduta. Intanto l’entità dell’offerta di nuove obbligazioni tech potrebbe mettere a dura prova l’interesse degli investitori. “Ciò potrebbe costringere gli hyperscaler −e i peer con rating simile− a offrire obbligazioni a prezzi più bassi con spread di rendimento più ampi”, dicono gli analisti della BCE. A sua volta, dato che gli investitori hanno bilanci e limiti di portafoglio finiti., potrebbero ridurre le disponibilità di altre obbligazioni per fare spazio a grandi operazioni. Ma così si creerebbe un effetto di spiazzamento “che aumenterebbe i costi anche per gli emittenti di settori non correlati“.

BCE e l’allarme sui bond IA: a cosa devono stare attenti i possessori di certificati

Al momento la quota di questi bond nei portafogli degli investitori europei è ancora contenuta, ma la velocità di crescita è impressionante. Sempre gli analisti della BCE precisano che nell’ultimo anno i giganti del tech hanno rappresentato il 15% del nuovo debito aziendale acquistato in Europa, grazie soprattutto agli acquisti di fondi pensione e assicurazioni. La presenza di questi titoli è destinata ad aumentare quasi in automatico anche per chi sceglie la gestione passiva, visto il peso crescente che avranno all’interno degli indici di riferimento.

Proprio per questo, investitori e possessori di certificati dovrebbero porre un’attenzione particolare a questo asituazione. Un aumento diffuso dei tassi e dei rendimenti obbligazionari tende ad alzare la volatilità generale dei mercati e a rendere più costoso il capitale. E se la volatilità crescendo può rendere le condizioni di emissione dei nuovi certificati più generose sulle cedole, sui prodotti già in portafoglio invece l’impatto di breve periodo è spesso negativo sul prezzo di mercato.

A sua volta, se le scommesse sull’intelligenza artificiale non dovessero ripagare le attese nei tempi previsti, le pressioni sul debito potrebbero riflettersi direttamente sul prezzo delle azioni, avvicinando i certificati alle barriere di protezione.

In concreto, la mossa più saggia per chi possiede questi strumenti è fare una verifica approfondita del portafoglio. Conviene controllare la distanza attuale dalle barriere, valutare le scadenze e verificare quanto il proprio capitale sia esposto direttamente al settore tech o indirettamente a panieri fortemente correlati.

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