Il risiko bancario continua a regalare colpi di scena, e questa volta al centro della scena troviamo Monte dei Paschi di Siena con la sua doppia offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria, rivolta sia a Banca Generali sia a Banco BPM.
Proprio il consiglio di amministrazione di Banco BPM si è riunito per esaminare nei dettagli la proposta avanzata da Siena lo scorso 21 agosto.
E questa è la sua risposta.
Banco BPM frena sull’offerta di MPS: doccia fredda per Rocca Salimbeni
Attraverso una nota ufficiale, il CdA di Banco BPM ha preso atto dell’offerta, sottolineando come sia “promossa su iniziativa di MPS senza essere stata previamente concordata con Banco BPM né da quest’ultima sollecitata”.
I vertici dell’istituto milanese hanno evidenziato che l’operazione ha una natura strutturalmente diversa rispetto alla proposta inviata da Banco BPM a MPS nella lettera del 7 giugno 2026: essa “si configura come un’acquisizione, non una fusione tra le due banche“.
Il punto cruciale sollevato dalla banca riguarda il prezzo: l’offerta “non presenta un premio per gli azionisti di Banco BPM“.
“Il consiglio di amministrazione effettuerà le valutazioni di propria competenza sull’offerta e renderà note le proprie determinazioni al riguardo nei termini e con le modalità previsti dalla normativa applicabile“, conclude la banca, facendo dunque emergere una linea interlocutoria, una presa di tempo che metti in risalto i diversi nodi da sciogliere prima di poter esprimere un giudizio definitivo sull’operazione.
Il risiko bancario s’intreccia con Intesa: tutti i dubbi sulla mossa di MPS
Rispetto al passato, Banco BPM non ha chiuso del tutto la porta in faccia al pretendente, come invece accaduto nel novembre del 2024 di fronte all’OPS di UniCredit, che pure offriva un seppur risicato premio.
Come già annunciato, MPS ha messo sul piatto 1,567 azioni di nuova emissione per ciascun titolo di Banco BPM, per una valutazione complessiva di circa 25,3 miliardi di euro. Ma a differenza di quanto stabilito per l’offerta parallela su Banca Generali, la proposta su Banco BPM non riconosce alcun premio rispetto ai valori di borsa del 19 agosto, elemento che il CdA ha voluto rimarcare considerando anche che il titolo di Banco BPM ha registrato una crescita del 26% negli ultimi sei mesi.
L’intera architettura dell’operazione si trova così a fare i conti con incognite rilevanti, ma soprattutto con incastri temporali complessi.
Bisogna infatti considerare il ruolo di Intesa Sanpaolo, la cui offerta su MPS è stata annunciata a inizio giugno. Il prossimo 10 settembre è prevista l’approvazione dell’assemblea dei soci di Intesa per l’aumento di capitale necessario a servire la propria offerta. Tra la fine di settembre e l’inizio di dicembre si dovrebbe aprire la finestra di adesione, durante la quale gli azionisti di MPS saranno chiamati a decidere se consegnare o meno i propri titoli a Intesa.
Al contrario, l’iniziativa lanciata da MPS su Banco BPM si trova ancora nei suoi primi passaggi burocratici: è molto probabile che, anche nell’ipotesi in cui tutto proceda senza intoppi, il periodo di adesione per Banco BPM prenderà il via soltanto a integrazione con Intesa già avvenuta o avviata.
MPS rilancia sul mercato: cautela per i possessori di certificati
Ammettiamo che Rocca Salimbeni riesca a risolvere i vari nodi e a condurre in porto entrambe le acquisizioni: portando a casa sia Banco BPM sia Banca Generali, la banca senese si trasformerebbe nel terzo polo bancario italiano, raggiungendo una valutazione di circa 70 miliardi di euro e più che raddoppiando le sue attuali dimensioni.
A sua volta, secondo l’agenzia di rating Moody’s, il completamento delle due offerte permetterebbe a MPS di diversificare le fonti di utile e di rafforzare in modo significativo la propria posizione competitiva sul mercato, anche se rimarrebbero elevati rischi di execution.
Detto ciò, davanti a questo scenario, per investitori e possessori di certificati conviene rimanere vigili ed evitare decisioni affrettate dettate dall’emotività dei movimenti giornalieri di borsa. Soprattutto ora, in questa fase di incertezza e di scontro finanziario sulle offerte pubbliche, che porterà inevitabilmente a forti sbalzi di prezzo sui titoli bancari (nei giorni scorsi il prezzo delle azioni di MPS è sceso, così come quello di Banco BPM e di Banca Generali).
Fondamentale sempre verificare la composizione esatta dei propri certificati, oltre che controllare la distanza attuale dai livelli barriera e monitorare le comunicazioni ufficiali inviate dall’emittente del certificato.

