Le aspettative dei consumatori sull’inflazione a 12 mesi si abbassano nell’ultimo sondaggio a cura della Banca Centrale Europea, andando sotto la soglia del 3%. Ma non sotto quella al 2%, il che significa che il dato rimarrà comunque al di sopra del target ideale della BCE, a conferma che il quadro monetario nell’Eurozona non si è ancora stabilizzato.
E che forse il comitato monetario della BCE potrebbe decidere a breve nuove manovre per contenere i prezzi, magari un nuovo rialzo.
BCE, inflazione e consumi in calo secondo l’ultimo sondaggio
Nel mese di luglio, la percezione dei consumatori europei evidenzia una leggera frenata, anche a fronte di un’inflazione effettiva dell’Eurozona in piccolissima salita dal 2,8% al 2,9%. I dati del consueto sondaggio mensile targato BCE mostrano che la percezione mediana sull’inflazione passata (ultimi 12 mesi) scende al 3,5% dal 3,6%.
Guardando avanti, le stime a 12 mesi calano al 2,9% rispetto al precedente 3%, mentre quelle a tre anni passano dal 2,8% al 2,7%. Rimangono invece del tutto stabili le proiezioni sull’inflazione a cinque anni, che si fermano al 2,4%.
Altri dati interessanti del sondaggio riguardano: le finanze personali, con le attese di crescita del reddito nominale per il prossimo anno che arretrano all’1% (dall’1,1%), mentre la stima sulla crescita della spesa familiare resta fissa al 3,6%; la crescita dell’economia per i prossimi 12 mesi, con le attese che passano da -1,4% a -1,2%; le stime sui tassi dei mutui, previste in calo al 4,9% rispetto al 5% registrato in precedenza.
BCE verso nuovo rialzo? Sì, ma non le converrebbe
Il calo delle aspettative non basta a rassicurare del tutto, visto che i valori rimangono sopra i livelli di guardia. Il mercato sta già scommettendo su un imminente stringimento della politica monetaria: l’ECB Watch Tool assegna oggi una probabilità del 95% a un rialzo di 25 punti base a settembre, e un 50% di possibilità per un ulteriore ritocco da 0,25 punti a dicembre.
Il dibattito interno, tuttavia, resta aperto. Un’ulteriore stretta sui tassi rischia infatti di frenare un’economia già messa a dura prova da shock esterni.
Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha sottolineato a questo proposito in un’intervista rilasciata al Sussidiario.net la necessità di calibrare la manovra con massima attenzione. Le banche centrali non incidono sui rincari delle materie prime energetiche, ma il loro compito è ancorare le aspettative a medio termine al target del 2%. “Possono cioè ancorare le aspettative in modo che gli operatori economici sappiano che, al di là delle oscillazioni temporanee, l’inflazione tornerà al 2%, che il quadro macroeconomico verrà stabilizzato, e possano quindi pianificare le loro attività“.
Tra l’altro, lo spauracchio della stagflazione, paventato mesi fa, non si sta realizzando. Anzi, Cipollone ritiene che questo rischio sia piuttosto remoto. “In primo luogo, perché ci sono segnali che la crisi potrebbe risolversi presto e anche il prezzo del petrolio sembra indicarlo. Inoltre, gli ultimi dati disponibili segnalano che l’economia europea, seppur in rallentamento, sta reagendo meglio del previsto e i livelli inflazionistici si mantengono nello scenario base delle ultime proiezioni della BCE dello scorso giugno e appaiono lontani dagli scenari avverso e severo”.
BCE tra tassi e inflazione: cosa devono fare i possessori di certificati
Il timore comunque di un rialzo dei tassi BCE rimane comunque concreto, il che non sarà il massimo per investitori e possessori di certificati. Quando i tassi salgono, i prezzi dei certificati già emessi tendono a subire una pressione ribassista sul mercato secondario, poiché le nuove emissioni offrono rendimenti cedolari più generosi per via del maggior costo del denaro.
In questo contesto, la scelta migliore non è vendere preso dal panico, ma analizzare a fondo la struttura del proprio portafoglio. Meglio inoltre verificare la distanza attuale della barriera dei certificati e preferire strutture con protezione del capitale profonda o di tipo “soft barrier” per attutire la volatilità dei mercati.
hi intende fare nuovi ingressi può sfruttare le recenti emissioni, che beneficiano di rendimenti più elevati proprio a causa dei tassi correnti, oppure optare per prodotti con opzione “airbag”, capaci di attenuare le perdite anche nel malaugurato caso di sfondamento della protezione.
