Samsung e SK Hynix pronte a ricompensare gli azionisti con oltre 100 miliardi di dollari

È in arrivo un super pacchetto di remunerazioni firmato dai due giganti tech asiatici, Samsung e SK Hynix, entrambe pronte a restituire decine di miliardi di dollari ai propri azionisti, muovendosi in un momento in cui il mercato dei chip per l’intelligenza artificiale viaggia a vista e in acque piuttosto turbolente.

Samsung e SK Hynix, un piano record da oltre 100 miliardi di dollari per gli azionisti

Sul fronte Samsung Electronics, la sudcoreana si starebbe preparando a presentare un pacchetto di remunerazione degli azionisti del valore di oltre 100.000 miliardi di won, cioè circa 72 miliardi di dollari.

Secondo quanto riportato giovedì da Reuters, che cita fonti del settore, si tratterebbe potenzialmente del più grande esborso di questo tipo mai realizzato da un’azienda della Corea del Sud. Per approvare queste misure, che prevedono anche dividendi straordinari in contanti finanziati principalmente attraverso il 50% del free cash flow, il consiglio di amministrazione della società prevede di riunirsi entro la fine di agosto.

A sua volta, la connazionale SK Hynix mercoledì ha presentato il suo programma di remunerazione più imponente: ben 40.000 miliardi di won, poco meno di 29 miliardi di dollari, sotto forma di riacquisto e successiva cancellazione di titoli. Nel dettaglio, il secondo produttore mondiale di memorie ricomprerà fino a 24 milioni di azioni proprie e le annullerà entro la metà di novembre.

Contestualmente, SK Hynix ha alzato l’asticella sul medio periodo, impegnandosi a distribuire oltre il 50% del free cash flow cumulato tra il 2025 e il 2027. Si tratta di un bel passo in avanti rispetto al precedente obiettivo, che fissava invece quella soglia come tetto massimo.

L’onda dell’IA trascina Samsung e SK Hynix

Parliamo di cifre decisamente enormi per i due colossi, che però trovano una spiegazione logica se si considera che entrambe le aziende sono sulla cresta dell’onda dei chip per l’intelligenza artificiale.

In particolare SK Hynix: fornitore chiave di chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM) per Nvidia, è stata una delle aziende che ha maggiormente beneficiato del boom della spesa per l’IA, rendendo le sue azioni particolarmente sensibili ai cambiamenti di sentiment degli investitori nei confronti del settore.

Infatti, SK Hynix ha perso il 14,7% qualche giorno fa, a causa delle valutazioni elevate degli investitori, delle preoccupazioni relative al finanziamento delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dell’intensificarsi della concorrenza cinese.

Ciononostante, il colosso ha chiuso il trimestrale con buoni risultati, con ricavi saliti a 79.300 miliardi di KRW (circa 57 miliardi di dollari) e un utile operativo di 60.500 miliardi di KRW (43,5 miliardi di dollari circa), entrambi ai massimi storici. La società ha dichiarato che la domanda legata all’infrastruttura AI e le condizioni di offerta ridotta hanno alimentato la crescita, mentre i prezzi di DRAM e NAND sono aumentati sensibilmente (+30% per le DRAM, +50% per le NAND).

Anche la rivale Samsung Electronics ha registrato un utile operativo trimestrale record, in crescita del 1.814% su base annua, mentre i ricavi sono aumentati del 130%. Rispetto al trimestre precedente, l’utile è balzato di oltre il 56% e i ricavi sono cresciuti di oltre il 28%.

Samsung ha affermato di aver riscontrato una crescita esponenziale della domanda di elaborazione generica e di intelligenza artificiale, e di monitorare attentamente il ritmo relativo della domanda di HBM e DRAM per server, mantenendo al contempo un mix di prodotti ottimale per supportare la domanda di intelligenza artificiale a lungo termine. L’azienda prevede che le limitazioni dell’offerta del settore persisteranno anche il prossimo anno e ha dichiarato che gestirà le sue attività HBM e DRAM in modo equilibrato per raggiungere una quota di mercato HBM in linea con quella delle DRAM convenzionali.

Samsung e SK Hynix tra dividendi e volatilità: a cosa devono stare attenti i possessori di certificati

Sono sostanzialmente delle novità positive per investitori e possessori di certificati, anche se ci sono alcuni aspetti da monitorare con attenzione.

Prima di tutto, un piano di buyback così massiccio e l’aumento dei dividendi potrebbe sostenere il prezzo delle azioni nel medio periodo, riducendo il rischio che i titoli scendano sotto le barriere di protezione dei certificati. Tuttavia, bisogna fare attenzione alla natura delle distribuzioni: se la remunerazione avviene tramite dividendi straordinari in contanti, i regolamenti dei certificati prevedono solitamente un rettifica (il cosiddetto “adjustment”) dei prezzi di riferimento, dello strike e della barriera.

Questa modifica serve a neutralizzare l’impatto dello stacco del dividendo sul valore del certificato, evitandoti perdite ingiustificate, ma è bene verificare come la banca emittente gestirà concretamente l’operazione.

Va poi considerata la forte volatilità che continua ad accompagnare il comparto dell’intelligenza artificiale, resa ben evidente dal recente tuffo del 14,7% incassato da SK Hynix. Da un lato questa oscillazione dei prezzi sosterrà la generosità dei rendimenti e dei premi proposti dai certificati, ma dall’altro esporrà i titoli sottostanti a pressioni non da poco nei momenti di correzione del mercato.

A complicare il quadro si aggiunge il recente debutto di CXMT: il produttore cinese di chip di memoria viene ormai indicato dagli analisti come un concorrente temibile nel settore delle memorie. Davanti a questa prospettiva, il rischio è di innescare una fase di eccesso di offerta e una conseguente spinta al ribasso sui listini.

Detto ciò, cosa conviene fare adesso? La cosa migliore è prendere in mano la scheda dei propri certificati e controllare la distanza attuale dalla barriera di protezione, verificare la data di scadenza e leggere le clausole relative ai dividendi straordinari.

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