Ci attende una settimana decisiva per il mercato dei bond, con un focus particolare sui titoli di Stato americani ed europei.
Tra la pubblicazione dei nuovi dati sul PCE core, la crescita del PIL e le rilevazioni sull’occupazione, gli Stati Uniti otterranno indicazioni chiare sulla possibilità di nuovi rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, elemento che aumenterebbe la pressione sui Treasury bond.
Situazione analoga per l’Eurozona. I prossimi dati sull’inflazione porteranno il mercato a confrontarsi con l’ipotesi, sempre più sostenuta, di un ulteriore ritocco all’insù dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, oggi uno dei principali driver per l’andamento delle obbligazioni europee.
Stati Uniti verso nuovi dati macroeconomici: come potrebbero essere
Si preannuncia quindi una settimana ricca di appuntamenti macroeconomici per i mercati obbligazionari, a partire da Wall Street, che attende questi indicatori in vista della prossima riunione della FED il 27-28 ottobre.
Secondo il report settimanale sui mercati curato dagli analisti di Intesa Sanpaolo, l’inflazione PCE è prevista stabile al +3,7% su base annua, con la componente core attestata al +3,3%. Per il mese di settembre, l’indice ISM manifatturiero dovrebbe salire a 55 rispetto al 54,6 precedente, mentre la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board è stimata a 89,1 da 89,4.
Importante sarà inoltre il dato sul mercato del lavoro di settembre: gli occupati non agricoli sono attesi in aumento di 90 mila unità, con un tasso di disoccupazione stimato stabile al 4,1%.
Nel frattempo, i dati finora confermati sono abbastanza misti. Sempre a settembre, l’indice di fiducia manifatturiera della Richmond Fed è sceso a -4 da +2, segnalando una contrazione dovuta sia al peggioramento di ordini e spedizioni, sia a un incremento più rapido dei costi.
Nello stesso periodo, i PMI flash hanno registrato un’accelerazione notevole: l’indice manifatturiero è salito a 57 (livello massimo dal 2022) e quello dei servizi a 58,7, spingendo l’indice composito a 58,4 (ai massimi da luglio 2021).
L’inflazione regna sovrana nell’Eurozona: focus su Italia, Germania e Francia
Anche l’Eurozona si prepara ai nuovi dati macroeconomici, specie quello dell’inflazione. Dopo il +3,2% annuo di agosto, il CPI è atteso in accelerazione al +3,7%, a causa dei rialzi registrati negli ultimi mesi sulle quotazioni del petrolio e del gas naturale.
Nella stessa direzione anche le stime per Germania, Francia e Italia: l’inflazione armonizzata tedesca è vista in aumento al +3,2% annuo dal +2,9% di agosto; anche quella francese dovrebbe salire al +3,2% dal +2,6%; in Italia, infine, il CPI armonizzato è stimato in accelerazione al +3,7% dal +3,2% di agosto. Risulta invece più contenuta la dinamica dell’inflazione core dell’area euro, attesa al +2,5% dal +2,4%.
Sempre con riferimento le prime economie europee, per quanto riguarda i dati già pubblicati, gli analisti segnalano che l’IFO tedesco è salito a 89,9 (il livello più alto dal 2023), prospettando il proseguimento della ripresa economica. Mentre in Eurozona la fiducia dei consumatori preliminare di settembre è scesa a -16,5, in Francia si è mantenuta stabile, così come quella delle imprese.
Sul fronte macroeconomico italiano, la stima sulla crescita per il 2025 è stata rivista marginalmente al rialzo allo +0,6% (contro le aspettative di altri analisti), lasciando il rapporto deficit/PIL invariato al 3,1%.
La stretta delle banche centrali non è finita: i dati macro spaventano i mercati dei bond
Tutti questi dati rischiano di remare contro chi spera in una pausa o in un taglio dei tassi (come auspicato da Trump). Questi numeri arrivano infatti in un momento in cui, come evidenzia la banca, i mercati monetari prezzano per le riunioni di fine ottobre “una probabilità di circa il 70% di un rialzo della Fed e del 45% di un rialzo della BCE“.
L’ipotesi di una nuova fase di restrizione monetaria è oramai nell’aria da tempo in entrambi i continenti, il che non gioverà l’andamento dei rendimenti dei bond. Come segnalato nel report, nel breve periodo elementi come l’occupazione USA e l’inflazione in Eurozona rappresenteranno i driver principali per il mercato dei bond.
Un mercato tutto in salita: già a inizio settimana si segnalano rendimenti in crescita, sostenuti dal costo del petrolio elevato e dai timori inflazionistici: il decennale americano sale al 5,219%, il biennale al 4,916% e il trentennale al 5,529%.
A sua volta, il BTP decennale italiano tratta in area 4,54%, con uno spread sul Bund di circa 94 punti base, un livello che continua a indicare una percezione contenuta del rischio sul debito italiano.
Si registra invece un aumento dello spread dell’OAT (il bond francese) sul Bund, che si spinge vicino ai 113 punti con un rialzo di poco inferiore al +4%, riflettendo le preoccupazioni legate al rischio politico in Francia.
Bond settimanali: quali prospettive per i possessori di certificati
Dati macroeconomici a parte, investitori e possessori di certificati farebbero meglio a concentrarsi sulla questione dei tassi di interesse, e dei rendimenti di bond e Titoli di Stato.
Non smetteremo mai di ripeterlo: se da una parte i tassi alti e la volatilità consentono agli emittenti di strutturare nuovi certificati con premi/cedole periodiche più generose o barriere di protezione più profonde rispetto al passato, i certificati già in portafoglio ed emessi in contesti di tassi bassi potrebbero invece risultare meno competitivi.
Per questo, salvo inversioni a U da parte di FED e BCE o una riduzione dei rendimenti dei bond, se si possiedono certificati vecchi con cedole basse o con sottostanti vicini alla barriera, potrebbe essere utile valutare uno switch per recuperare le minusvalenze e beneficiare dei rendimenti più alti offerti dalle nuove strutture.
A prescindere, però, in uno scenario di tassi alti come quello pronosticato, è consigliabile privilegiare certificati con barriere profonde (es. 40% o 50%), strutture con effetto Airbag (che attenuano le perdite in caso di sfondamento della barriera) o con opzione Step-Down per il rimborso anticipato.