Il buyback di Intesa Sanpaolo continua a macinare volumi settimana dopo settimana. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha comunicato di aver acquistato, tra il 21 e il 25 settembre 2026, 9.240.041 azioni proprie, pari a circa lo 0,05% del capitale sociale, a un prezzo medio di 6,7297 euro per azione. Il controvalore dell’operazione ammonta a 62.182.773,98 euro, nell’ambito del programma di acquisto di azioni proprie finalizzato all’annullamento, avviato il 6 luglio 2026.
Buyback Intesa Sanpaolo: si arriva a quota 1,89 miliardi
Con questa nuova tranche, il conto complessivo del piano di riacquisto si aggiorna in modo significativo. Al 25 settembre 2026, dall’avvio del programma, sono state acquistate complessivamente 288.176.233 azioni, pari a circa l’1,63% del capitale sociale, a un prezzo medio per azione di 6,5738 euro, per un controvalore totale di 1.894.423.925,06 euro. Un dato che testimonia la continuità con cui la banca sta procedendo nell’esecuzione del programma, comunicato al mercato il 29 giugno 2026 e partito ufficialmente pochi giorni dopo.
Le operazioni, come per le tranche precedenti, vengono eseguite sul mercato regolamentato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana, sulla base delle informazioni fornite da BNP Paribas SA, l’intermediario terzo incaricato di dare esecuzione al programma in piena indipendenza e senza alcun coinvolgimento diretto del Gruppo Intesa Sanpaolo. I dettagli ufficiali dell’operazione sono consultabili nella sezione investor relations del gruppo.
Un ritmo di acquisti che non si è mai fermato
Ripercorrendo le settimane precedenti emerge la costanza dell’operazione: a metà settembre la banca aveva acquistato 15,5 milioni di azioni per oltre 103 milioni di euro, mentre nella prima settimana del mese il controvalore aveva toccato i 248 milioni. Ad agosto il ritmo era stato ancora più intenso, con acquisti settimanali che in alcuni casi hanno superato i 267 milioni di euro. Il prezzo medio pagato per azione, oscillato tra 6,26 e 6,90 euro nei mesi scorsi, riflette l’andamento del titolo in un periodo di generale rivalutazione dei bancari italiani.
Cosa significa per gli azionisti
Il piano di buyback di Intesa Sanpaolo, finalizzato all’annullamento delle azioni, riduce progressivamente il numero di titoli in circolazione, con l’effetto di accrescere il valore percentuale delle quote residue e, potenzialmente, l’utile per azione futuro. Con l’1,63% del capitale sociale già riacquistato e oltre 1,89 miliardi di euro impiegati, il programma si conferma uno dei pilastri della politica di remunerazione degli azionisti della banca, accanto ai dividendi ordinari.
A nostro avviso, il proseguimento costante di questi acquisti, settimana dopo settimana e senza interruzioni significative, segnala una visione ottimista della gestione sul valore intrinseco del titolo rispetto ai prezzi di mercato attuali. Resta da capire quale sarà il ritmo delle prossime tranche in vista della chiusura dell’esercizio, anche alla luce delle implicazioni patrimoniali legate al dossier OPAS su MPS, che continua ad assorbire l’attenzione degli analisti e capitale della banca in parallelo al programma di riacquisto.
Nelle prossime settimane sarà interessante osservare se il prezzo medio di acquisto continuerà a salire, segnale di un titolo in apprezzamento, oppure se la banca modulerà l’intensità degli interventi in base alle condizioni di mercato e alle esigenze di capitale connesse alle altre operazioni straordinarie in corso.
