BCE tra stretta sui tassi e nuove mosse in arrivo: il punto di Lagarde

La BCE è ormai in posizione rialzista per quanto riguarda i tassi di interesse, infatti non sono mancate le critiche circa questa linea politica, che potrebbe in effetti mettere un freno alla crescita dei Paesi.

Su questo aspetto (e non solo) ha risposto la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde nel corso dell’audizione al Parlamento europeo, ribadendo che l’istituto manterrà comunque un approccio misurato, prendendosi il tempo necessario per monitorare l’evoluzione dei mercati e delle economie dell’area euro.

Nel frattempo, dietro le quinte dell’Eurotower, sono già partite le prime “scommesse” sui successori dell’attuale presidente, oltre che sul rinnovo dei componenti del Comitato esecutivo.

Tassi BCE, Lagarde difende la linea della prudenza

“Sebbene la crescita sia stata resiliente, dalla nostra ultima riunione i tassi di lungo periodo sono saliti in modo notevole, il che rallenterà la crescita e ridurrà il pass-through più di quanto previsto nelle proiezioni di settembre“. La Presidente non ha dunque nascosto le difficoltà sul fronte dei tassi, che già si fanno sentire in diversi ambiti.

Soprattutto nel comparto dei prestiti e dei mutui. Ma pur riconoscendo un incremento nel costo del credito per la trasmissione della politica monetaria, Lagarde ha voluto ridimensionare le preoccupazioni sull’impatto diretto per le famiglie.

“Il prezzo dei mutui, secondo le nostre osservazioni, è aumentato dello 0,01% per le famiglie in seguito al rialzo deciso a giugno”. A detta sua, la crisi abitativa in corso non deriva dai tassi, bensì da uno squilibrio profondo tra domanda e offerta.

La necessità di alzare i tassi BCE secondo Lagarde

Ma a chi le contesta il rialzo perché non affronta le cause degli shock sui prezzi, la Lagarde ha voluto rispondere con fermezza: “Dobbiamo guardare al controfattuale: cosa succederebbe se non facessimo nulla e se l’instabilità dei prezzi derivasse dalla nostra incapacità di affrontare questi temi?“.

Tra l’altro, non sono solo i tassi che creeranno problemi: pure il rialzo dei rendimenti obbligazionari frenerà la crescita, pur limitando il trasferimento dei costi energetici sull’inflazione.

Proprio per questo, “sulla base della nostra funzione di reazione, riteniamo che un approccio misurato sia appropriato e di essere in una buona posizione per rispondere agli sviluppi futuri“, ha sottolineato.

Tassi BCE alti ancora un po’, ma la risposta “sarà misurata”

E qui la domanda: fin quanto durerà questa nuova stagione di rialzi?

Attualmente gli effetti di secondo impatto (come le rincorse tra salari e prezzi) restano assenti, il che permette alla BCE di adottare “una risposta misurata, adeguata a tenere sotto controllo l’inflazione“. Perché l’obiettivo primario è sempre quello: riportare l’inflazione al target del 2% nel medio termine.

Nel frattempo, secondo le rilevazioni di Bloomberg, i mercati hanno ridotto le aspettative di una stretta a breve termine, pur continuando a prezzare ulteriori rialzi nei mesi a venire: la probabilità di un rialzo a ottobre è scesa sotto il 40%, ma gli investitori prezzano ancora quasi quattro aumenti da 25 punti base nei prossimi dodici mesi, oltre ai due già decisi.

Scatta il toto-nomine all’Eurotower: quali sono i favoriti del dopo-Lagarde

Nel frattempo, come in Francia e in Italia, anche all’Eurotower c’è aria di elezioni in arrivo. Già in queste settimane si sta tenendo una complessa partita a scacchi per la nomina del nuovo presidente e per il rinnovo di fino a due terzi dei sei membri del comitato esecutivo.

Secondo le indiscrezioni di Reuters, tra i profili più accreditati per la successione a Lagarde figurano Pablo Hernández de Cos, ex Governatore della Banca di Spagna e attuale Direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), e Klaas Knot, ex capo della banca centrale olandese. Le nomine, fortemente influenzate dagli equilibri geografici e politici tra i 21 Paesi dell’Unione, restano tuttavia aperte a possibili candidati di compromesso.

A questo si sommano i lavori per la sostituzione della tedesca Isabel Schnabel, esponente del Comitato esecutivo responsabile delle operazioni di mercato. Le sue imminenti dimissioni per un nuovo incarico presso il Fondo Monetario Internazionale aprono ufficialmente un posto vacante, consentendo ai ministri delle Finanze dell’eurozona di avviare il processo di selezione formale già a partire dal mese prossimo.

Tassi BCE e sfide del 2026: i rischi per i possessori di certificati

La numero uno della BCE descrive dunque uno scenario di tassi alti ancora per un po’ di tempo. Non il massimo per investitori e possessori di certificati, anche se tassi di riferimento più elevati permettono solitamente agli emittenti di offrire cedole di rendimento iniziale più generose in fase di nuova emissione.

Il problema è semmai nei certificati già emessi, che diventerebbero meno attraenti rispetto a quelli nuovi. Ma non solo. L’aumento o il mantenimento di tassi elevati aumenta la volatilità dei titoli azionari e obbligazionari sottostanti. Questo può far oscillare maggiormente il valore di mercato (prezzo sul mercato secondario) dei certificati già acquistati prima della scadenza.

Per investitori e possessori di certificati dovrebbe ora verificrea se i rendimenti offerti siano ancora competitivi rispetto alle nuove offerte di mercato o rispetto ai titoli di Stato a breve-medio termine. Se il profilo di rischio del sottostante rimane solido e la barriera non è infranta, meglio allora attendere la scadenza, così da neutralizzare la volatilità temporanea causata dalle manovre sui tassi.

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