Sul tavolo del dossier tra UniCredit e Commerzbank restano aperte diverse strade, mentre si avvicina la fase finale dell’operazione sull’istituto tedesco.
Una delle ipotesi principali riguarda un possibile scambio azionario tramite cui la banca guidata da Bettina Orlopp acquisirebbe HypoVereinsbank (HVB), la controllata tedesca di UniCredit.
Le tre mosse per il super colosso bancario
Intervenendo alla BofA Financials CEO Conference, la CEO di Commerzbank Bettina Orlopp ha confermato che l’acquisizione di HVB rappresenta una delle alternative allo studio.
Tra l’altro, la proposta era già emersa in passato come possibile “Fase 2” dell’integrazione, vista dalla manager come la soluzione ideale per creare “tutte le sinergie nazionali che ci si potrebbe aspettare da una transazione del genere“, aveva detto nel corso del suo intervento alla Global Finance Conference organizzata da Barclays.
Tuttavia, guardando al quadro complessivo, l’entusiasmo verso questo schema sembra essersi ridimensionato, collocandolo semplicemente tra le varie opzioni per regolare la presenza di UniCredit nel capitale.
“Ci sono sempre tre opzioni di base su come strutturare un accordo strutturale”, precisa la Orlopp, “una è semplicemente una fusione tra Commerzbank e Unicredit; un’altra è quella di fare un’offerta agli azionisti rimanenti, molto probabilmente con un premio superiore al 90%”, più quella dell’acquisizione di HVB.
In ogni caso, “tutte e tre le opzioni di base richiedono un voto minimo del 75% nell’assemblea generale degli azionisti, e questo è qualcosa da tenere a mente“.
Le opzioni di Orcel e il nodo della governance
Gli occhi sono però tutti puntati sulla possibile fusione tra le due realtà, che avrà importanti ripercussioni dirette sui futuri assetti di vertice.
In un recente articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung, è stato fatto notare come una convergenza tra Andrea Orcel e Bettina Orlopp rimanga possibile, così da poter superare le recenti divergenze per definire un piano d’integrazione condiviso.
Si tratta comunque di una strada complessa, dato il fermo impegno finora mostrato dalla dirigenza tedesca nel difendere l’autonomia dell’istituto.
Se non dovesse funzionare questa strada, non rimarrebbe che il confronto aperto. In questo scenario, secondo il FAZ, UniCredit potrebbe promuovere la convocazione di un’assemblea straordinaria per revocare i dieci rappresentanti degli azionisti nel consiglio di sorveglianza, operazione per la quale lo statuto di Commerzbank richiede la sola maggioranza semplice.
Non sarebbe una scelta felice: accelererebbe il cambio di governance, ma finirebbe comunque per inasprire le relazioni con la dirigenza, con i dipendenti e con le istituzioni di Berlino.
Come UniCredit punta al controllo di Commerzbank
Nel frattempo, Piazza Gae Aulenti attende il via libera da parte della vigilanza bancaria europea. Una volta ottenute le autorizzazioni e completata l’offerta, Unicredit dovrebbe arrivare a detenere oltre il 47% di Commerzbank.
Da quel momento avrebbe la possibilità di salire oltre il 50% tramite acquisti successivi sul mercato, e avvicinarsi così alla soglia ambita del 90%.
Tra l’altro, il governo tedesco, secondo azionista della banca guidata da Bettina Orlopp, non dispone di una minoranza di blocco sufficiente a fermare la presa del controllo. Ma del 13% delle quote azionarie sì: per far scattare lo squeeze-out e rilevare l’intero capitale, UniCredit avrebbe bisogno proprio di quella quota pubblica.
Non sarà una passeggiata: riferisce MF, a seguito dei recenti incontri tra il ministro delle Finanze Lars Klingbeil e l’amministratore delegato di UniCredit, l’esecutivo ha ribadito la volontà di conservare i due propri rappresentanti all’interno del consiglio di sorveglianza.
Quindi, per Piazza Gae Aulenti la partita non è ancora finita.
Dossier Commerz: rischio volatilità per i possessori di certificati
In attesa di capire come si evolverà il dossier, se Orlopp avrà alla fine l’ultima parola sul dossier, investitori e possessori di certificati farebbero bene a mantenere alta l’attenzione per quanto riguarda la volatilità.
Le speculazioni sull’offerta o su eventuali rilanci di prezzo generano forti oscillazioni sui titoli. Se il prezzo di Commerzbank sale verso l’offerta, i certificati con sottostante Commerzbank potrebbero raggiungere facilmente la soglia di rimborso anticipato (Autocall), liquidando il capitale e le cedole accumulate prima della scadenza naturale.
Per questo investitori e possessori di certificati dovrebbero monitorare la situazione. Se il certificato quota a premio o vicino al valore di rimborso a causa della salita del titolo in scia all’OPA, può essere opportuno valutare la vendita sul mercato secondario per consolidare il guadagno ed evitare l’incertezza legata ai tempi tecnici della ristrutturazione azionaria.


