AI, data center e il ritorno dell’hardware: Intel, Dell e AMD tre storie uno stesso obiettivo

Per anni la corsa all’intelligenza artificiale è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso Nvidia e le grandi piattaforme cloud. Nelle ultime settimane, però, il baricentro della narrazione si è allargato: chi produce i server, chi progetta le CPU che li fanno funzionare e chi prova a rientrare in partita dopo anni difficili sta vivendo un momento di rivalutazione tanto intenso quanto discusso.

Tre nomi, in particolare, raccontano bene questa fase: Intel, Dell e AMD.

Dell: l’ordine di grandezza dell’AI enterprise

Il primo settembre 2026 Dell Technologies ha pubblicato i conti del secondo trimestre dell’anno fiscale 2027: ricavi record per 47 miliardi di dollari (+58% su base annua), ordini legati all’intelligenza artificiale per 60,9 miliardi di dollari nel solo trimestre e ricavi AI per 16,4 miliardi.

Il portafoglio ordini AI è salito a 95 miliardi di dollari, una visibilità che ha spinto il management ad alzare la guidance per l’intero anno fiscale, con vendite attese in crescita del 69% e un utile per azione rettificato in aumento del 148%, a 25,50 dollari.

Eppure il titolo, dopo un’apertura in forte rialzo, ha chiuso la seduta del 1° settembre in netto calo, un classico “sell the news”, prima di recuperare terreno nelle settimane successive fino a tornare in area 535-563 dollari, non lontano dai massimi storici. Il range delle 52 settimane, tra circa 110 e 568 dollari, racconta da solo l’entità della rivalutazione dell’ultimo anno.

Resta un tema di attenzione: i vincoli di fornitura sui chip di memoria DRAM e NAND, un potenziale collo di bottiglia per la produzione dei server AI nei prossimi trimestri.

Intel: il turnaround che il mercato inizia a scontare

Intel arriva da un anno di svolta profonda: un aumento di capitale da 20 miliardi di dollari completato a settembre, il coinvolgimento diretto del CEO con un acquisto personale di titoli, e le indiscrezioni circolate a metà settembre su una possibile intesa con SK Hynix nel comparto delle memorie, proprio nel momento in cui la scarsità di DRAM e NAND si sta rivelando un tema strategico per l’intero settore.

Il titolo tratta oggi poco sopra i 100 dollari, un livello che pochi analisti avrebbero previsto a inizio anno, e resta al centro dell’attenzione per il tentativo di rilanciare la divisione Foundry e riconquistare quote nel segmento dei data center.

AMD: nuovi massimi storici trainati dai data center

Il 21 settembre AMD è balzata dell’8,7% in una singola seduta, toccando un nuovo massimo delle 52 settimane sopra i 609 dollari, sull’onda dell’ottimismo per l’incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e quello cinese Xi Jinping del 24 settembre a Washington, con gli investitori che scontano possibili risultati favorevoli su licenze per i semiconduttori e proroga della tregua tariffaria.

Il rally geopolitico si è innestato su fondamentali già solidi: il segmento data center di AMD ha registrato una crescita del 107% su base annua nel secondo trimestre 2026, mentre il nuovo processore server EPYC “Venice”, a 2 nanometri, sta entrando in produzione.

Un settore che si muove insieme, ma con rischi condivisi

Le tre storie condividono lo stesso sfondo macro, una domanda di infrastrutture AI che non mostra ancora segnali di rallentamento, ma anche gli stessi rischi: valutazioni su multipli storicamente elevati, un collo di bottiglia crescente sulla componentistica di memoria, un contesto geopolitico che può cambiare rapidamente il sentiment, e una volatilità intraday spesso difficile da sostenere per un investitore direzionale con profilo di rischio moderato.

È in questo contesto che uno strumento capace di generare un flusso cedolare definito e una soglia di protezione sul capitale può rappresentare un’alternativa interessante rispetto all’investimento diretto sui singoli titoli.

I certificati single stock di Banco BPM su Intel, Dell e AMD

Chi fosse interessato a costruire un’esposizione a questo tema con un profilo di rischio più contenuto rispetto all’azionario diretto può valutare la nuova serie di Autocallable Equity Premium Certificates di tipo Quanto emessi da Banco BPM su questi tre nomi, tutti con la stessa architettura: cedola fissa incondizionata nei primi sei mesi, rimborso anticipato a soglia decrescente dal 17 marzo 2027, cedola condizionata con effetto memoria dal 23 aprile 2027, barriera di protezione del capitale al 50% osservata a scadenza il 17 settembre 2029.

Tutti i prodotti di Banco BPM sono quotati su CERT-X (segmento EuroTLX) e classificati al livello 6 su 7 della scala di rischio SRI.

ISINSottostanteCedola incondizionata (6 mesi)Cedola condizionata con memoriaSoglia cedolaBarriera a scadenzaScenario favorevole (autocall)Scenario stress (scadenza)
IT0005731119Intel1,60% mensile1% mensile60%50%+12,60% (9 mesi)-47,30% annuo
IT0005731077Dell1,60% mensile1% mensile60%50%+11,60% (7 mesi)-48,44% annuo
IT0005731226AMD1,25% mensile0,70% mensile60%50%+8,90% (7 mesi)-46,83% annuo

Il meccanismo di rimborso anticipato prevede un trigger che parte dal 100% del Valore Iniziale e scende dell’1% ogni mese fino al 71%, con osservazioni mensili dal 17 marzo 2027 al 17 agosto 2029: più passa il tempo, più diventa probabile l’uscita anticipata a capitale pieno.

In assenza di autocall, la barriera al 50% a scadenza determina l’esito finale, con perdita lineare sotto quel livello fino alla possibile perdita totale del capitale. Il costo totale indicato dal KID è di 300 euro su un investimento di 10.000 per tutti e tre i prodotti, con un’incidenza annua del 3,1% in caso di richiamo alla prima data utile e dell’1,1% se mantenuti fino a scadenza.

Prima di ogni decisione di investimento è necessario consultare il KID di ciascun prodotto e le Condizioni Definitive pubblicate da Banco BPM (si veda link sopra).

Trasparenza editoriale. Il presente contenuto è stato redatto dallo scrivente, e non dall’emittente, nell’ambito di una collaborazione commerciale con uno sponsor. Le informazioni riportate non costituiscono in alcun caso consulenza finanziaria. Prima di investire, si invita a consultare la documentazione ufficiale dell’emittente e a rivolgersi a un consulente abilitato.

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