ENI verso il dividendo straordinario di fine anno: in arrivo un regalo per gli investitori

Price cap al carburante, nuove offerte per le bollette: e ora anche un dividendo straordinario. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi si prepara a riservare ulteriori novità ai propri soci, così da allontanare ancora di più il rischio di possibili prelievi sugli extraprofitti.

Va comunque osservato che la società energetica non è la sola realtà di Piazza Affari a garantire distribuzioni rilevanti in questa fase.

ENI, in arrivo un maxi regalo di Natale per i soci

Entro il mese di ottobre, i vertici di ENI effettueranno una valutazione sulla distribuzione di un dividendo straordinario, la cui erogazione verrebbe effettuata entro la fine dell’anno.

Ancora non è stata ufficializzata la cifra, anche perché l’eventuale ammontare dell’assegnazione dipende da una combinazione di tre parametri di mercato fondamentali: le quotazioni del petrolio Brent, i prezzi del gas sul mercato TTF e la dinamica dei margini di raffinazione. Per ciascuna di queste variabili è definita una soglia specifica oltre la quale la liquidità in eccesso generata viene destinata all’extra-remunerazione del capitale.

Secondo alcune stime riportate da MF, le cifre comunque sembrano importanti, anche se tutto dipenderà da come si svilupperanno gli scenari. Per quanto riguarda i margini di raffinazione legati all’indicatore SERM, nel caso di uno scenario da 14 dollari del SERM e trigger a 9 dollari, il surplus stimato si attesta intorno ai 400 milioni di euro.

Per il comparto petrolifero guidato dal Brent, con soglia a 90 dollari al barile, la liquidità eccedente andrebbe dai 550 milioni (se Brent a 95 dollari) ai circa 1,1 miliardi di euro (se a 100 dollari). Per il segmento del gas naturale (TTF), con trigger a 54 euro per megawattora, il contributo aggiuntivo compreso nelle stime oscilla tra 330 milioni (se TTF a 65 euro) e 480 milioni di euro (se a 70 euro).

Rapportando il tutto al capitale azionario composto da circa 2,868 miliardi di azioni aventi diritto, ad esempio, i 400 milioni di euro del margine SERM si tradurrebbe in una cedola straordinaria di circa 0,14 euro per azione. Nel caso di una distribuzione pari a 1,1 miliardi di euro derivante dal petrolio, l’ammontare per singolo titolo salirebbe a circa 0,38 euro.

Insomma, cifre notevoli sembrano all’orizzonte, a conferma della solida generazione di cassa del gruppo. Se non altro ENI non rischia più di ritrovarsi a carico qualche imposta sugli extraprofitti dell’ordine di centinaia di milioni di euro, se non miliardi.

Non solo ENI: ecco chi stacca altri dividendi a Piazza Affari

Va detto che l’iniziativa di ENI non è un unicum nel mercato nazionale: già diversi titoli italiani propongono ottimi dividenti in questo terzo trimestre. In particolare, secondo Morningstar, a registrare le migliori performance in termini di dividendi figuravano, oltre a ENI, anche Banco di Desio e della Brianza BDB, Amplifon AMP e Credito Emiliano CE.

Nel caso del Cane a Sei Zampe, nel terzo trimestre ha registrato un rialzo del 17,80%, portando la performance degli ultimi 12 mesi al +68,71%. Con un prezzo di listino pari a 24,02 euro, evidenzia un forward dividend yield del 4,5%, a fronte di un dividendo annuo ordinario distribuito di 1,08 euro per azione.

Passando a Banco di Desio e della Brianza (BDB), l’istituto ha segnato un progresso del 34,79% nel terzo trimestre e un incremento del 139,41% su base annua. Quotato a 17,90 euro, mostra un forward dividend yield del 2,85% e corrisponde un dividendo annuo pari a 0,51 euro per azione.

Per quanto riguarda Amplifon (AMP), la società ha riportato un rialzo del 27,69% nel terzo trimestre, pur mantenendo un calo del 10,57% rispetto a dodici mesi fa. A fronte di un prezzo di 12,10 euro per azione, il titolo offre un forward dividend yield del 2,4% e assegna una cedola annua di 0,29 euro.

Infine, guardando a Credito Emiliano (CE), la banca ha registrato una crescita del 25,69% nel terzo trimestre e del 61,53% nell’arco dell’ultimo anno. Scambiato a un valore di 21,38 euro, presenta un forward dividend yield del 3,51%, staccando un dividendo annuo di 0,75 euro per azione.

ENI e dividendo straordinario: un regalo anche per i possessori di certificati

Per i detentori di titoli ENI il dividendo straordinario è decisamente una buona notizia. E sostanzialmente lo è anche per investitori e possessori di certificati, anche se ancora non abbiamo cifre ufficiali sull’entità del dividendo.

Proprio per questo, è bene comunque monitorare la distanza dalla barriera. Per i certificati con barriera discreta o continua, è meglio verificare chEni, in arrivo un maxi regalo di Natale per i soc il prezzo del sottostante rettificato mantenga un margine di sicurezza adeguato dopo lo stacco.

Non dovrebbero esserci problemi: trattandosi di un dividendo straordinario e non ordinario, verrebbe applicato un fattore di rettifica K, pertanto il valore di riferimento iniziale (strike) del sottostante, la barriera di protezione e gli eventuali livelli di autocall vengono ridotti proporzionalmente all’entità della cedola straordinaria. Però, mai dire mai.

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