NVIDIA alla prova dei conti per il nuovo trimestrale: focus su ricavi e roadmap

Manca poco al rilascio dei risultati trimestrali di NVIDIA, un evento totale per Wall Street e i mercati finanziari globali per via della portata dei dati in gioco, dal momento che parliamo di una delle prime società al mondo per capitalizzazione.

La comunità finanziaria guarda con un certo ottimismo alle cifre relative all’ultimo trimestre, pur mantenendo un atteggiamento di cautela in merito all’esecuzione della roadmap tecnologica e alla struttura dei finanziamenti stringenti con i partner di settore.

NVIDIA alla prova dei conti: l’attesa di Wall Street vale 91 miliardi

Le metriche operative del colosso guidato da Jensen Huang, primo al mondo per capitalizzazione di mercato (5.000 miliardi di dollari), sembrano decisamente promettenti per questo nuovo trimestrale: la società ha indicato una stima di fatturato vicina ai 91 miliardi di dollari, con margine lordo rettificato intorno al 75% a fronte di spese operative comprese tra 8,3 e 8,5 miliardi di dollari.

Sebbene l’azienda abbia superato le previsioni di vendita per 13 trimestri consecutivi, l’entità dello scostamento positivo si sta progressivamente riducendo: se nel secondo trimestre dell’esercizio 2024 la sorpresa sui ricavi arrivava al 22,8%, nell’ultimo trimestre rilevato il margine di extra-performance si è attestato al 4,6%.

Decisivi anche in questa tornata saranno i dati di segmenti come quello Data Center, tra i principali stimolatori della crescita complessiva del gigante statunitense, essendo spinto dalla domanda costante dei colossi cloud per l’elaborazione dei carichi di lavoro determinati dall’intelligenza artificiale.

NVIDIA sotto la lente dei mercati: la trimestrale che può muovere Wall Street

Guardando agli analisti di settore, le rilevazioni del consensus raccolte da LSEG posizionano i ricavi a 92,2 miliardi di dollari, la stessa cifra riportata dal database Visible Alpha di S&P Global Market Intelligence.

Sempre secondo le analisi di S&P Global Market Intelligence, il consensus attribuisce al solo comparto dei Data Center ricavi pari a 85,7 miliardi di dollari per il trimestre. Un incremento superiore al 50% rispetto ai 56,4 miliardi stimati dagli stessi analisti nel giugno del 2025.

Va tuttavia notato come il ritmo di revisione al rialzo delle stime stia iniziando a rallentare rispetto ai trimestri precedenti. Inoltre, le proiezioni sul trimestre mostrano una forte dispersione tra gli esperti, spaziando “da un minimo di 83,5 a un massimo di 91,5 miliardi di dollari“, riferisce sempre S&P Global.

Da parte sua, Morningstar prefigura un altro periodo caratterizzato da risultati superiori alle attese con conseguente adeguamento all’insù delle stime. Il fatturato generato dai Data Center potrebbe superare ampiamente i 300 miliardi di dollari nell’anno solare 2026 (corrispondente al fiscale 2027), “e forse andare oltre 500 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2028“.

I conti di NVIDIA tra la spinta del cloud e le incognite su chip e partner

Non tutto però è oro che luccica. Alcune perplessità arrivano ad esempio dall’evoluzione dell’offerta tecnologica. Voci di corridoio segnalano che il chip Rubin Ultra, la cui uscita è prevista per la fine del 2027, verrà mantenuto nei piani di lancio ma potrebbe non raggiungere integralmente tutti gli obiettivi prestazionali previsti in origine.

L’incertezza sul fronte dell’hardware trova riscontro anche nei numeri. Sempre S&P Global Market Intelligence ha notato un’ampia divergenza proprio sulle stime di vendita della famiglia di chip Blackwell: per il trimestre, le previsioni oscillano tra 6,3 e 76,3 miliardi di dollari, posizionando la media del consensus a 38,4 miliardi.

Un altro tema al centro del dibattito riguarda le modalità di finanziamento e il sostegno diretto garantito a diversi attori dell’ecosistema. Ha fatto discutere l’intesa siglata di recente con alcuni grandi asset manager per canalizzare 500 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. A tal riguardo, precisa Morningstar, “confidiamo che Nvidia illustri le ragioni per cui sta stringendo tali partnership e/o finanziando determinate aziende”.

Wall Street scommette ancora su NVIDIA: un’opportunità per i possessori di certificati?

Alla vigilia della pubblicazione dei dati, il giudizio complessivo degli analisti finanziari resta marcatamente favorevole. Come riportato da MF, su un totale di 62 analisti che coprono la società, ben 59 hanno raccomandato l’acquisto o l’accumulo delle azioni, mentre due hanno mantenuto una posizione neutrale e uno solo ha espresso una raccomandazione di vendita.

Il prezzo obiettivo medio fissato dal mercato si attesta a quasi 305 dollari per azione, rispetto alle quotazioni correnti in area 208 dollari, prefigurando un margine di apprezzamento teorico superiore al 46%. Morningstar giudica a sua volta la quotazione sottovalutata rispetto a una stima del valore fondamentale di lungo termine quantificata in 280 dollari per azione.

In breve, il mercato è favorevole al titolo NVIDIA, anche se con una certa prudenza, che investitori e possessori di certificati faranno bene a seguire. La forte incertezza sulle stime dei chip Blackwell e le possibili revisioni della roadmap introducono infatti una potenziale volatilità di breve termine sul valore dell’azione.

A prescindere, meglio evitare decisioni impulsive tipo vender prima della trimestrale per paura della volatilità: significherebbe monetizzare uno spread bid-ask svantaggioso. Se le barriere sono ampie e il rendimento da cedola resta interessante, la strategia migliore è mantenere la posizione, monitorando l’eventuale reazione del mercato nei giorni successivi alla conference call.

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