ENI ingrana la marcia nel terzo trimestre: utili e cassa spingono la cedola straordinaria

Risultati eccellenti per ENI, che ha chiuso il terzo trimestre con dati finanziari in forte accelerazione e parametri di redditività che toccano nuovi vertici.

A fronte di questi risultati e del contestuale miglioramento delle stime sulla gestione complessiva dell’esercizio, il consiglio di amministrazione guidato da Claudio Descalzi ha deliberato la distribuzione di un dividendo straordinario fissato per dicembre, accompagnato da un incremento del piano di riacquisto di azioni proprie (buyback).

I conti di ENI oltre le stime: raddoppia l’utile netto e vola la generazione di cassa

Ecco i principali dati del trimestre appena chiuso: l’EBIT proforma adjusted del gruppo si è attestato a 6 miliardi di euro, raddoppiando il valore registrato nello stesso trimestre dell’anno precedente e segnando un progresso del 12% a livello sequenziale. L’utile netto adjusted raggiunge 2,8 miliardi di euro, mostrando una crescita superiore al 100% su base annua.

A spingere i margini contribuiscono l’andamento trasversale di tutte le aree d’affari, l’avanzamento dei piani di ristrutturazione nel comparto chimico e una rigorosa disciplina nei costi di gestione. 

La generazione di cassa mostra un profilo altrettanto solido, con un flusso operativo adjusted prima della variazione del capitale circolante pari a 4,29 miliardi di euro. A fine settembre 2026, l’indebitamento finanziario netto si posiziona a 6,7 miliardi di euro, fissando il gearing proforma al 9%.

Trimestrale da record per ENI: Descalzi alza i target 2026

L’andamento operativo del 2026 conferma target superiori alle stime di budget. Per quanto riguarda le singole divisioni d’affari, il gruppo ha aggiornato al rialzo le proprie prospettive.

Ad esempio, sulla produzione Oil & Gas, ENI stima una crescita su base omogenea incrementata a un intervallo compreso tra il 6% e il 7%. Mentre per il comparto Global Gas & LNG Portfolio (GGP) presume un EBIT proforma adjusted a circa 1,5 miliardi di euro, con un aumento del 50% rispetto al piano iniziale.

A sua volta, per Enilive stima un EBITDA rivisto al rialzo a 1,4 miliardi di euro (+30% sulle stime iniziali) e per Plenitude un EDIBTA proforma adjusted confermato intorno a 1,2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la previsione sul flusso di cassa da operazioni (CFFO) adjusted per l’intero 2026, ENI la porta a 16,5 miliardi di euro, segnando un miglioramento gestionale di 1,2 miliardi rispetto alle indicazioni di partenza. Invece, i capex lordi restano confermati a 7 miliardi di euro, mentre i capex netti si attesteranno al di sotto dei 4,5 miliardi di euro, mantenendo il gearing proforma nella parte bassa della forchetta compresa tra il 10% e il 15%.

ENI: in arrivo un dividendo da 0,46 euro e riacquisto di azioni

Sulla base dei flussi finanziari eccedenti le stime, il CdA ha disposto l’erogazione di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, per un ammontare totale di 1,3 miliardi di euro, che verrà messo in pagamento il 9 dicembre.

Un’operazione che trova nella liquidità confermata nel bilancio di questo trimestre un suo forte sostegno, consentendo tra l’altro di coprire interamente gli investimenti organici del trimestre, pari a 1,3 miliardi di euro e di sostenere una remunerazione degli azionisti da 1,9 miliardi di euro (ripartita tra 0,8 miliardi per la prima tranche del dividendo 2026 e 1,1 miliardi riassorbiti dal buyback).

Parallelamente, il programma di buyback relativo all’esercizio 2026 viene portato a 3,8 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto ai 3,4 miliardi comunicati nel trimestre precedente. Il piano attuale risulta quasi triplicato rispetto alla stima iniziale di 1,5 miliardi formulata a inizio anno.

Rimane invece invariata la guidance sul dividendo ordinario 2026 di 1,10 euro per azione, in crescita del 5% rispetto al 2025.

ENI ingrana la marcia: qualche indicazione per i possessori di certificati

I risultati di ENI del terzo trimestre 2026 sono decisamente una buona notizia per investitori e possessori di certificati. E così anche l’estensione del piano di buyback a 3,8 miliardi, che va a sostenere la stabilità del titolo sul mercato, riducendo teoricamente la volatilità implicita a lungo termine.

Al limite l’unico neo della situazione è lo stacco del dividendo straordinario: quando succede, il prezzo del titolo scende in misura equivalente all’importo distribuito. In realtà, gli emittenti ricalcolano i parametri di tutela proprio per neutralizzare questo specifico effetto. Quindi, meglio non liquidare la posizione per timore che lo stacco del dividendo straordinario faccia cadere il titolo sotto la barriera.

Al limite, se il certificato contiene ENI insieme ad altre azioni in un paniere di tipo Worst-Of, meglio verificare come la rettifica riallinea ENI rispetto al resto del paniere; la performance relativa agli altri sottostanti non subirà distorsioni dovute al solo stacco straordinario.

Comments are closed