SpaceXAI vola nel terzo trimestre 2026 e spinge sul piano di fusione con Tesla

SpaceXAI manda in archivio un trimestre eccellente, mettendo a segno ricavi in crescita a doppia cifra e un utile netto decisamente stellare.

Tutti risultati che hanno subito spinto in alto le quotazioni del titolo nel mercato after hours, fornendo nuova linfa ad Elon Musk nel portare avanti l’idea di integrare e fondere la società aerospaziale e d’intelligenza artificiale con il suo colosso automobilistico Tesla.

Trimestrale stellare per SpaceXAI tra il boom dell’IA e i risultati di Starlink

Ecco il terzo trimestrale 2026 di SpaceXAI: i ricavi complessivi hanno raggiunto i 14,58 miliardi di dollari, superando del 14,6% le stime del consenso LSEG, fermo a 12,72 miliardi. Mentre l’utile netto si è attestato a 4,4 miliardi di dollari, lasciando a debita distanza gli 1,57 miliardi attesi dai mercati.

A trainare l’ottima performance è stato soprattutto il comparto dell’intelligenza artificiale, in forza anche della fusione di febbraio: il giro d’affari dell’ultimo trimestre è schizzato a 7,560 miliardi di dollari, portando il totale nei primi nove mesi dell’anno a 10,939 miliardi. La business unit ha inoltre registrato un utile operativo di 431 milioni di dollari.

Anche il comparto della connettività satellitare, di cui fa parte Starlink, continua a correre. La divisione ha generato 5,2 miliardi di dollari di ricavi, mettendo a segno un incremento vicino al 70% su base annua, accompagnato da un risultato operativo (operating income) pari a 2,367 miliardi di dollari. A sostenere i conti è la costante espansione della rete: la base clienti globale di Starlink ha raggiunto i 13,6 milioni di abbonati, segnando un balzo dell’88,9%.

Guardando più da vicino la dinamica trimestrale dell’azienda spaziale SpaceX, nel terzo trimestre 2026 i ricavi specifici di questa componente hanno toccato 1,77 miliardi di dollari, con una crescita del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e dell’84% sul trimestre precedente.

Notevole anche il miglioramento della redditività operativa rispetto al secondo trimestre: le perdite a livello di EBIT si sono ridotte da 542 a soli 7 milioni di dollari, pur mantenendosi al di sotto dei 259 milioni di utile registrati un anno fa. L’EBITDA rettificato è invece tornato in territorio positivo a quota 357 milioni di dollari.

Elon Musk accelera l’impero della tecnologia: mirino puntato su Tesla

C’è da dire che buona parte del successo del trimestrale deriva anche dalla mossa di inizio anno firmata Elon Musk, ossia l’acquisizione di xAI da parte di SpaceX in una fusione valutata 1.200 miliardi di dollari.

Quell’operazione ha unito due pezzi pregiati dell’impero di Musk con l’obiettivo di sviluppare data center orbitali, progettati per alimentare i sistemi di intelligenza artificiale direttamente tramite energia solare ed evitare così il sovraccarico delle reti elettriche terrestri.

Ora però i riflettori sono tutti puntati su Tesla. Durante la conferenza stampa con gli analisti, Elon Musk ha confermato che SpaceX e Tesla hanno istituito comitati indipendenti per studiare i dettagli dell’integrazione, esprimendo parere favorevole sull’operazione.

Gli analisti di Barclays stimano che l’annuncio definitivo potrebbe arrivare entro la fine dell’anno, con SpaceX nel ruolo di potenziale soggetto acquirente. Musk ha comunque ricordato che l’operazione resta subordinata all’approvazione di almeno il 50% degli azionisti Tesla e che non vi sono al momento garanzie sul buon esito.

SpaceXAI trascina la corsa all’IA, ma l’impennata dei costi preoccupa

Il dato trimestrale presenta però anche elementi di attenzione, tipo l’impennata dei costi di sviluppo. Nell’ultimo trimestre le spese in conto capitale hanno raggiunto i 19,6 miliardi di dollari, registrando un balzo del 184% rispetto ai 6,9 miliardi dello stesso periodo del 2025.

La fetta più corposa di queste risorse, pari a circa 16,4 miliardi di dollari, è assorbita direttamente dal comparto IA per l’implementazione delle infrastrutture di calcolo e dei data center.

Continua dunque il rally sugli investimenti IA, che tra l’altro non riguarda soltanto le Big Tech statunitensi. In Asia, il colosso cinese Tencent Holdings si sta preparando a raccogliere circa 5 miliardi di dollari mediante una nuova emissione obbligazionaria finalizzata a finanziare la realizzazione di infrastrutture tecnologiche per l’IA.

Anche nel Vecchio Continente la febbre per gli investimenti IA sta prendendo sempre più piede. Secondo la recente indagine Pulse of Change condotta da Accenture su quasi 2.000 dirigenti C-suite e dipendenti europei in 19 settori, l’81% dei leader aziendali dichiara di voler aumentare i budget dedicati all’IA nei prossimi 12 mesi, nonostante solo il 43% dei dirigenti preveda oggi un’accelerazione della crescita dei ricavi (un dato in forte calo rispetto al 72% censito a gennaio).

SpaceXAI in rally: cosa devono fare i possessori di certificati

A parte la buona notizia dei trimestrali, investitori e possessori di certificati dovrebbero invece guardare questo impiego di ingenti flussi di cassa verso i data center.

È probabile nel lungo periodo un incremento della volatilità sui titoli, e proprio questo aumento potrebbe far scendere il prezzo di mercato del prodotto (il mark-to-market), anche se l’azione si trova ancora al di sopra della barriera.

Inoltre, l’esplosione dei costi in conto capitale sull’IA a fronte di ritorni sui ricavi non immediati potrebbe creare pressioni correttive temporanee sull’intero paniere di titoli tecnologici legato all’intelligenza artificiale.

Per ora comunque investitori e possessori di certificati farebbero bene a valutare le scadenze brevi con opzione Autocall. Se il certificato ha una rilevazione immediata e i titoli hanno beneficiato del rally post-trimestrale, la probabilità di un rimborso anticipato (Autocall) cresce, il che consentirebbe di rientrare della liquidità con premio prima che eventuali tensioni sui costi dell’IA pesino nuovamente sui listini.

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