Trimestrale 2026 da favola per le banche USA, con le sette principali istituzioni del Paese che hanno archiviato il periodo chiuso al 30 settembre 2026 con utili e ricavi di altissimo livello, mostrando una notevole resilienza rispetto al contesto economico generale.
Tutti i principali risultati delle Banche USA nel terzo trimestrale 2026
Circa 45,54 miliardi di dollari: questo è l’utile netto aggregato generato nei tre mesi presi in esame da queste banche USA, le sette regine del comparto bancario statunitense: JPMorgan Chase, Bank of America, Wells Fargo, Goldman Sachs, Citigroup, Morgan Stanley e U.S. Bancorp.
Vediamo meglio i principali dati di ognuna delle banche USA.
JPMorgan Chase, regina incontrastata dei profitti tra le banche USA
JPMorgan Chase ha chiuso il terzo trimestre del 2026 registrando un utile netto di 15,3 miliardi di dollari, in crescita del 6%, con ricavi netti pari a 50,9 miliardi di dollari, in aumento dell’8%. Il margine di interesse netto si è attestato a 27,1 miliardi di dollari, segnando un rialzo del 13%.
Sulle cifre complessive ha inciso una perdita netta di 658 milioni di dollari registrata sui titoli in portafoglio, al netto della quale l’utile per azione rettificato ha raggiunto i 5,75 dollari.
Bank of America, solida spinta dal credito al consumo
Bank of America ha visto i ricavi dell’ultimo trimestre salire del 3% a quota 30,0 miliardi di dollari, accompagnati da un incremento dell’8% del reddito netto da interessi, arrivato a 16,4 miliardi di dollari, il miglior tasso di espansione in questa linea tra i grandi istituti di credito al consumo.
L’impatto di un onere regolamentare di liquidazione da 1,2 miliardi di dollari ha però spinto le spese non legate agli interessi fino a 19,7 miliardi di dollari, portando l’utile netto a 6,9 miliardi di dollari, pari a 0,91 dollari per azione.
Su base rettificata, il trimestre della banca si è chiuso con un utile di 8,1 miliardi di dollari e un EPS di 1,08 dollari.
Wells Fargo, risultati sopra le attese e stime confermate
Wells Fargo ha registrato un utile netto di 5,95 miliardi di dollari nel terzo trimestre, in crescita del 6,5% e sopra le attese, pari a 1,87 dollari per azione. Il fatturato globale è salito del 2% toccando i 21,9 miliardi di dollari.
Il margine di interesse netto è aumentato del 4,7% arrivando a 12,5 miliardi di dollari, dato rimasto lievemente sotto le stime del consenso degli analisti.
L’istituto ha confermato le proprie previsioni per l’intero anno sul margine d’interesse complessivo intorno ai 50 miliardi di dollari.
Goldman Sachs, balzo record dell’investment banking
Goldman Sachs ha chiuso il terzo trimestre 2026 superando le attese, grazie a ricavi netti pari a 18,68 miliardi di dollari, in crescita del 23% anno su anno. A spingere la performance sono stati i ricavi significativamente più elevati della divisione Global Banking & Markets (+32%).
L’utile netto ha raggiunto 5,29 miliardi di dollari, con un EPS salito a 17,01 dollari dai 12,25 dollari del terzo trimestre 2025 e dai 20,98 dollari del secondo trimestre 2026.
Il ROE annualizzato si è attestato al 18,7% e il valore contabile per azione (book value) è cresciuto dell’1,4%.
Citigroup, forte crescita e boost da buyback
Citigroup ha terminato il terzo trimestre con un utile netto di 5,2 miliardi di dollari (+40%), pari a 2,85 dollari per azione diluita, fronteggiando ricavi pari a 23,8 miliardi di dollari (+8%).
A titolo di confronto, nel terzo trimestre del 2025 l’utile netto era sui 3,8 miliardi di dollari, ossia 1,86 dollari per azione diluita, e i ricavi sui 22,1 miliardi di dollari segnati.
L’utile per azione è così salito da 1,86 a 2,85 dollari su base reported, riflettendo la crescita dei profitti e la riduzione delle azioni in circolazione legata ai riacquisti di azioni proprie.
Morgan Stanley, ricavi in accelerazione oltre le stime
Morgan Stanley ha mandato in archivio il trimestre con ricavi in crescita del 12% a 20,3 miliardi di dollari, rispetto ai 18,2 miliardi dello stesso trimestre dello scorso anno e a fronte di stime di consenso di circa 20 miliardi.
L’utile netto si è posizionato a 4,9 miliardi di dollari, in progresso dai 4,6 miliardi dell’anno prima. L’utile per azione si è posizionato a 3,03 dollari rispetto ai 2,8 dollari precedenti, superando la soglia di 2,94 dollari ipotizzata dal mercato.
U.S. Bancorp, utili battuti tra i grandi player regionali
U.S. Bancorp ha reso noti i risultati del terzo trimestre 2026 mostrando un utile per azione diluito salito a 1,34 dollari, superando la stima di Wall Street pari a 1,32 dollari per azione e segnando una sorpresa positiva dell’1,52%.
I ricavi totali hanno raggiunto i 7,97 miliardi di dollari (+8,7% su base annua), mancando la previsione del consenso di 7,99 miliardi per circa 20 milioni di dollari (lo 0,25%). L
‘utile netto complessivo attribuibile all’istituto è stato pari a 2,202 miliardi di dollari, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Trimestrale d’oro per le banche USA: cosa cambia per i possessori di certificati
Nel complessivo, dati trimestrali solidi e superiori alle stime: una conferma del buono stato di salute delle banche USA, nonché un’ottima notizia per investitori e possessori di certificati.
Proprio l’aumento della redditività e la tenuta dei requisiti patrimoniali riducono la probabilità di forte instabilità sui titoli del comparto, soprattutto davanti alle insidie economiche ben visibili all’orizzonte (private credit, investimenti per l’intelligenza artificiale, debito governativo alle stelle…).
Inoltre la solidità dei fondamentali delle banche USA supporta la stabilità dei prezzi sul mercato secondario, facilitando la continuazione dello stacco delle cedole periodiche con memoria e aumentando le possibilità di un eventuale stacco anticipato (autocall) nelle prossime date di valutazione.
Davanti a ciò, l’unico consiglio da dare qui è verificare la distanza attuale dei sottostanti rispetto alle barriere di protezione del capitale e alle barriere cedola. Se le quotazioni si trovano ampiamente sopra la barriera e il rimborso anticipato appare probabile, conviene valutare se attendere la liquidazione automatica del prodotto a 100 con la relativa cedola oppure se realizzare il guadagno vendendo direttamente sul mercato.

