Magnifiche 7: ricavi in crescita nel terzo trimestre 2026, ma bilanci sotto pressione per inseguire l’IA

Conti importanti sono quelli pubblicati in questo trimestrale 2026 dalle Big Tech americane, le comunemente note come Magnifiche 7. Ma invece di utili e redditività, i protagonisti di questa sessione sono i colossali investimenti in intelligenza artificiale, che nelle ultime sedute hanno generato forte volatilità a Wall Street.

Perché il mercato ha iniziato a pretendere una risposta chiara sulla monetizzazione di queste enormi spese in conto capitale (CapEx). Nonostante un’espansione dei ricavi a doppia cifra, uscite notevoli e contrazioni dei free cash flow hanno pesato sui titoli nelle ultime sedute.

Trimestrali 2026: record di fatturato per le Magnifiche 7

In breve il riassunto dei conti dei trimestrali 2026 per le Magnifiche 7 che hanno già pubblicato i dati.

Partendo da Alphabet, nel terzo trimestre  2026 i ricavi si attestano a 127,58 miliardi di dollari (+25% su base annua), mentre l’utile netto è di 26,17 miliardi di dollari. La spesa per investimenti nel singolo trimestre ha raggiunto i 51,40 miliardi di dollari, fortemente concentrato su data center e chip proprietari TPU.

Passando a Microsoft, i ricavi ammontano a 92,28 miliardi di dollari (+19% YoY) e l’utile netto registra 36,63 miliardi di dollari (36,4 miliardi su base non-GAAP). La spesa per investimenti è pari a 39,40 miliardi di dollari, indirizzato all’espansione della capacità computazionale di Azure per la suite Copilot e gli accordi enterprise.

Per quanto riguarda Apple, nel quarto trimestre fiscale 2026 (chiuso a settembre 2026), la società ha riportato ricavi pari a 114,48 miliardi di dollari (+12% YoY) e un utile netto di 30,71 miliardi di dollari. pese in conto capitale di Apple sono diminuite del 29% a 9 miliardi di dollari (8 miliardi di euro) sull’intero esercizio fiscale, mentre le spese per ricerca e sviluppo sono aumentate del 32% a 45,8 miliardi di dollari (40,8 miliardi di euro)

Nel caso di Amazon, i ricavi complessivi sono saliti a 201,90 miliardi di dollari (+12% YoY), con un utile netto pari a 21,20 miliardi di dollari. Il CapEx per l’infrastruttura del singolo trimestre si attesta a circa 77,30 miliardi di dollari, trainata dall’espansione dei cluster di calcolo AWS e contratti energetici a lungo termine.

Per Meta Platforms, invece i ricavi raggiungono i 64,60 miliardi di dollari (+26% YoY), mentre l’utile netto si attesta a 15,70 miliardi di dollari. La spesa per investimenti nel trimestre ha raggiunto i 13,3 miliardi di dollari (34,9 miliardi da inizio anno), principalmente destinata all’acquisto di GPU per i cluster dei modelli Llama.

Per quanto concerne Tesla, i ricavi registrano 28,05 miliardi di dollari (-0,2% YoY), a fronte di un utile netto GAAP di 1,77 miliardi di dollari. La spesa per investimenti in conto capitale del trimestre è pari a 4,73 miliardi, destinati all’infrastruttura del supercomputer di addestramento per la guida autonoma (FSD) e Robotaxi.

Rimane solo Nvidia: la pubblicazione dei dati di bilancio ufficiali è programmata per il 17 novembre 2026.

Wall Street frena sulle Magnifiche 7 nelle ultime sedute

Nonostante la tenuta dei bilanci al pari dell’anno passato, l’accoglienza di Wall Street alle trimestrali delle Magnifiche 7 è stata dominata da una forte selettività, penalizzando le società il cui sforzo economico non ha mostrato una conversione immediata in flussi di cassa liquidi.

Ad esempio, Alphabet ha subito una flessione del 12% su base azionaria, complice la registrazione di un flusso di cassa libero negativo per oltre 9 miliardi di dollari e dati sottotono nel comparto della pubblicità tradizionale.

Apple invece ha registrato una contrazione superiore al 4% nelle contrattazioni pre-market, condizionata dai timori sul tasso di incremento della divisione Servizi (la cui crescita è passata dal 12% registrato a giugno al 10%).

Per Meta Platforms le pesanti spese e la flessione dei flussi di cassa hanno indotto S&P a rivedere al ribasso l’outlook sul rating azionario, provocando una discesa complessiva del -17% nell’ultimo mese.

Amazon invece ha risentito di una flessione del 3% su scala settimanale, condizionata da un leggero deficit sui ricavi previsti e dalle stime cautelative sull’andamento dei consumi nel periodo natalizio.

Pur mostrando la maggiore tenuta operativa di gruppo, Microsoft ha ceduto circa il 5% del proprio valore di mercato nel corso dell’ultima settimana per contrazione generale del comparto tech.

Controtendenza rispetto agli hyperscaler, l’azienda si è rivelata una sorpresa positiva per i listini azionari, segnando un recupero del 9% nell’ultimo mese grazie alla riduzione dei costi dei componenti ed alla gestione delle spese operative.

Magnifiche 7 e l’incognita IA: ottimismo per i possessori di certificati

Nonostante le tensioni di breve termine legate alla redditività immediata dei costi di capitale, il giudizio fondamentale delle banche d’affari e degli analisti di Wall Street sulle Magnifiche 7 rimane prevalentemente orientato all’acquisto (Buy): tra le più quotate abbiamo Amazon (58 raccomandazioni), Meta Platforms (55), Alphabet (54) e Microsoft (52). Di contro, Apple gode di 24 raccomandazioni e 13 giudizi di neutralità (Hold), mentre Tesla 20 raccomandazioni d’acquisto e 22 posizioni di neutralità.

Solo elementi che investitori e possessori di certificati dovrebbero prendere in considerazione. A parte il periodo di avvicinamento alla barriera di protezione sul capitale (inevitabile dopo la reazione negativa del mercato alla voce CapEx), il fondamentale delle Big Tech resta coperto da raccomandazioni positive degli analisti.

Pertanto, se si possiedono certificati la cui barriera sul titolo peggiore è compromessa o a forte rischio, consigliamo al limite la sua sostituzione con nuove emissioni ad airbag o con barriere più profonde (es. 40% o 50%). Altrimenti, basta verificare sui propri certificati in portafoglio la distanza percentuale dalla barriera a scadenza, e valutare di conseguenza.

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