Opas Mps: il marchio vale 1,052 miliardi, ma Intesa lo paga?

Prendo spunto dall”intervento di Valerio Pasini in assemblea per fare un carotaggio su un tema che nel bailamme del risiko bancario rischia di scivolare in secondo piano: il valore del marchio Monte dei Paschi di Siena nell’Opas Mps.

Non è soltanto un simbolo, ed i miei anni all’Università di Scienze Economiche e Bancarie a Siena me l’hanno trasmesso con forza. MPS porta con sé oltre cinque secoli di storia, una riconoscibilità nazionale e un legame fortissimo con Siena. Chi si occupa di fare queste valutazioni (sicuramente non io con le mie limitatissime competenze) è stato capace di tradurre questa forza in una cifra.

Opas Mps: cosa dice il valore del marchio

Secondo Brand Finance, il trademark MPS vale 1,052 miliardi di euro. La stima è cresciuta del 49% in un anno, dai 704 milioni precedenti. La metodologia utilizzata stima il valore economico del marchio attraverso i ricavi che gli sono attribuibili e le royalty che un’impresa dovrebbe pagare per poterlo utilizzare. È una valutazione autonoma del marchio, non il prezzo a cui è stato venduto in una specifica operazione.

Opas Mps: cosa dice il valore del marchio

A questo punto, però, la domanda diventa concreta: quanto vale oggi l’OPAS di Intesa rispetto al valore di Borsa di MPS e soprattutto, questo valore incorpora ANCHE il valore del marchio?

Opas Mps: il confronto con la quotazione di Borsa

Per ciascuna azione MPS, Intesa offre 1,6 azioni proprie più 1,25 euro in contanti. Per fare il confronto, valorizziamo la componente in azioni Intesa al prezzo di Borsa e aggiungiamo la parte cash.

 

All’ultima chiusura completa disponibile, quella del 29 ottobre, MPS quotava 10,90 euro e Intesa 5,963 euro. Il conto è semplice:

1,6 × 5,963 euro + 1,25 euro = 10,7908 euro

Quindi, a quei prezzi, il corrispettivo teorico dell’Opas Mps vale circa 10,79 euro per azione MPS, mentre il titolo MPS in Borsa vale 10,90 euro. La quotazione di MPS è circa 11 centesimi, ovvero l’1%, sopra il valore dell’offerta.

brand finance mps: 1,6 × 5,963 euro + 1,25 euro = 10,7908 euro

Guardando l’intero capitale, il valore di Borsa di MPS è nell’ordine dei 33,1 miliardi di euro; il controvalore teorico dell’Opas Mps, valorizzato agli stessi prezzi, è circa 32,8 miliardi. Parliamo di una differenza di circa 330 milioni, sempre nell’ordine dell’1%.

Il dato è indicativo: la componente in azioni Intesa cambia valore ogni giorno e, con essa, cambia anche il valore effettivo dell’offerta. Ma la fotografia è chiara: ai prezzi del 29 ottobre, l’Opas Mps non offre un premio rispetto alla quotazione di MPS. Il corrispettivo teorico è addirittura leggermente inferiore.

Questo significa che Intesa non sta riconoscendo alcun valore al marchio? Da operatore della comunicazione finanziaria, vorrei tanto avere questa certezza per indignarmi con maggior forza. Il confronto dice che l’offerta, ai prezzi attuali, vale meno della capitalizzazione di Borsa di MPS. Non ci dice come il mercato e l’offerente in primis, scomponga quel valore fra marchio, clientela, rete, partecipazioni, prospettive e rischi dell’operazione.

Allo stesso modo, se il valore dell’Opas Mps fosse superiore alla quotazione di MPS, potremmo dire che l’offerta incorpora un premio rispetto al mercato e che parte di quel premio, probabilmente andrà a remunerare il marchio oltre alle sinergie attese, il controllo, le prospettive di crescita o altri elementi.

Il valore di 1,052 miliardi stimato da Brand Finance non si può quindi aggiungere al prezzo dell’Opas Mps, né leggere come una cifra che Intesa deve corrispondere separatamente agli azionisti (amici so che vi farebbe amaramente piacere). Serve però a ricordare che il marchio è un asset economico, non un dettaglio grafico da lasciare sulla facciata di Rocca Salimbeni.

Opas Mps: il marchio nel passaggio a Unipol

E qui sta il punto. Nel progetto di Intesa, il marchio MPS e una parte della rete e delle attività bancarie verrebbero trasferiti a una nuova entità riconducibile a Unipol, nell’ambito di un corrispettivo indicato da Intesa in circa 3–3,5 miliardi di euro. Quel corrispettivo riguarda un perimetro molto più ampio del solo brand; quindi, il raffronto con la stima di Brand Finance non è diretto.

Ma la domanda resta: quanto del valore costruito attorno a MPS viene riconosciuto nel disegno complessivo dell’operazione e quanto, invece, viene semplicemente trasferito insieme al marchio? Nel passaggio tra Unipol e Intesa viene passato di mano un brand il cui valore rappresenta circa 1/3 dell’operazione. Siamo sicuri che sia correttamente valorizzato il principale asset intangibile del Monte?

La fotografia di Borsa, oggi, ci dice che il corrispettivo teorico dell’OPAS è leggermente inferiore alla capitalizzazione di MPS. Non ci permette di stabilire quanto valga il brand dentro l’operazione. Ma rende ancora più necessaria una domanda: nella ripartizione degli asset, delle attività e del valore futuro, il marchio MPS viene davvero valorizzato? Allo scrivente, vittima di tutti i bias possibili, per l’amore verso un sistema bancario-sociale quale quello del Monte, non sembra. Mi auguro qualcuno possa convincermi del contrario.

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