Lagarde avverte i Paesi UE sui tassi alti mentre inizia il totonomi per la guida della BCE

Christine Lagarde, presidente dimissionaria della Banca Centrale Europea, ha voluto chiudere una delle sue ultime riunioni del Consiglio direttivo con un avviso chiaro rivolto ai Paesi ad alto debito.

I tassi a lungo termine sono infatti aumentati in modo significativo nell’ultimo anno, e c’è da aspettarsi che rimarranno su questi livelli per un certo periodo di tempo.

Nel frattempo, dopo il suo annuncio di dimissioni anticipate, è iniziato il totonomi per il prossimo capo della BCE.

Lagarde gela i Paesi ad alto debito: i rendimenti a lungo termine rimarranno elevati

Diversi fattori spiegherebbero questa tendenza al rialzo, come l’inflazione attesa, il percorso previsto per i tassi di interesse. E anche l’emissione di debito degli hyperscaler. “Riteniamo che anche l’emissione di debito da parte di alcuni hyperscaler, senza ancora un vero effetto di spiazzamento, ma aumentando il volume di obbligazioni a lungo termine emesse, giochi un ruolo. Ma ciò ha interessato l’intero mercato“, ha spiegato la Lagarde.

Tutti elementi di cui i Paesi con un debito elevato dovranno necessariamente tenere conto nella pianificazione della propria politica di bilancio. Anche perché, a detta della Lagarde, “i tassi di interesse probabilmente resteranno più alti per un certo periodo di tempo“.

In futuro c’è dunque da aspettarsi rendimenti stabilmente più alti per i Titoli di Stato. Già oggi la situazione appare in salita per i bond europei: il Bund tedesco viaggia intorno al 3,31%, mentre il Bono spagnolo si attesta sul 3,87%. Sul fronte dei Paesi a maggiore pressione debitoria, il BTP italiano segna un rendimento del 4,54%, mantenendo uno spread stabile ma sorvegliato speciale. Mentre l‘OAT parigino si spinge fino al 5,13%, zavorrato dai persistenti timori legati alla tenuta dei conti pubblici d’Oltralpe. Infine, il Gilt britannico guida i rialzi toccando il 5,35%.

Nonostante questo scenario, la Lagarde ha fatto notare che l’ascesa dei rendimenti ha svolto, per così dire, una funzione di bilanciamento rispetto all’aumento dei prezzi dell’energia. “Quindi, i prezzi dell’energia sono aumentati, l’inflazione è aumentata, e il costo del finanziamento a lungo termine ha ridimensionato la portata di tale aumento“.

Ciononostante, l’inflazione continua a correre pesantemente nell’Eurozona, muovendosi su livelli analoghi a quelli degli Stati Uniti. Il tasso annuo è salito al 3,8% (rispetto al 3,2% registrato ad agosto), toccando il livello più alto da settembre 2023 secondo i dati diffusi da EUROSTAT, mentre l’inflazione di fondo (core) si attesta al 2,5%.

Addio anticipato della Lagarde: i favoriti per la poltrona della BCE

Tutti questi dati saranno al centro del dibattito nelle prossime settimane. La priorità, spiega la Lagarde, sarà un’attenzione particolare rivolta all’inflazione di fondo in vista della decisione di dicembre, che segnerà di fatto la sua penultima seduta alla guida dell’istituto.

In occasione della seduta di ottobre, la presidente Lagarde ha infatti annunciato che si dimetterà il 7 febbraio 2027, con qualche mese di anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato ottennale, prevista per ottobre. Prima di lasciare l’incarico, la sua agenda prevede la partecipazione ad altre due conferenze stampa ufficiali, fissate rispettivamente per il 17 dicembre e il 4 febbraio 2027.

Si apre inevitabilmente il dibattito sul suo successore, e dunque il totonomi. Secondo le rilevazioni di Bloomberg, lo spagnolo Pablo Hernández de Cos e l’olandese Klaas Knot figurano tra i principali candidati alla poltrona di guida della BCE. Entrambi vantano un’esperienza diretta come governatori delle banche centrali dei rispettivi Paesi, con Hernández de Cos che figurava come il favorito nel sondaggio condotto da Bloomberg tra gli economisti nel mese di ottobre.

Le grandi manovre per i vertici potrebbero inoltre coinvolgere altre due cariche di primissimo piano all’interno dell’Eurotower. Come evidenziato da Morningstar, i dossier aperti riguardano il seggio di Isabel Schnabel nel comitato esecutivo, dopo l’annuncio delle sue dimissioni anticipate comunicato a settembre, e la carica di capo economista attualmente ricoperta da Philip Lane, il cui mandato scadrà nel maggio del 2027.

Tassi BCE e il post-Lagarde: cosa devono fare i possessori di certificati

Tralasciando il futuro della poltrona principale della BCE, il punto chiave qui è la situazione dei tassi, per ora confermati ma non necessariamente nel prossimo futuro.

Anzi, secondo l’ECB Watch, c’è una probabilità molto alta (intorno all’80-89%) di un nuovo incremento dei tassi di interesse di 25 punti base (al 2,75% per il tasso sui depositi) nella prossima riunione a dicembre, e moderata (attorno al 65%) in quella di febbraio 2027.

Per investitori e possessori di certificati, il problema è prettamente obbligazionario: i prodotti legati all’andamento dei tassi o con componenti obbligazionarie subiscono la concorrenza diretta dei titoli di Stato (con i BTP al 4,5% e i bond esteri sopra il 5%), i quali offrendo rendimenti risk-free appetibili riducono l’appeal relativo dei certificati difensivi a basso rendimento.

Pertanto, se si detengono vecchi certificati con cedole basse emessi nella fase di tassi a zero, conviene valutare se reinvestire la liquidità in nuove emissioni che sfruttano l’attuale contesto di tassi alti, beneficiando così di buffer protettivi più robusti.

Per sicurezza, data la situazione non molto felice in cui verte la Francia, è meglio evitare al momento un’eccessiva esposizione su certificati legati a panieri azionari, almeno a quelli fortemente correlati ai settori più vulnerabili alle turbolenze macro e politiche europee.

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