Prosegue il risiko nel settore bancario italiano, con Unicredit al centro dell’attenzione. Negli ultimi mesi la banca di Piazza Gae Aulenti è stata protagonista di diversi dossier strategici, dalla scalata alla greca Alpha Bank all’ingresso nel capitale di Generali, di cui detiene il 2%.
Restano però aperti alcuni fronti, in particolare con i leoni di Trieste e con la tedesca Commerzbank.
Unicredit chiude il 2025 con numeri record (e diversi dossier aperti)
Piazza Gae Aulenti entra nel 2026 lasciando alle spalle un anno di notevoli risultati sul fronte finanziario, con un utile netto annuo cresciuto a 10,58 miliardi di euro (in aumento del 13,6% rispetto ai 9,31 miliardi del 2024), e un risultato netto contabile positivo per 10,92 miliardi.
E così sul fronte strategico. La banca guidata da Andrea Orcel ha aperto numerosi dossier negli ultimi 18 mesi: dalla scalata alla tedesca Commerzbank all’operazione su Banco BPM, poi saltata a causa del golden power del governo italiano (successivamente annullato da TAR e UE), fino alla crescita nella greca Alpha Bank (oggi partecipata al 29,5%) e all’ingresso nel capitale dei Leoni di Trieste.
Alcune partite restano in una fase di attesa, come appunto Generali e Commerzbank, quest’ultima reduce da un 2025 di grande performance: utile netto di 2,63 miliardi di euro e ricavi in crescita del 9,6% a 12,2 miliardi. Sono proprio questi fronti che potrebbero vedere la banca di Orcel protagonista nei prossimi mesi.
Generali e UniCredit: possibile alleanza nell’asset management
Per quanto riguarda Generali, si era ipotizzato un possibile incontro tra le due realtà finanziarie, in particolare tra i vertici, Andrea Orcel e Philippe Donnet, con l’obiettivo di esplorare una potenziale alleanza nel settore del risparmio gestito.
Nonostante le smentite iniziali su un incontro imminente, il mercato intravede un solido razionale industriale per un accordo tra le due realtà. I gruppi condividono già una partnership in Europa dell’Est, dove Generali distribuisce polizze danni attraverso gli sportelli di Unicredit dal 2018, in un contratto in vigore fino al 2033. Inoltre Piazza Gae Aulenti è il terzo azionista del Leone, considerando partecipazioni dirette (circa il 2%) e strumenti derivati, con una quota complessiva del 6,68%, alle spalle di Mps al 13,19% e Del Vecchio al 10,05%, ma davanti a Caltagirone al 6,28%.
Sull’eventuale intesa nell’asset management, Equita ha parlato di “un solido razionale industriale“: Generali rafforzerebbe le masse gestite per conto terzi, pari a 264 miliardi a settembre 2025, mentre Unicredit, intenzionata a concludere l’alleanza con Amundi entro il prossimo anno, troverebbe un nuovo partner strategico nel gestito.
Unicredit e Commerzbank: stallo politico e opportunità future
Sul fronte tedesco continua invece la trattativa su Commerzbank, che però resta principalmente politica. L’anno scorso, il governo di Berlino ha detto no a ogni possibile operazione sulla banca commerciale, e lo stesso ministro delle Finanze, Lars Klingbe, ha commentato rispondendo a una domanda su una potenziale scalata amichevole da parte di Orcel: “Quello che abbiamo visto da parte di Unicredit nei confronti di Francoforte è stato poco amichevole. Il problema è l’approccio e le modalità, motivo per cui il precedente governo federale ha respinto l’operazione“.
Tuttavia, qualche segnale di apertura sembra comparire: se l’approccio dovesse cambiare, un dialogo con Berlino potrebbe partire. In tal caso, l’amministratore delegato potrebbe valutare il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sfruttando i multipli elevati a cui oggi tratta il titolo Unicredit e il suo significativo potere di acquisto.
In caso di successo, nascerebbe un gruppo con una capitalizzazione stimata attorno a 150 miliardi di euro, premi e sinergie inclusi, destinato a diventare il secondo operatore bancario europeo per dimensioni dopo Santander, entrando di fatto nel club dei grandi gruppi mondiali del credito.
Unicredit 2026: opportunità e rischi per i possessori di certificati
Qualora si evolvesse anche solo uno dei dossier strategici di UniCredit (alleanza con Generali, possibili operazioni su Commerzbank), la situazione cambierebbe del tutto per investitori e possessori di certificati legati a queste realtà.
Già oggi l’aumento dell’utile netto e i risultati solidi di Piazza Gae Aulenti nel 2025 offrono un supporto fondamentale ai titoli sottostanti, mentre le operazioni strategiche (dalle partecipazioni in Alpha Bank e Generali fino alle possibili mosse in Germania) aumentano la opportunità ma anche la volatilità di mercato.
Da una parte, le partnership industriali e gli accordi di asset management potrebbero generare effetti positivi sui corsi azionari, migliorando il rendimento dei prodotti. Di contro, l’incertezza politica, soprattutto sulla scalata a Commerzbank, amplificherebbe il rischio e la sensibilità ai movimenti di prezzo.
In sintesi, gli investitori devono tenere sotto controllo sia gli sviluppi finanziari sia quelli strategici, valutando attentamente se riallineare la propria esposizione in base alle aperture o chiusure dei dossier chiave.

