Continuano le immatricolazioni auto in Europa, nonostante un contesto ancora segnato da tensioni geopolitiche che alimentano incertezza e rischi al ribasso per il settore.
A confermarlo sono gli ultimi dati diffusi da ACEA, che evidenziano una crescita del 4,2% nel periodo gennaio-aprile, e un incremento del 5,1% registrato nel solo mese di aprile rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il mercato europeo accelera con nuove immatricolazioni auto ad aprile 2026: i dati ACEA
Ad aprile 2026 il mercato automobilistico europeo continua a mostrare segnali di tenuta. Secondo i dati diffusi da ACEA, le immatricolazioni auto nell’Unione europea hanno raggiunto quota 972.314 unità, in crescita del 5,1% rispetto ad aprile 2025. Nel periodo gennaio-aprile il totale sale invece a 3.794.280 unità, con un incremento del 4,2% su base annua.
Allargando lo sguardo all’area UE+EFTA+Regno Unito, il trend resta positivo: ad aprile le immatricolazioni auto si attestano a 1.152.315 unità, in aumento del 7%, mentre il cumulato del primo quadrimestre raggiunge 4.672.775 unità, pari a una crescita del 4,8%.
Sul fronte dei singoli mercati, l’Italia registra una performance particolarmente solida, con un incremento dell’11,6% ad aprile e 155.145 immatricolazioni auto complessive. Nel periodo gennaio-aprile la crescita si attesta al 9,8%. In forte accelerazione anche le motorizzazioni elettrificate, con le BEV in aumento del 98,8% e le PHEV del 73,2%, pur restando su quote inferiori rispetto ai principali mercati europei.
A sua volta, la Spagna segna un aumento dell’8,4% ad aprile, la Francia registra una lieve flessione dello 0,3% ma con un forte balzo delle BEV (+41,8%), la Germania cresce del 2,7% con una quota elettrica al 25,8%, mentre il Regno Unito mette a segno un +24% trainato soprattutto dalle flotte aziendali e dalla diffusione delle alimentazioni elettrificate.
Boom delle elettrificate: BEV e ibride trainano le immatricolazioni auto di aprile
Il mercato europeo continua a essere sostenuto dalla crescente domanda di veicoli elettrificati, una dinamica che, secondo ACEA, resta “supportata da nuovi e rivisti sistemi di incentivi e agevolazioni fiscali nei principali paesi europei“.
Nel periodo analizzato, le ibride si confermano la motorizzazione più diffusa tra gli acquirenti, con una quota complessiva del 38,2% del mercato. Le auto elettriche a batteria raggiungono invece il 19,7% delle immatricolazioni auto, in crescita rispetto al 15,3% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli ibridi plug-in si attestano al 9,6% della quota di mercato.
In termini assoluti, nei primi quattro mesi del 2026 sono state immatricolate 746.899 auto elettriche a batteria nell’Unione europea. Tre dei quattro principali mercati — che insieme rappresentano circa il 64% delle vendite BEV — mostrano una crescita significativa: Italia (+73,1%), Francia (+48,2%) e Germania (+41,3%). Più contenuto l’andamento del Belgio (+1,1%), che registra una crescita marginale rispetto agli altri Paesi.
Anche le ibride elettriche evidenziano un’espansione significativa, con 1.447.864 unità immatricolate nel periodo. La crescita è sostenuta soprattutto da Italia (+25,5%) e Spagna (+19,7%), con contributi positivi anche da Germania (+6,6%) e Francia (+2,3%). Nel complesso, questa tecnologia consolida il proprio ruolo dominante nel mercato europeo.
Sul versante opposto, la quota delle motorizzazioni tradizionali continua a ridursi. Le auto a benzina scendono al 22,5% del mercato, rispetto al 28,5% dello stesso periodo del 2025, su un totale di 854.843 immatricolazioni. Anche il diesel prosegue la sua fase di contrazione, con un calo del 16,1% e una quota che si ferma al 7,7% delle nuove registrazioni.
Volkswagen leader in Europa, Stellantis cresce ma Renault arretra
Per quanto riguarda i principali costruttori, il mercato europeo mostra andamenti piuttosto differenziati, con alcuni gruppi in crescita e altri in lieve arretramento.
Nel dettaglio, Stellantis registra un aumento delle vendite del 5,5% nell’Unione europea, con una quota di mercato che sale leggermente al 16,3%. All’interno del gruppo, Peugeot segna una crescita più contenuta del 2,8% e una quota del 5,3%, mentre Fiat si distingue con un incremento più marcato del 21,3%, raggiungendo il 3% del mercato.
Per il gruppo Volkswagen, che include anche Audi e Porsche, l‘aumento delle vendite è del 3,2%, portando la propria quota di mercato al 27,4%, confermandosi il principale player in Europa per volumi complessivi.
Tra gli altri marchi di riferimento, Renault registra invece un calo del 4,3%, con una quota che scende al 10,1%. Nel segmento premium, Mercedes-Benz segna un aumento delle vendite del 3,5%, ma vede la propria quota ridursi al 4,9%, mentre BMW (inclusa Mini) rimane sostanzialmente stabile con un lieve calo dello 0,4% e una quota al 6,8%.
Sul fronte dei produttori extra-europei, Tesla torna a crescere con un incremento del 67,2% e 9.169 immatricolazioni auto, portando la propria quota di mercato allo 0,9%. In forte accelerazione anche BYD, che registra un aumento delle immatricolazioni auto di circa il 117% fino a 20.863 unità, con una quota che sale al 2,1%, confermando la crescente presenza dei costruttori cinesi nel mercato europeo.
Immatricolazioni auto aprile 2026, rischi e vantaggi per i possessori di certificati
Il quadro tracciato da ACEA è decisamente positivo per investitori e possessori di certificati, basti solo notare la crescita complessiva delle immatricolazioni auto e l’accelerazione delle motorizzazioni elettrificate.
C’è da dire però che allo stesso tempo emergono divergenze sempre più nette tra gruppi e mercati, che possono tradursi in una maggiore dispersione di performance tra i sottostanti dei certificati. In questo contesto, la progressiva contrazione di benzina e diesel rafforza il tema strutturale della transizione, mentre la forte espansione di BEV e ibride aumenta la volatilità competitiva.
Per i detentori di certificati, questo implica la necessità di monitorare con attenzione non solo il trend macro del settore, ma soprattutto la composizione del basket sottostante, guardando ad esempio a gruppi solidi e diversificati come Volkswagen o Stellantis.


