Settimana intensa per la sterlina, che si sta ristabilizzando dopo giorni di deprezzamento record contro euro e dollaro. Nel frattempo, cresce l’attesa per la prossima riunione della Banca d’Inghilterra (BoE), chiamata a decidere se ridurre i tassi di interesse, seguendo l’esempio di FED e BCE, o mantenere la politica attuale.
Sterlina, settimana all’insegna del deprezzamento
Nel corso dell’ultima settimana, la sterlina ha subito in due giorni un forte deprezzamento sia nei confronti del dollaro sia dell’euro. Nel rapporto GBP/EUR, lunedì il cambio si attestava a 87,30 pence per euro, per poi scivolare a 88,1 pence mercoledì, appena sotto il livello di 88,16 pence, il più debole dal maggio 2023. Sul fronte del dollaro, il cambio è passato da 1,332 dollari per sterlina a 1,3182 dollari, poco sopra il minimo intraday di 1,3142 dollari, toccato sempre mercoledì — il livello più basso da oltre cinque mesi. Oggi invece abbiamo il rapporto GBP/EUR a 88,05, mentre quello con il dollaro è a 1,312, leggermente in ripresa.
Diversi i motivi dietro il recente deprezzamento. Da una parte, i tentativi di trader e analisti nel “digerire” i dati economici diffusi la scorsa settimana. In particolare quelli sull’inflazione: l’ultimo report dell’Ufficio per le statistiche nazionali (ONS) ha confermato l’inflazione di settembre al 3,8%, un dato leggermente inferiore alle previsioni della Banca d’Inghilterra (BoE), che a inizio anno stimava un picco del 4%. A questo si aggiunge una crescita economica modesta, pari a +0,1% nel mese di agosto, segnale di una ripresa ancora fragile.
Ulteriore elemento di pressione arriva anche dalla discesa dei rendimenti dei titoli di Stato, che se da una parte permette al governo di contenere i costi sul debito pubblico, dall’altra determina tassi d’interesse più bassi, riducendo così l’attrattiva della sterlina rispetto alle valute di Paesi che mantengono politiche monetarie più restrittive.
C’è da dire, tuttavia, che la svendita della sterlina sembra sia giunta al termine. Secondo gli analisti di ING, la fase di deprezzamento sarebbe ormai vicina alla conclusione, in vista della prossima riunione della Banca d’Inghilterra (BoE), chiamata a decidere sul futuro dei tassi di interesse.
Sterlina e l’ombra dei tagli BoE: le analisi più recenti
Già dopo la pubblicazione dei recenti dati economici, il fronte degli analisti appariva diviso. Una parte riteneva possibile un taglio del tasso di riferimento, oggi al 4%, alla luce del rallentamento dell’inflazione e della crescita. Altri, invece, propendevano per una linea più cauta: tra questi George Brown, economista senior di Schroders, secondo cui la BoE potrebbe mantenere i tassi invariati fino alla fine del 2026.
Negli ultimi giorni, tuttavia, la prospettiva dei mercati è mutata, complice l’attesa per le prossime mosse del Cancelliere britannico Rachel Reeves, che a novembre presenterà il nuovo bilancio. Secondo diversi analisti, Reeves sembrerebbe orientata a mantenere una linea di rigore fiscale, puntando a ricostruire i margini di manovra delle finanze pubbliche anche attraverso un possibile inasprimento delle politiche fiscali. Una mossa che potrebbe costare molto all’economia: un’analisi di Barclays Plc stima che potrebbe dover imporre 40 miliardi di sterline di tagli alla spesa e aumenti delle tasse.
Così facendo sarebbe necessario provvedere con misure a favore della crescita economica. Secondo Chris Turner, responsabile globale dei mercati di ING, la scelta di mantenere questa linea potrebbe costringerla “ad aumentare le tasse o a tagliare la spesa un po’ più di quanto lei’ aveva pianificato. Ma così facendo, la BoE potrebbe dover tagliare i tassi un po’ prima di quanto era stato prezzato dai mercati“.
Altri, però, ipotizzano che l’autorità di controllo fiscale del Regno Unito possa rivedere significativamente al ribasso le stime di crescita della produttività, rendendo più difficile per Reeves rispettare le regole di bilancio fissate per il 26 novembre. A tal riguardo, gli analisti di Bank of America (BofA) ritengono probabile un mantenimento dei tassi invariati nella prossima riunione della BoE. “Tuttavia”, dicono gli analisti, “con l’intensificarsi delle notizie sul bilancio e l’aumento del premio di rischio sulla sterlina, riteniamo che questo rappresenterà un ostacolo a una ripresa della valuta“.
In pratica, le prossime mosse della Banca d’Inghilterra saranno fortemente influenzate anche dalla decisione del Cancelliere britannico di adottare una manovra di austerity o di sostegno all’economia. Fino a quel momento, a pesare saranno soprattutto inflazione e crescita economica, indicatori che hanno spinto gli operatori a valutare circa una probabilità del 33% di un taglio dei tassi di 25 punti base già nella prossima riunione della BoE.
