UniCredit punta a Commerzbank: le mosse della banca italiana sotto la lente di Fitch

Anche Fitch Ratings segue con attenzione la possibile scalata di UniCredit su Commerzbank. L’agenzia di rating statunitense sottolinea che un’operazione transfrontaliera di questo tipo potrebbe generare impatti positivi sul rating del gruppo nel lungo periodo.

Ma solo nel caso in cui UniCredit riuscisse a ottenere il controllo effettivo di Commerzbank. Un obiettivo tutt’altro che semplice al momento.

UniCredit e l’OPA su Commerzbank: rischi e benefici secondo Fitch

Cresce l’interesse degli osservatori internazionali sull’ultima mossa di UniCredit, che questo mese ha presentato un’offerta su Commerzbank con l’obiettivo di superare la soglia necessaria per il lancio di un’OPA secondo la legge tedesca. Attualmente, il gruppo italiano detiene circa il 26% della banca tedesca direttamente e quasi il 4% tramite swap a rendimento totale. L’offerta punta a portare la partecipazione oltre il 30%, soglia minima richiesta per l’operazione pubblica.

Raggiungere questa soglia darebbe a UniCredit maggiore flessibilità per acquistare azioni Commerzbank sul mercato aperto, con l’ambizione di arrivare al controllo effettivo della banca. Se ci riuscisse, l’acquisizione completa “potrebbe apportare benefici al profilo creditizio del gruppo combinato nel lungo termine e supportare la strategia paneuropea di UniCredit“, afferma Fitch Ratings in un recente report. “Tuttavia, ciò comporterebbe un rischio di esecuzione, data la sua natura non richiesta e le attuali incerte prospettive geopolitiche e di mercato“.

In effetti, la scalata non è stata ben accolta dalla politica tedesca. È da settembre 2024 che Piazza Gae Aulenti ha avviato la sua scalata su Commerzbank, e solo negli ultimi mesi Berlino ha mostrato cautela verso un aumento del controllo straniero su una delle principali banche del Paese.

Cosa cambia se UniCredit ottiene il controllo di Commerzbank

Supponiamo che l’offerta si traduca in un’acquisizione completa di Commerzbank. Per Fitch, il controllo della banca tedesca potrebbe avere implicazioni positive sul rating a lungo termine, ma solo se “i rischi di esecuzione e il processo di ristrutturazione sono ben gestiti, nonostante il contesto volatile a breve termine, e se i parametri di capitale dell’entità combinata rimangono solidi“.

A tal riguardo, UniCredit stima che il raggiungimento del 100% della proprietà potrebbe ridurre il rapporto CET1 di circa 200 punti base, un livello che Fitch ritiene compatibile con il rating della banca. E sebbene l’impatto finale dipenderà da vari fattori (la potenziale introduzione di una componente in contanti, l’importo finale degli interessi non di controllo post-acquisizione, i forti movimenti del mercato), Fitch evidenzia che la disciplina finanziaria e un’esecuzione credibile da parte di UniCredit “limitano il rischio di un esaurimento eccessivo del capitale o di un indebolimento degli utili durevoli“.

L’agenzia valuta la solidità della banca considerando il rapporto CET1 obiettivo di UniCredit, fissato tra il 12,5% e il 13% (al termine del 2025: 14,7%), “e si aspetta che il rapporto per la potenziale entità combinata rimanga coerente con tale obiettivo“. A sua volta, nel breve termine, eventuali impatti sul capitale potrebbero essere mitigati da guadagni di rivalutazione significativi sulla partecipazione contabilizzata nel patrimonio netto e dalla cancellazione delle detrazioni CET1 grazie al consolidamento completo.

Sul fronte della redditività, Fitch sottolinea che il gruppo combinato potrebbe mostrare performance inferiori rispetto alle loro previsioni su UniCredit nel breve termine, a causa dei costi di integrazione e ristrutturazione e della minore redditività operativa di Commerzbank. Tuttavia, l’agenzia osserva che “le prestazioni operative dovrebbero migliorare gradualmente man mano che si materializzano risparmi sui costi e sinergie e rimanere al di sopra della media delle grandi banche europee”.

I limiti dell’offerta di Unicredit su Commerzbank

Guardando alla realtà, Fitch Ratings ammette che al momento un’acquisizione completa del 100% di Commerzbank appare improbabile. “Considerati i termini dell’offerta, la partecipazione di UniCredit potrebbe superare solo di poco il 30% dopo il periodo di cambio”. In questo scenario, l’offerta di scambio volontaria su tutte le azioni Commerzbank non comporta alcun impatto immediato sull’ultimo rating di UniCredit (A-/Stable).

C’è da dire però che, sebbene renda difficile il controllo effettivo, superare la soglia del 30% potrebbe comunque garantire a UniCredit maggiore flessibilità per acquistare azioni Commerzbank sul mercato aperto.

Fitch spiega infatti che il gruppo “continuerebbe a consolidare la propria partecipazione utilizzando il metodo azionario, con conseguenti impatti sul capitale trascurabili data l’emissione di nuove azioni a supporto dell’offerta. Anche gli aumenti incrementali della proprietà avrebbero solo effetti moderati sugli utili senza un controllo efficace“.

Unicredit e Commerzbank: il possibile impatto dell’offerta sui possessori di certificati

Toccherà attendere maggio per avere maggiori dettagli. L’offerta dovrebbe essere valida da inizio maggio a inizio giugno, a seguito dell’assemblea straordinaria degli azionisti di UniCredit, chiamata ad approvare l’aumento di capitale necessario per procedere allo scambio di azioni. UniCredit prevede di completare la liquidazione nel primo semestre del 2027, previa autorizzazione delle autorità competenti.

Fino ad allora, investitori e possessori di certificati dovrebbero mantenere alta l’attenzione, dato che la situazione è abbastanza delicata. Il superamento della soglia del 30% da parte di UniCredit potrebbe influenzare non solo la redditività e il CET1, ma anche il prezzo dei certificati, soprattutto quelli collegati direttamente alle azioni Commerzbank, aumentando la loro volatilità nel breve termine.

Tuttavia, l’assenza di un controllo effettivo limita l’impatto diretto sui flussi di utili o sui dividendi. Tra l’altro, come sottolineato da Fitch, gli effetti sul capitale della banca italiana sono valutati come trascurabili.

In pratica, gli investitori potrebbero assistere a oscillazioni di mercato legate alle mosse strategiche di UniCredit, ma senza rischi immediati sul rating della banca o sulla stabilità dei certificati detenuti. Resta quindi cruciale monitorare ogni aggiornamento sull’evoluzione dell’offerta e sulle decisioni regolatorie in Germania, per valutare eventuali opportunità o rischi nei prossimi mesi.

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