Fed, taglio dei tassi a dicembre? Shutdown e mancanza di dati ufficiali complicano tutto

Negli USA si cerca di chiudere quello che è oggi il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti. Un blocco governativo che sta scuotendo profondamente il Paese, con effetti particolarmente pesanti sul mercato del lavoro, che potrebbero influenzare ancora di più le prossime decisioni della FED sul taglio dei tassi di interesse.

FED e taglio ai tassi, si attendono i dati ufficiali per la nuova mossa

Dopo il taglio di ottobre, che ha portato i tassi al 3,75%-4%, tutti puntano ora a quello di dicembre, dato al momento al 65% come certo. Una prospettiva che però deve incontrare un ostacolo importante: la mancata pubblicazione dei dati ufficiali a causa dello shutdown.

Ad oggi sono ormai 42 giorni dallo scattare della mezzanotte del 1° ottobre, quando la macchina pubblica statunitense è entrata in blocco quasi totale, con servizi non essenziali sospesi, migliaia di voli cancellati dalle principali compagnie aeree, licenziamenti a oltranza nell’organico federale e interruzione delle pubblicazioni ufficiali.

Da più di un mese, dati importanti come quelli sul mercato del lavoro non sono ancora stati resi noti, il che ha costretto gli investitori a fare affidamento sulle rilevazioni private, come il recente rapporto di Challenger, Gray & Christmas, società statunitense specializzata in analisi del mercato del lavoro. Pubblicato il 6 novembre, l’ultimo report afferma che “i datori di lavoro con sede negli Stati Uniti hanno annunciato 153.074 tagli di posti di lavoro in ottobre, in aumento del 175% rispetto ai 55.597 tagli annunciati nell’ottobre 2024 [e] del 183% rispetto ai 54.064 tagli di posti di lavoro annunciati un mese prima“.

A questo report si aggiunge anche quello dell’Università del Michigan, che stima per il mese di novembre un sentiment dei consumatori in calo a 50,3 punti rispetto ai 53,6 punti del mese di ottobre e ai 53,0 attesi dagli analisti.

In pratica, una situazione parecchio delicata per l’economia, che potrebbe influenzare le decisioni della FED sul prossimo taglio dei tassi, spingendola verso un nuovo intervento.

FED, in arrivo taglio dei tassi a dicembre per sostenere l’economia?

Un po’ come in Inghilterra con la BoE, anche gli analisti concordano sul fatto che, se l’economia dovesse peggiorare ulteriormente (a causa dello shutdown ma non solo), la Banca Centrale potrebbe intervenire a dicembre con un taglio dei tassi. La debolezza del mercato del lavoro rilevata dai dati privati rappresenta già da sola un segnale di un più generale peggioramento dell’economia americana. Le chiusure sono temporanee, ma potrebbero aver avuto un impatto negativo sulla crescita dell’economia Usa nel quarto trimestre, spingendo la Fed a intervenire con un taglio dei tassi a dicembre“, spiegano gli esperti.

E già qualcuno è dell’idea di un nuovo taglio. La stessa Mary Daly, presidente della Federal Reserve di San Francisco, ritiene un errore mantenere i tassi troppo a lungo, anche di fronte a un mercato del lavoro in indebolimento e a un’inflazione legata ai dazi per ora contenuta.

Se si analizzano i dati, non si osserva un aumento dell’inflazione legata ai dazi nei servizi o nel settore immobiliare e, cosa importante, non si nota un impatto sulle aspettative di inflazione”, ha dichiarato Daly a Bloomberg TV. “Vediamo anche che il mercato del lavoro si sta indebolendo e la crescita salariale si sta moderando. Non vogliamo commettere l’errore di mantenere i tassi troppo a lungo e rischiare di danneggiare l’economia”.

Il problema, però, resta la decisione finale. Come sottolineato dal numero uno della FED, Jerome Powell alla conferenza di ottobre: una ulteriore decisione non è cosa fatta. Abbiamo 19 partecipanti e in una fase in cui abbiamo tensione tra i due obiettivi (di inflazione e massima occupazione) abbiamo delle nette differenze di vedute. Non abbiamo preso una decisione e per dicembre guarderemo ai dati e al bilanciamento dei rischi“.

Tagli FED e shutdown: a cosa devono fare attenzione i possessori di certificate

Riassumendo, da una parte l’uscita a singhiozzo dei dati americani innervosisce i mercati, dall’altra il rallentamento del mercato del lavoro potrebbe comunque spingere la FED a tagliare i tassi a dicembre per sostenere l’economia nazionale.

Insomma, non proprio lo scenario ideale per investitori e possessori di certificate. Con il mercato in tensione a causa dei dati mancanti, si potrebbero verificare episodi di volatilità, con conseguenze dirette sui rendimenti dei certificate legati a sottostanti sensibili ai tassi, come obbligazioni o indici azionari. In queste condizioni, i profitti possono modificarsi rapidamente, aumentando sia le opportunità di guadagno sia il rischio di perdite in caso di movimenti imprevisti dei mercati.

Anche la decisione della Fed influenzerà i certificate: un taglio dei tassi potrebbe ridurre i rendimenti delle cedole, mentre il mantenimento dell’attuale livello dei tassi consentirebbe di conservare l’attuale profitto. La direzione più probabile, secondo gli strategist di Bloomberg, resta quella del sì: il mercato dei Treasury, infatti, rischierebbe delusioni se la Fed non confermasse il percorso di tagli atteso.

Show Comments (4) Hide Comments (4)
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. […] dei tassi, al momento, il Comitato non è completamente allineato. Da una parte abbiamo membri come Mary Daly, presidente della Federal Reserve di San Francisco, che ritengono un errore mantenere i tassi […]

  2. […] utile per stimolare l’economia (o almeno per evitare che questa subisca danni peggiori, come sottolineato da Mary Daly, presidente della Federal Reserve di San […]

  3. […] all’appuntamento dell’9-10 dicembre, e lo stesso numero uno della Banca, Jerome Powell, aveva dichiarato a ottobre che “per dicembre guarderemo ai dati e al bilanciamento dei rischi”. Peccato che […]

  4. […] del mese, la debolezza dei primi dati sul lavoro aveva alimentato l’idea che la Federal Reserve potesse intervenire con un taglio dei tassi. […]