Sterlina ritrova terreno sui mercati dopo la decisione della Bank of England

La sterlina guadagna terreno dopo settimane di turbolenze, spinta dalla decisione della Bank of England (BoE) di mantenere i tassi di interesse al 4,0%. Ora però gli occhi sono puntati sulla presentazione della Manovra di Bilancio, che potrebbe condizionare le prossime mosse della BoE.

La BoE conferma il tasso al 4,0% tra cautela e divisioni interne

Nell’ultima seduta, il Comitato di Politica Monetaria (MPC) della Bank of England ha replicato la decisione di settembre, mantenendo invariato il tasso di riferimento al 4,0%. E con una votazione alquanto equilibrata: solo cinque dei nove membri hanno scelto di confermare i tassi, mentre quattro avrebbero preferito un taglio di 25 punti base. A prevalere è stata dunque la linea della cautela, anche perché l’inflazione non si è ancora stabilizzata al punto da garantire ulteriori tagli ai tassi, dopo quelli dei mesi precedenti (ben cinque volte fino ad agosto).

A tal proposito, la BoE ha sottolineato che l’inflazione è scesa di molto dal suo picco di tre anni fa, ma rimane comunque troppo elevata: “nella nostra decisione di mantenere i tassi oggi, abbiamo bilanciato il rischio che un’inflazione superiore al target diventi più persistente con quello che la domanda nell’economia si stia indebolendo, causando un calo troppo marcato dell’inflazione”.

Le previsioni aggiornate indicano una discesa dell’inflazione verso il 2% entro due anni, ipotizzando un ridimensionamento del tasso chiave fino al 3,5%. In questo scenario, la Banca centrale annuncia che “se l’inflazione rimarrà sulla buona strada, prevediamo di poter ridurre gradualmente ulteriormente i tassi”.

La sterlina ritrova terreno sui mercati

La decisione della Bank of England di lasciare invariato il tasso di riferimento ha dato un po’ di ossigeno alla sterlina, dopo intere settimane di volatilità e pressioni.

Alla fine della scorsa settimana la valuta britannica ha guadagnato lo 0,3%, attestandosi a 1,3090 dollari, allontanandosi così dal minimo di sette mesi a 1,3011 raggiunto il 4 novembre. Oggi la sterlina si porta a circa 1,32 dollari, mostrando una chiara ripresa. Sul fronte euro, il cambio sterlina/euro si mantiene da oltre una settimana intorno a 0,88, in lieve rialzo rispetto al minimo di 0,83 registrato a febbraio.

Insomma, una situazione un po’ più stabile dopo un mese di pressioni per l’attesa della risposta della BoE, che fino ad oggi non era proprio data per scontato. Già alla luce degli ultimi dati economici, gli analisti erano divisi sulla futura decisione della Bank of England: alcuni ipotizzavano un possibile taglio del tasso di riferimento, in considerazione del rallentamento dell’inflazione e della crescita; altri, invece, sostenevano la necessità di un approccio più prudente, con il mantenimento dei tassi, addirittura fino alla fine del 2026 secondo George Brown (economista senior di Schroders).

Rebus su Manovra e nuovi tagli ai tassi BoE

Ora tutta l’attenzione si sposta sulla Legge di Bilancio, con il Cancelliere britannico Rachel Reeves pronta a presentare a novembre la Manovra e il piano per fisco e investimenti, quest’ultimo molto atteso da investitori e colossi bancari.

A tal riguardo, alcuni colossi dell’asset management hanno sollecitato la Reeves a rafforzare il cuscinetto finanziario del Paese contro possibili shock economici, suggerendo anche un aumento dell’imposta sul reddito. Un’ipotesi non esclusa dalla Reeves, anche se sarebbe un grosso rischio a livello politico, visto l’impegno elettorale di mantenere invariate le principali aliquote fiscali.

Cambierebbe comunque poco: gli investitori sottolineano che non incrementare il margine di Manovra tra le spese previste e gli obiettivi fiscali autoimposti (essenziale per flessibilità e credibilità) costringerebbe la Reeves a un terzo aumento consecutivo delle tasse il prossimo anno. Il che indebolirebbe la posizione della Gran Bretagna sui mercati obbligazionari, che rimangono vulnerabili nonostante a ottobre i costi di indebitamento abbiano registrato il più forte calo mensile in quasi due anni, con l’allentamento delle pressioni inflazionistiche. Inoltre, Reeves dovrà assicurarsi che le sue politiche non alimentino l’inflazione e, idealmente, prevedere tagli alla spesa per ridurre ulteriormente i costi di finanziamento.

C’è da dire che una mossa di questo tipo renderebbe meno scontato nella prossima riunione di dicembre un intervento della Bank of England sui tassi di interesse. Tra l’altro, dopo il voto della BoE, i mercati finanziari hanno indicato una probabilità di quasi il 60% per una riduzione di un quarto di punto dei tassi il mese prossimo.

Sterlina, scenario ideale per i possessori di certificate

Stabilizzazione e tassi invariati da parte della Banca Centrale sono uno scenario ideale per i possessori di certificate cross-currency e non solo, soprattutto dopo un mese di incertezza tra deprezzamenti vari e forte volatilità.

In particolare, i certificate a rendimento legato al tasso base continueranno a seguire le condizioni attuali, mentre gli strumenti a leva sulla sterlina vedranno ridursi temporaneamente il rischio di perdite legate a un’ulteriore debolezza della valuta, dopo il recente rafforzamento fino a 1,32 dollari.

Tuttavia, resta l’incognita della Manovra di Bilancio e dei possibili futuri tagli ai tassi, che potrebbero influenzare nuovamente il valore dei certificate. In definitiva, sarà necessario attendere le prossime decisioni della BoE e del Cancelliere per valutare come gestire al meglio l’esposizione e le strategie sui certificate.

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  1. […] fiscali annunciati fossero giudicati inefficaci dai mercati. Tra l’altro, tempo addietro, alcuni colossi dell’asset management avevano sollecitato la Reeves a rafforzare il cuscinetto finanziario del Paese contro […]