Intesa Sanpaolo, 1° trimestrale 2026 da record: il CEO Messina conferma target di 10 miliardi di utile

Utile e ricavi in salita per Intesa Sanpaolo, che archivia il primo trimestrale 2026 con risultati particolarmente solidi, tanto che il Consigliere Delegato e CEO Carlo Messina lo ha definito “il miglior trimestre di sempre” per la banca.

Date le premesse, viene dunque confermato anche il target per il 2026: 10 miliardi di euro di utile, un traguardo che rappresenterebbe un nuovo record per l’istituto.

Intesa Sanpaolo, utile in crescita nel 1° trimestrale 2026

È di ben 2,761 miliardi di euro l’utile netto con cui Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestrale 2026, in crescita del 5,6% rispetto ai 2,615 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025.

In aumento anche i proventi operativi netti, saliti del 5,3% su base annua grazie soprattutto al contributo delle commissioni nette (+3,1%), del risultato dell’attività assicurativa (+3%) e del forte incremento legato alle attività e passività finanziarie valutate al fair value.

Il gruppo evidenzia inoltre un livello di efficienza particolarmente elevato, con un cost/income al 35,9%, tra i migliori nel panorama delle principali banche europee. Il costo del rischio annualizzato si è attestato a 16 centesimi di punto, mentre gli overlay hanno raggiunto quota 0,9 miliardi di euro.

Sul fronte della qualità del credito, nel primo trimestrale 2026, l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi era pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo.

Per quanto riguarda la patrimonializzazione, al 31 marzo 2026, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13%, “al 13,9% considerando oltre 80 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA)“, si legge nel comunicato ufficiale.

Conti sopra le attese per Intesa Sanpaolo: Messina conferma il piano da 10 miliardi

In questo avvio di Piano registriamo il nostro miglior risultato netto trimestrale e del primo trimestre di sempre, pari a 2,8 miliardi di euro, grazie al contributo positivo di tutte le componenti della voce ricavi e alla riduzione dei costi”. Così Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, ha commentato i conti del primo trimestrale 2026 del gruppo bancario, sottolineando come con questi risultati “prende avvio il nostro Piano d’Impresa 2026-2029: un Piano concepito per conseguire un ROE sostenibile del 20%, puntando sulla crescita delle commissioni e sullo sviluppo tecnologico”.

In particolare, per il 2026, il gruppo conferma inoltre il target di circa 10 miliardi di euro di utile netto, un risultato che derivererà (secondo la banca): dalla crescita dei ricavi, in particolare grazie all’aumento delle commissioni e del risultato dell’attività assicurativa; dai costi stabili; dalla significativa riduzione degli accantonamentiaumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e dai tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo.

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il gruppo punta a una distribuzione particolarmente elevata, con un payout ratio al 95% nel 2026: il 75% attraverso dividendi cash e il restante 20% tramite buyback. A tal riguardo, Intesa Sanpaolo punta a mantenere una delle politiche più generose tra le grandi banche europee. “Quest’anno restituiremo circa 9,4 miliardi di euro agli azionisti, considerando il saldo dividendo di maggio, il buyback di luglio e l’atteso interim dividend di novembre”, ha spiegato Messina.

Nel dettaglio, la banca ha maturato in questo trimestrale 2026 una distribuzione cash pari a 2,6 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi destinati ai dividendi. A questi si aggiungono i 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 previsti a maggio 2026 e il programma di buyback da 2,3 miliardi di euro che partirà a luglio 2026.

Niente da fare per il dossier Generali: la conferma dal CEO Messina

Sul fronte M&A, invece, non emergono novità rilevanti. Nel corso della conference call sul primo trimestrale 2026, Messina è tornato a parlare anche del dossier Generali, escludendo la possibilità di operazioni straordinarie da parte di Intesa Sanpaolo nel settore bancario o assicurativo italiano.

Abbiamo una quota di mercato che non ci permette di intervenire in nessun modo sia nel settore bancario che in quello assicurativo”, ha spiegato Messina, sottolineando come eventuali operazioni si scontrerebbero con significativi vincoli da parte dell’Antitrust.

Il manager ha quindi ribadito che “l’Antitrust è un aspetto cruciale che non ci consente di valutare alcuna acquisizione”, mettendo così fine alle ipotesi circolate sul mercato riguardo un possibile interesse del gruppo nei confronti di Generali.

Intesa Sanpaolo e 1° trimestrale 2026: prospettive positive per i possessori di certificati

I risultati del primo trimestrale 2026 aprono prospettive particolarmente favorevoli per investitori e possessori di certificati con sottostante Intesa Sanpaolo.

La crescita dell’utile, l’elevata solidità patrimoniale e la conferma del target da 10 miliardi di euro rafforzano infatti la percezione di stabilità del titolo, elemento centrale soprattutto per chi detiene certificati con barriere o premi legati all’andamento dell’azione.

Anche la politica di forte remunerazione agli azionisti, tra dividendi e buyback, potrebbe sostenere ulteriormente il valore del titolo in Borsa, contribuendo a mantenere distanza dalle eventuali barriere dei prodotti strutturati.

Al tempo stesso, l’assenza di operazioni straordinarie sul fronte M&A riduce il rischio di volatilità improvvisa legata a possibili acquisizioni o aumenti di capitale.

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