Torna anche quest’anno dal 5 al 7 maggio il Salone del Risparmio, il principale appuntamento europeo dedicato all’industria del risparmio gestito, ideato da Assogestioni e organizzato da Assogestioni Servizi.
Una tre giorni di conferenze, incontri di networking e momenti di formazione, con la partecipazione di oltre 300 relatori e un programma che supera le 100 sessioni, tutto unito in un unico filo conduttore: “Risparmio in movimento. Attivare la liquidità, accelerare la crescita“, il titolo della sedicesima edizione, che richiama l’attenzione sul ruolo strategico del risparmio nel campo degli investimenti.
Salone del Risparmio: geopolitica, IA e mercati privati al centro dell’edizione 2026
Sul fronte della geopolitica, il Salone del Risparmio ospiterà una serie di panel dedicati all’impatto del nuovo scenario internazionale sui mercati finanziari. Tra questi, “Trump, Geopolitica e Tassi: le nuove sfide dei mercati obbligazionari”, organizzato da Vontobel, che analizzerà le conseguenze di un contesto politico globale in rapida evoluzione sul comparto del reddito fisso. Accanto, il panel “I mercati alla prova del nuovo ordine globale”, a cura di Anima, offrirà una lettura corale delle trasformazioni geopolitiche e delle loro ricadute sugli asset finanziari.
Si tratta di temi sempre più centrali per gli investitori, considerando come negli ultimi mesi i mercati obbligazionari (e più in generale quelli finanziari) abbiano risentito delle tensioni legate a diversi fattori di instabilità internazionale. Tra questi, gli effetti degli eventi in Venezuela e l’attuale conflitto in Medio Oriente, che hanno contribuito ad aumentare la volatilità e l’incertezza sugli scenari macroeconomici.
A questo si aggiunge la crescita dei livelli di debito pubblico, osservata sia in Europa sia negli Stati Uniti, anche in relazione all’aumento delle spese per la difesa. In questo contesto, il CEO di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, ha recentemente rilanciato l’attenzione sui rischi sistemici legati all’indebitamento sovrano delle economie avanzate.
Intelligenza artificiale e finanza: come cambia il ruolo del consulente e degli investimenti
Altro tema centrale di questa tre giorni sarà l’intelligenza artificiale, al centro di un programma che ne approfondisce sia le ricadute sulla professione del consulente finanziario sia le nuove opportunità di investimento legate al settore.
Tra i panel principali figura “Il consulente finanziario nell’era digitale – Nuovi linguaggi, nuovi strumenti, nuove relazioni”, organizzato da BNP Paribas Asset Management, dedicato all’evoluzione del ruolo del consulente in un ecosistema sempre più tecnologico e interconnesso. Spazio anche a “Difesa, Data Center e AI: Tecnologie Critiche per un mondo in trasformazione”, promosso da DWS, che si concentra sulle infrastrutture strategiche dell’era digitale e sul loro crescente peso all’interno dei portafogli globali.
Indubbio da ormai anni è il fatto che l’intelligenza artificiale stia assumendo un ruolo sempre più rilevante nei mercati finanziari, diventando ormai una componente strutturale nelle strategie di allocazione sia degli investitori retail sia di quelli istituzionali.
Lo dimostra in primis l’enorme livello di investimenti nel comparto. Dopo i primi risultati trimestrali del 2026 delle Big Tech statunitensi, l’attenzione si è concentrata sulle spese previste per lo sviluppo dell’ecosistema digitale. Meta, ad esempio, ha indicato un capex fino a 135 miliardi di dollari nel 2026, mentre secondo un’analisi di Bridgewater Associates, insieme a Microsoft, Alphabet e Amazon, le principali Big Tech potrebbero arrivare a investire complessivamente nel 2026 circa 650 miliardi di dollari nell’infrastruttura legata all’IA.
Mercati privati ed ESG al centro: le nuove frontiere dell’asset allocation
Altra area centrale del Salone del Risparmio sono i mercati privati e le strategie di asset allocation avanzata, sempre più rilevanti nel panorama degli investimenti globali.
Tra i panel in programma spicca “Private equity e private credit: il valore degli investimenti alternativi”, organizzato da Goldman Sachs Asset Management, che approfondirà il ruolo crescente del private capital nelle strategie di portafoglio. A questo si affianca “Transizione energetica e cambiamento climatico: quanto ci costa non fare nulla?”, promosso da Etica SGR, dedicato alle implicazioni economiche della transizione ecologica e ai rischi legati all’inazione climatica. Completa il quadro “Sport Investing: dal campo al Capitale”, a cura di J.P. Morgan Asset Management, focalizzato su uno dei segmenti più dinamici e non tradizionali dell’universo degli investimenti alternativi.
Negli ultimi anni, infatti, una pluralità di nuovi settori e asset class ha progressivamente attirato flussi significativi di capitale, trasformandosi in driver rilevanti per la costruzione dei portafogli. Oltre alla citata intelligenza artificiale, anche il comparto ESG ha assunto un ruolo sempre più centrale nelle strategie di investimento globali.
Al punto che, secondo il report “Sustainable Signals: Individual Investors” di Morgan Stanley, il 92% degli investitori dichiara un certo interesse oggi verso la sostenibilità, mentre il 64% prevede di aumentare l’esposizione in questo ambito nei prossimi dodici mesi. Una quota significativa, inoltre, intende mantenere le posizioni già esistenti, soprattutto in ottica di diversificazione e gestione del rischio.
Salone del Risparmio 2026, occasioni di approfondimento per i possessori di certificati
Come già anticipato, nel corso del Salone del Risparmio, con una fitta agenda di incontri e confronti, verranno approfondite alcune delle principali direttrici che stanno ridisegnando i mercati finanziari, dalla geopolitica all’intelligenza artificiale, fino ai mercati privati e alle nuove frontiere dell’investimento.
Tutte tematiche che investitori e detentori di certificati di investimento dovrebbero approfondire, poiché possono tradursi sia in nuove opportunità di posizionamento, come nel caso dei comparti legati all’IA o ai criteri ESG.
Sia in una maggiore consapevolezza dei rischi emergenti, come nel caso delle tensioni geopolitiche, che incidono sempre più sulle aspettative di politica monetaria e sulla sostenibilità del debito pubblico, con effetti diretti anche su asset tradizionalmente considerati sicuri, come i Treasury statunitensi e altri titoli sovrani di riferimento nei mercati globali.


