UniCredit vola a inizi 2026 tra trimestrali, target price BofA e assist BCE sul dossier Commerz

Forte dei risultati trimestrali, UniCredit incassa nuovi upgrade da parte degli analisti, con rating e target price rivisti al rialzo. A sostenere ulteriormente il gruppo guidato da Andrea Orcel arriva anche un segnale positivo dall’Europa: la BCE, attraverso il vicepresidente Luis de Guindos, ha espresso apertura verso operazioni transfrontaliere come quella tra UniCredit e Commerzbank, considerate strategiche per rafforzare il sistema bancario europeo.

Una posizione che si accompagna a una critica nei confronti delle resistenze del governo tedesco, contrario all’operazione.

UniCredit, trimestrale record con utile a 3,2 miliardi

In breve i risultati del primo trimestrale 2026 di UniCredit: i ricavi si sono attestati a 6,87 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto ai 6,56 miliardi registrati nel primo trimestre del 2025, mentre l’utile netto è salito a 3,22 miliardi di euro dai precedenti 2,77 miliardi.

Sul fronte della redditività, i costi operativi sono diminuiti dell’1,1% a 2,3 miliardi di euro, contribuendo al miglioramento del risultato netto di gestione, cresciuto del 5,8% a 4,39 miliardi di euro rispetto ai 4,15 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.

Per quanto riguarda la solidità patrimoniale, a fine marzo 2026 il CET1 ratio contabile di UniCredit si attestava al 14,2%, in flessione di 55 punti base rispetto al trimestre precedente. Le attività finanziarie totali del gruppo ammontavano invece a 850,2 miliardi di euro, in calo del 2,4% su base trimestrale ma in aumento del 3,6% rispetto a un anno prima.

UniCredit accelera nel 2026: BofA alza il target a 92 euro

Insomma, quello di UniCredit è stato un avvio di 2026 particolarmente solido, tanto da spingere diversi analisti a rivedere al rialzo valutazioni e target price sul titolo.

Tra gli aggiornamenti più rilevanti spicca quello di Bank of America (BofA), che ha alzato il prezzo obiettivo su UniCredit a 92 euro per azione dai precedenti 90 euro, confermando al tempo stesso la raccomandazione “Buy”.

Secondo gli analisti della banca americana, UniCredit potrebbe raggiungere un utile netto rettificato di circa 11,7 miliardi di euro nel 2027 e di 12,9 miliardi nel 2028, valori superiori del 3-5% rispetto al consensus di mercato, fermo rispettivamente a 11,4 miliardi e 12,3 miliardi di euro.

A nostro avviso, questi parametri giustificherebbero una valutazione superiore alla media del settore, non inferiore”, si legge nella nota degli analisti. BofA sottolinea infatti come UniCredit venga trattata a un rapporto prezzo/utili (P/E) 2026 pari a 9,3 volte, contro le 10,2 volte medie delle banche dell’Eurozona, uno sconto che secondo la banca “non è giustificato”.

Grande attenzione anche sul fronte Commerzbank, dossier che continua a essere centrale nelle valutazioni del mercato. Per gli analisti, l’operazione lascia aperti diversi scenari: sia una strategia di avvicinamento graduale sia un eventuale irrigidimento delle parti porterebbero comunque alla stessa destinazione, ma con tempi e premi differenti.

UniCredit-Commerzbank, sostegno dalla BCE sull’operazione

Rimanendo sul dossier Commerzbank, UniCredit ha incassato recentemente anche il sostegno di Luis de Guindos, vicepresidente della Banca Centrale Europea, che in un’intervista al Financial Times ha difeso apertamente le operazioni bancarie transfrontaliere in Europa. Commentando l’OPS sulla banca tedesca, de Guindos ha sottolineato come sia “molto difficile per i governi sostenere di essere favorevoli all’unione del risparmio e degli investimenti e poi dire: no, siamo contrari a questa specifica operazione“. Per de Guindos, il settore bancario tedesco (“molto frammentato“) necessita di una modernizzazione, mentre il Paese si confronta con sfide economiche “importanti“.

Si fa riferimento alle posizioni assunte dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal management di Commerzbank, che hanno manifestato una forte opposizione all’operazione promossa da UniCredit. Merz ha definito le mosse della banca italiana “ostili e aggressive“, pur riconoscendo la necessità per la Germania di avere istituti di dimensioni maggiori. Secondo il cancelliere, però, “questo non significa che ogni tipo di acquisizione sia ben accetta“.

Nel frattempo, Bruxelles osserva con attenzione gli sviluppi del dossier e attenderà le valutazioni iniziali delle autorità tedesche sull’OPS. Tuttavia, in ambienti europei si inizia già a discutere delle possibili contromisure in caso di un atteggiamento considerato eccessivamente ostruzionistico da parte di Berlino. Tra le ipotesi circolate vi sarebbe anche la possibilità di valutare una procedura di infrazione legata a eventuali dichiarazioni anti-mercato pronunciate da esponenti di primo piano del governo tedesco, anche in assenza di atti formali.

UniCredit tra trimestrali e assist: a cosa devono fare attenzione i possessori di certificati

Sostegno e volatilità al tempo stesso provengono dallo scenario che si sta formando attorno a UniCredit, il che potrebbe richiedere una certa “resistenza” da parte di investitori e possessori di certificati.

La combinazione tra trimestrali solide, target price in rialzo da parte di BofA e aperture europee sul dossier Commerzbank potrebbe infatti rafforzare il sentiment sul titolo bancario italiano.

Allo stesso tempo, però, il dossier tedesco continua a rappresentare un fattore di volatilità: eventuali tensioni politiche con Berlino o sviluppi inattesi sull’OPS potrebbero generare oscillazioni più marcate del titolo, incidendo soprattutto sui certificati a leva o su quelli con barriere particolarmente vicine ai livelli correnti di mercato.

Show Comments (0) Hide Comments (0)
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *